Dopo il consueto vile comportamento (ennesima simulazione con richiesta di ammonizione e, cosa ancora più grave, sguaiata esultanza) che si aggiunge a tantissime altre “edificanti” gesta (tuffi, sceneggiate, entratacce, offese, risse e così via) che tradizionalmente caratterizzano coloro che, in modo patetico, si professano portatori di valori etici e si autoattribuiscono un’onestà che, anche alla luce di tanti altri fatti che hanno cercato e cercano inutilmente di nascondere, non può che essere definita cartonata (proprio come il loro sempre e comunque inferiore palmarès contenente anche un penoso guidorossiano tavolino frutto di una schifosa farsa), ecco che sono arrivate oggi alcune nuove nerassurde parole.
Stendendo un velo pietosissimo sulle consuete scemenze dello storicamente sconfitto e tragicomico ex presidente intertriste per antonomasia con i suoi deliranti riferimenti a Farsopoli che non meritano ulteriori commenti, mi sento di spendere qualche minuto per scrivere qualche considerazione su altre odierne parole.
Mi riferisco a quelle del loro attuale presidente che, dopo aver contribuito a scrivere la Storia con noi, da bravissimo Dirigente, a suon di record, con la conquista di sette dei nove nostri Scudetti consecutivi ed aver mostrato educazione, garbo e correttezza nelle occasioni in cui ho avuto modo di incontrarlo in rappresentanza dello JOFC di cui faccio parte, una volta lasciata la Juve ed entrato a far parte di quel mondo, pur ricordando spesso, anche di recente, di avere imparato da noi senso di apparertenenza e cultura della vittoria, si è evidentemente pian piano sempre più calato (degradato) in quella diversa “realtà”.
Proprio lui, quello che indicava giustamente e fieramente il numero 30 in occasione della conquista del primo dei nostri titoli del suddetto ed indimenticabile epico novennio tricolore, che rivendicava in altre occasioni il numero corretto dei nostri Scudetti effettivi e che criticava il trattamento iniquo farsopolaro. Posso anche cercare di capire che essendo un professionista ed avendo discutibilmente scelto di andare proprio lì, debba ora, anche per una una sorta di incoerente gioco delle parti, provare a difendere i suoi nuovi colori. Non è però, a parer mio, decente quello che ogni tanto gli capita di fare e dire.
Ad esempio, trovo fuori luogo le dichiarazioni di oggi nelle quali ha ignorato l’aspetto più grave del comportamento del suo giocatore (che è stato, come detto, l’esultanza) ed il fatto che Chiellini e gli altri nostri Dirigenti non lo abbiano pubblicamente attaccato ma abbiano parlato di riforme da effettuare per il bene del calcio in generale lamentandosi, dopo tante altre reiterate situazioni sfavorevoli, in particolare, di un’espulsione invertita che rappresenta un episodio in grado, come pochissimi altri, di alterare l’andamento di una partita.
Trovo inoltre patetico e scorretto che, oltre a menzionare un possibile rigore non ottenuto dalla sua compagine l’anno scorso (in una stagione in cui ha avuto anche qualche vantaggio, seppur non paragonabile ai tantissimi di quella ancora precedente), abbia citato un episodio di una partita del 2021 nella quale ci sono state diverse situazioni a noi fortemente sfavorevoli (tra cui un’altra espulsione inventata, quella volta ai danni di Bentancur) ed abbia parlato di una nostra qualificazione in Champions centrata grazie ad una presunta simulazione in un Campionato che, come al solito, ci ha visti penalizzati non solo in quella ma anche in altre tante partite con arbitraggi fortemente negativi (uno proprio di La Penna in una nostra gara casalinga contro Fiorentina con continui fischi ancora una volta a senso unico). E poi, come, se non bastasse, parlando di quella quella stagione, ha avuto anche il coraggio di fare quasi i conti in tasca alla nostra Società che ha invece subìto, anche in questi anni, gravissime ed ingiuste perdite a causa di altri vergognosi processi farsa portati avanti da quella fallimentare e putrida federazione guidata da quello squallido omuncolo suo amico.
Detto ciò, ho l’impressione che il nostro ex AD, che ha lavorato e sta lavorando bene anche in questi anni, vincendo qualcosa anche approfittando di in un contesto di protezioni diffuse ma non riuscendo ovviamente ad avvicinarsi a quanto da noi conquistato da contro tutto e tutti, a suon di epocali primati, stia forse percependo con una certa preoccupazione la volontà della nostra Juve di riprendere con forza, grazie a fame e compattezza ritrovate, a lottare per tornare quanto prima al suo posto. A primeggiare e scrivere la Storia (quella vera). Uniti e fieri.
Fino alla fine. Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.