Sempre più in alto

Nazionalità, inventiva, fantasia, doti realizzative su punizione, freddezza sotto porta, tiro a giro, capacità di arretrare, tenere botta e giocare ovunque fungendo da punto di riferimento offensivo,  combattività, personalità, doti da fondamentale  trascinatore ed immenso Fuoriclasse:  nonostante alcune differenze  (ad esempio, di età e piede preferito) e peculiarità personali, i nostri fantastici Apache e La Joya (breve ma intensissimo e mai dimenticato passato il primo, e radioso presente e, speriamo,  lunghissimo futuro il secondo) sono sempre più accomunati da grandissime affinità e, da ieri, anche dal numero (21) dei pregevoli, pesanti e spesso decisivi gol segnati nelle loro rispettive prime vincenti e Tricolori stagioni vissute nella nostra Juve.

Il nostro Quinquennio da favola porta, insieme a tante altre, anche la loro preziosa  firma. Che dire, il meglio del Calcio continua a passare da noi (come diceva l’indimenticato Dottore Umberto Agnelli che, peraltro, aveva portato alla Juve un antesignano dei due Campioni in questione, come un “certo” Omar Sivori). E non finisce qui. Sempre più in alto. La 5toria siamo noi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

Screenshot_2016-05-09-14-56-35-1

6 maggio 2012: l’emozione più forte

I-tifosi-della-Juventus-festeggiano-lo-scudetto-sul-campo-di-Trieste-Ansa_h_partb

E, anche oggi,  ricorre l’anniversario di un evento per noi Juventini indimenticabile.   Personalmente, durante  la  serata del 6 maggio del 2012, ho forse vissuto le emozioni calcistiche più intense e forti mai provate. Lo Scudetto numero 30 (quello della Terza Stella), conquistato rialzandoci dall’attentato calcistico ed il tentativo di eliminazione che avevamo subìto,  con Farsopoli,  alcuni anni prima, mi ha irrefrenabilmente commosso  e trasmesso dei brividi unici ed indescrivibili (che mi porterò per sempre dentro).

Il fatto, poi, che  ciò abbia sancito l’inizio di uno stupendo ed epocale Quinquennio, lo rende, se possibile ancora più magico.  Una vera e propria favola. Una pagina fondamentale nell’ambito di una gloriosa ed ineguagliabile Storia che stiamo continuando, in modo inimitabile,  contro tutto e tutti, a scrivere.  Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

Buon 5 maggio a tutti

2002-05-05-udinese-juventus-15-1024x672

5 maggio. A scuola avevamo studiato una famosa ode  scritta dal  Manzoni (nel 1821)  ed avente proprio  tale titolo. Dopo centottantuno  anni, però, in modo dirompente,  siamo stati noi ad imprimere alla suddetta data un’aura di sublime eternità attraverso un’altra  magnifica  poesia.

Il testo è ermetico ma soave:”5 maggio 2002″.

Basta anche solo scriverlo o pensarlo per far sì che vengano in mente quel finale di stagione e, soprattutto quelle gare giocatesi in contemporanea, in quell’indimenticabile ed indescrivibile giornata, all’Olimipico di Roma ed al Friuli di Udine.  Che gioia immensa. Che goduria infinita.308340

E poi, undici  dopo, quasi a voler celebrare quello  stupendo evento, nel 2013,  abbiamo vinto anche il nostro 31° Scudetto (con alcuni protagonisti di allora ancora presenti).

Ora, però, torno inevitabilmente con la mente e con il cuore a quattordici anni orsono e mi rigusto ancora ogni attimo di quel sorpasso all’ultima curva, di quella lezione di sport e di vita, di quel pomeriggio emblematico ed incancellabile.FB_IMG_1462400720630

Un pomeriggio incancellabile  in positivo per noi che non molliamo mai (fino alla fine) e, in negativo, di certo, per i perdenti per antonomasia che, come sempre blateravano, festeggiavano prima, si illudevano e poi, incapaci di vincere con le loro “forze”, nonostante tutto il pubblico (e non solo) avversario a favore,  già (qualche anno prima di Farsopoli) elemosinavano, a quei pochi giocatori biancocelesti impegnatisi  (tra cui San Poborsky),  vittorie regalate (da illecito sportivo)  piangendo, rosicando ed arrivando, alla fine, dopo aver dilapidato o un enorme vantaggio, addirittura terzi (questa volta senza titolo di cartone come tragicomico “premio”).

FB_IMG_1462400362626

Che favolosa Storia. Che bello ripensare alla reazione del nostro grandissimo Marcello Lippi e di tutta la  della nostra estasiata  panchina alle notizie provenienti da Roma e poi l’ irrefrenabile esplosione e gli abbracci al fischio finale. Scusate, ora mi fermo davvero. Continuo a godere troppo.hqdefault (1)

Buon 5 maggio a tutti.  Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria  Juventus.

5-maggio-2002

 

“Vincono” sempre loro…

105650-477x500

Vedendo certe reazioni e sentendo certi discorsi, mi sembra inevitabile riflettere su un curioso  fenomeno italico che comincia ad assumere connotazioni sempre più marcate. Quello delle vittorie invisibili. Vittorie che non si vedono e che arrivano quando meno te l’aspetti.

Sì, perché, anche se non  ce ne siamo accorti e, da Juventini,  stiamo ancora godendo per il 5° Scudetto consecutivo (conquistato dopo una rimonta favolosa), nella mente di qualcuno, a quanto pare, si è concretizzata una “nuova vittoria”  contro di noi. Che cosa sto dicendo? Sono impazzito? No, non vi preoccupate.

Mi riferisco semplicemente alla realtà parallela creata da molti frustrati antijuventini. Questi “geni” prima hanno  grottescamente e fantasiosamente pensato  (attraverso la nostra eliminazione)  di averci battuto in una competizione (la  Champions) in cui loro, a causa della loro debolezza, non giocavano ed ora, addirittura, con discorsi sempre più assurdi e tragicomici,  si illudono quasi di averlo fatto in una in cui, per ovvie ragioni, non giochiamo nemmeno noi (la Premier League,  mediante confronti scriteriati tra la nostra mostruosa Squadra ed il bravo Leicester).

Che dire,  non potendo sconfiggerci direttamente arrivano pure ad inventarsi queste  sfide immaginarie. “Buon” per loro. Auguri di cuore e complimenti da noi 34 volte Campioni d’Italia (quelli che “si accontentano” del proprio, nuovo e vero Quinquennio di epici Scudetti). Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

La favola in Italia…

È vero. In Inghilterra le volpi (fox) del Leicester hanno scritto una favola. Anche in Italia però, pure quest’anno, abbiamo avuto il piacere di  viverne una avente come protagonista sempre delle “volpi”, le solite malcapitate ed incorregibili bestiole alle prese con l’inarrivabile “Uva Scudetto” che, mai come in questa stagione, si erano  illuse, prima della nostra mostruosa rimonta (avvenuta con “solamente” 25 vittorie su 26 gare), di poter agguantare.

Insomma,  ad ognuno la  sua splendida favola. Io mi sto godendo, a più uno posso, da cinque anni, a suon di  record fantastici e continui  nostri e speranze disattese e frustrazioni cocenti altrui, quella italiana. Ah, dimenticavo, anche quest’anno, l’Uva era gustosissima. Tutta. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

esopo-la-volpe-e-luva-101-1-s-386x470

La tipica domenica d’inizio maggio

13091918_1085850821461719_6099074720228434781_n

Gli occhi rivolti al terreno di gioco e le orecchie pronte ad ascoltare i cori provenienti dagli spalti del nostro stupendo Juventus Stadium (già prontamente ben aggiornato con il numero 34 e l’anno 2016 nei posti giusti).

Così mi sono apprestato a gustarmi la prima gara disputata dalla nostra Juve dopo aver conquistato l’epico 5° Scudetto consecutivo (ed effettivo, senza ridicoli cartoni). Ebbene, fa punto di vista sonoro, i canti (accompagnati comunque anche  da significativi striscioni)  che hanno                rimarcato     sentitamente che il   grandissimo  Vincenzo  sarà sempre con noi, ricordato goduriosamente  che (ancora una volta, come da tradizione, anche quest’anno contro tutto e tutti) abbiamo vinto il Tricolor e di  conseguenza i  Campioni d’Italia siamo noi, preso  piacevolmente  in giro tanti perdenti vari ed acclamare giustamente  Max Allegri (che ha conquistato tutti con umiltà , intelligenza, lavoro, passione e vittorie),  mi hanno molto  emozionato e coinvolto pur ascoltandoli davanti alla tv e  non essendo, purtroppo, fisicamente  lì ad intonarli con i tantissimi encomiabili fratelli Gobbi presenti.

Per il resto, in Campo, è stato possibile ammirare, in particolare,  gli occhi lucidi del nostro infinito Capitan record Gigi Buffon, il nuovo insolito look del nostro immenso Bonny per festeggiare il suo 29° compleanno, diverse spettacolari  giocate (soprattutto del devastante Polpo Paul con la “capigliatura pentascudettata”), la potenza del nostro portentoso Alex Sandro, l’atteso gol (con  annessa capriola) di  Hernanes (che lo meritava dopo averlo sfiorato in varie altre gare) e, soprattutto, la pregevole rete (sempre nella stessa porta,  ma di testa) di colui che mi fa godere solo pronunciandone il nome per come mi ricorda la splendida serata del 13 febbraio e quella sfrenata esplosione di gioia a cui ho partecipato lì,  in quella magica atmosfera: Simone Zaza.

E così, con l’ennesima  vittoria conquistata ieri, “soltanto” la numero 25 nelle ultime 26 gare, siamo arrivati ad 88 punti in classifica. 88 e Zaza: serve aggiungere altro?

Insomma, abbiamo vissuto un’altra  domenica stellare (impreziosita dalla rara ed encomiabile sportività dei tifosi avversari). Quella di ieri, in definitiva, è stata la tipica domenica italiana d’inizio maggio che ha visto la nostra Juve festeggiare sotto la Curva da Campione d’Italia. E non finisce qui. C’è da continuare a festeggiare (con la tradizionale e sempre orgasmica consegna della Coppa) e da restare, al contempo,  concentrati per scrivere altre pagine di un’inimitabile Storia vincente. Forza ragazzi, sono fiero di voi.  Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

13087435_1085850884795046_2700336131505306017_n

Un sogno chiamato Quinquennio

20151003235513!Juventus_1933-34

La Juve del Quinquennio.   Da quando, da bambino, ho cominciato a capire di Calcio e mi sono quindi  scoperto Juventino (non posso dire di esserlo diventato perché sono sicuro di avere avuto la fortuna di essere  nato tale), ho subito avvertito l’ irrefrenabile  voglia di rivivere, attraverso immagini, racconti, statistiche,  aneddoti e filmati di repertorio, la gloriosa Storia dell’affascinante e prestigiosa Vecchia Signora del Calcio.

Ebbene, durante questo mio piacevolissimo “studio”, quando, andando molto indietro,  mi imbattevo in tutto ciò  che riguardava quegli autentici  eroi  allenati da Carcano nei primi anni ’30, quelli della mitica “filastrocca” che faceva “Combi, Rosetta, Caligaris…” , quelli raffigurati in posa in quelle foto antiche, provavo sempre delle sensazioni molto particolari. Un misto di  ammirazione e consapevolezza del fatto che, quasi sicuramente,  mai avrei potuto pure io vedere vincere 5 Scudetti di seguito alla mia Juve.

Quel Quinquennio era un qualcosa di irripetibile e  quasi trascendentale. Solo il “Grande Torino” , poi scomparso tragicamente a Superga, altra Squadra finita obiettivamente  nel mito (non avendo niente a che fare con i granata che  siamo tradizionalmente abituati a vedere  perdere  e rosicare ),  era riuscito,  del resto, a fare altrettanto nel secondo dopoguerra.  Da allora, non c’era più stata nessuna serie così lunga di vittorie. Nemmeno la  nostra Madama, sempre estremamente  in sintonia con il Tricolore, pur riuscendo ripetutamente a dominare ed a portare quel triangolino a Casa Juve, tantissime volte, anche a suon di numerose e splendide doppiette, aveva di nuovo saputo prolungare così tanto la sua striscia vincente. Il Campionato italiano, del resto, è sempre stato troppo difficile, tattico e snervante per permettere ininterrotti cicli del genere.

Ad esempio, la  Juve di Boniperti e del Trap prima e quella della  della Triade e di Lippi e Capello poi,  pur avendo conquistato più di uno Scudetto ogni due anni (oltre a tutte le Coppe europee) avevano lasciato sempre qualche briciola agli avversari. Certo, quella  che fu fermata,  dopo due Scudetti, nel 2006, con Farsopoli, fino a seria prova contraria per eccesso di vittorie e di forza, probabilmente avrebbe continuato a vincere ancora a lungo. Quasi sicuramente sarebbe andata così ma, purtroppo, anche per evitare ciò, si diede  vita ad un’ingiustizia provando quasi ad eliminare del tutto  la Juve (in ogni caso ormai nella Leggenda) e rendendo così ancora più difficile quel sogno delle tantissime vittorie consecutive. Nel frattempo, ci fu addirittura chi, da impostore, approfittando biecamente  di questo golpe, dopo decenni di sconfitte, umiliazioni e frustrazioni, si costruì a tavolino, partendo da un tragicomico cartone, una grottesca  serie che qualcuno cerca ancora incredibilmente e spudoratamente a spacciare per “quinquennio”. Detto ciò, tutto sembrava quindi far pensare all’impossibilità di poter rivivere un giorno un vero e serio Quinquennio. In fondo, sarebbe stato già un sogno tornare a rivedere, in tempi brevi,  lo Scudetto al suo posto naturale , sulla casacca della Juve.

Poi, come in molti speravamo da tempo, ecco Andrea Agnelli finalmente alla Presidenza della Società che era stata guidata  dallo zio Gianni  e dal padre Umberto.  Riecco una dirigenza degna ed oculata, dei tecnici giusti, al posto e nel momento  giusto  ed una profonda Juventinità ritrovata grazie a  grandi Uomini che avevano vissuto la gloriosa epopea della Triade. Riecco una Squadra compatta e composta da Campioni sotto il profilo tecnico e morale.  Riecco, finito l’effetto Farsopoli, tutto tornare alla sua dimensione naturale  (perdenti con il cartone in bacheca compresi). Riecco la vera Juve e,  anche grazie allo splendido Juventus Stadium progettato tantissimi anni prima, ecco avere  inizio un nuovo favoloso capitolo di una Storia vincente, unica ed inimitabile. Ecco un lungo ed appassionante  capitolo che, attraverso molteplici record mostruosi ed innumerevoli pagine a dir poco indimenticabili e  sublimi (in grado di suscitare continue ed intense emozioni), è arrivato a condurci,  dopo una rimonta fantascientifica in quest’ultimo avvincente Campionato,   proprio fino all’epica realizzazione di ciò  che, sin da piccolo, ritenevo un sogno irrealizzabile. da bambino. Sì, proprio così. Ho (abbiamo) appena davvero visto e vissuto, settimana dopo settimana, gara dopo gara, istante dopo istante,  la Juve del Quinquennio. Un altro stupendo Quinquennio, realizzato sontuosamente circa  ottanta anni dopo. Che bellezza. Che goduria. E non finisce qui. Perché  la  Storia siamo noi.  Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

FB_IMG_1461544711418

 

Coraggio, è solo un incubo…

FB_IMG_1459709715722

“La classifica è sempre  questa. Il Campionato è sempre avvincente e spettacolare. Tazze, selfie e fuochi d’artificio non sono solo un ridicolo ricordo. Zaza non esiste. È stato tutto un assurdo e terribile  incubo. Ma quanto ho dormito?  Meno male, però. Me l’ero vista brutta. In effetti, poteva mai succedere una cosa del genere? Addirittura 24 vittorie su 25 gare  ed una rimonta del genere fino al loro  5° Scudetto consecutivo? Sì, vabbé. Del resto, l’ hanno  detto in tanti che quest’anno questi  potevano  al massimo salvarsi e che tutti noi possiamo finalmente divertirci  festeggiare e cantare.

Che strano, però.  A fine ottobre c’è questa temperatura? Può darsi, dai. Il tempo ormai è impazzito. Colpa del buco dell’ozono. Ma cosa avrà da ridere  quel Gobbo con il suo solito ghigno e con quella mano aperta?  Mah. Io intanto, alla faccia sua, mi collego al mio solito sito e mi godo la classifica. Come? Non è possibile.  Juve Campione d’Italia? Anche quest’anno? Devo controllare meglio. Dai,  non scherzate. Datemi un pizzicotto. Sto sicuramente dormendo di nuovo. No?La classifica non è più quella lì? E le tazze, i selfie ed i fuochi d’artificio? Datemi un altro pizzicotto. No, non può essere.

Dai, la voglio rivedere. Come mai quelli sono sempre lì in alto? Non avevano una “rosa meno profonda”? E il Campionato, quest’anno, non  doveva essere bello e foriero di “speranze per il Paese”?  Non scherzate, 24 vittorie su 25 sono “statisticamente insopportabili”. Non può essere tutto vero…..nooooo…..”

Mi dispiace, povero antijuventino (immaginario ?!), la classifica non è più quella. Non è un incubo. Ti sei scontrato anche quest’anno con la dura realtà imposta dalla gloriosa Madama. I tuoi sogni sotto l’ombrellone ( e quest’anno fatti da noi durare un po’ di più) sono stati impietosamente uccisi dalla solita Signora omicidi. Quella che non si stanca mai di scrivere la Storia ( in questa stagione, addirittura con una “crudele” rimonta che l’ha portata a realizzare un altro epico   Quinquennio). Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

Quinquenniooooo

FB_IMG_1461614111039

25/04/2016. Campioni. Campioni. Campioni. Campioni. Campioni. È Quinquenniooooo. È un momento epocale. Ragazzi, abbiamo appena scritto una pagina di Storia incredibile ed indelebile. Dopo quattro Scudetti consecutivi, in una stagione in cui siamo ripartiti senza  giocatori come Tevez, Vidal e Pirlo,  con un punto nelle prime tre gare e dieci nelle prime dodici, con tanti infortuni, contro ogni pronostico e statistica, contro i continui sconcert…anti pareri di “soloni” vari, contro le speranze di tele (non)cronisti che si preoccupavano del  “bene del Paese”, contro loro fedeli  compagni di rosicamento che questo nostro successo, stranamente, “non  lo volevano rivedere” , contro tragicomici esserini squallidamente imbavagliati, contro tutti coloro che si illudevano  di poter finalmente liberarsi di noi festeggiando prematuramente ed insensatamente (a suon di imbarazzanti  selfie, tazze celebrative e fuochi d’artificio) praticamente  il nulla , contro tutto e tutti,  abbiamo realizzato un’impresa a dir poco epica.

Non dimenticherò mai, in particolare, come momento decisivo e sublime,  il gol di Zaza all’88° in quella Partita del 13 febbraio caratterizzata dall’eroico  salvataggio di un immenso Bonucci e vissuta  in uno stracolmo Juventus Stadium (esploso alla fine in una gioia assolutamente  sfrenata). Non dimenticherò mai, inoltre, il record d’imbattibilità di un fantascientifico Capitan Gigi Buffon (adesso divenuto, peraltro, a quota 9, anche il  giocatore con più Scudetti vinti ) e  la cavalcata pazzesca di un’inaffondabile  Corazzata guidata da un degnissimo Allenatore (che ci ha sempre creduto) e  composta da giocatori di eccelsa classe e/o forza tecnica  e morale (come, ad esempio, i due nuovi attaccanti Dybala e Mandzukic). Da quando abbiamo  ritrovato la nostra  identità e cominciato a fare sul serio (dopo aver dato un po’ di vantaggio agli altri), abbiamo impressionantemente inanellato “solamente” 24  vittorie su 25 gare.

Che goduria. Che estasi. Ce l’abbiamo davvero fatta. Cinque Scudetti consecutivi (ed effettivi, naturalmente senza cartoni e tavolini). Cinque, uno più bello dell’altro. Cinque, tutti, per vari motivi, estremamente significativi. Tutti all’insegna di numeri e dati assolutamente  da record. Il nostro è stato un lunghissimo e stellare dominio in un Campionato difficile, tattico e snervante come quello italiano. Dedico questo traguardo ad Andrea Fortunato che ci lasciava fisicamente proprio 21 anni fa, ai 39 Angeli, allo Zio Pietro (indimenticabile colonna portante dello JCD di Partanna) ed  tutti gli altri Juventini che staranno di certo festeggiando  da Lassù. Cari fratelli Gobbi, vi abbraccio tutti e, commoso ed ebbro di gioia, vado a festeggiare a più non posso con i miei soci (ed idealmente con ognuno di voi). “Siamo noi, siamo noi… “. Godiamoci questi brividi e questi momenti magici ed unici,  amici Campioni per antonomasia. Lo Scudetto è sempre  al suo posto, per la 34esima volta. Sì, la vera Storia siamo sempre e solo noi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

Perché SPOFL J?

SpofL J. Una sigla che sintetizza il motto con cui concludo, da tanti anni, quasi tutti i miei tanti post pubblicati qui su facebook ed i pezzi che ho saltuariamente scritto altrove: “Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus” . Da dove nasce questa mia ricorrente frase? Ricordo che mi è venuto naturale pensarla già nel maggio del 2006, dieci anni fa, mentre i mass me(r)dia ci buttavano e vomitavano addosso il fango di cui erano composti e preparavano il terreno a sentenze farlocche foriere di cartoni ed ingiustizie basate sul sentimento popolare e mirate a fermarci palesemente per eccesso di vittorie e di forza (cosa poi sostanzialmente confermatasi nel corso di tutto il dibattimento). Già allora, ricordo che volli parlare di infinito orgoglio da tifoso Gobbo e di Juventus nella Leggenda (con la L volutamente maiuscola) proprio per il modo in cui stavano cercando di eliminarla (ed eliminarci) fuori dal rettangolo di gioco. Nel corso degli anni, poi, aggiunsi il “sempre più” per evidenziare come, man mano, lottando sempre contro tutto e tutti e riuscendo a scrivere ulteriori pagine di una gloriosa ed inimitabile Storia (più forti anche di ciò che ci avevano vilmente fatto), quell’orgoglio e quella Leggenda continuassero (e continuino anche ora in modo maestoso ) a crescere. Proprio così. Ed allora, alla luce di tutto ciò e dell’epica impresa della conquista del 5° Scudetto consecutivo (ed effettivo)  grandiosamente compiuta, concludo anche questo post, ancora una volta convintamente, con il solito motto che non mi stancherò davvero mai di ripetere. Sì, sempre lo stesso: “Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus”. SpofL J.