Il giusto regalo

Vittoria larga e mai scontata ottenuta contro un Pisa comunque per un tempo ben chiuso ed ostico. Tre punti importanti e meritati conquistati grazie ai gol di Cambiaso, Thuram, Yildiz (che era stato autore anche del pregevole assist in occasione della prima marcatura) e Boga (ottimo acquisto che ha ancora avuto un importante impatto e che ha siglato, dopo quella alla Roma, la sua seconda rete consecutiva).

Non era stata, soprattutto nella prima frazione di gioco e nella primissima parte della ripresa, prima che trovassimo il vantaggio e si aprissero gli spazi, una partita brillantissima. È stato fondamentale sbloccarla per poi dare vita a questa piacevole goleada.

Oggi stranamente l’arbitro non ha estratto dal cilindro fantasiose espulsioni e non si è esibito in decisivi assist per gli avversari e neanche il var ha inventato niente per provare a fermarci.

Detto ciò, quello che contava, come sempre, era tornare vincere e, in uno Stadium che ha di nuovo spinto incessantemente la Squadra, questo successo è valso anche come un atteso e gradito regalo di compleanno per il nostro bravissimo Mister Spalletti (abbracciato dai suoi e nostri giocatori e sempre più calato nella nostra realtà, la più importante della sua carriera).

È stato inoltre bello e giusto concludere nel modo migliore una serata iniziata con la grandissima emozione provata nel rivedere a Casa il nostro immenso Guerriero Marione Mandzukic, emblema dello spirito Juve che (a differenza del fischiato colombiano che ha invece scelto di fare l”allievo” degli onesti cartonati per una stagione), da Uomo Juve, non ha rovinato il ricordo di quanto fatto con noi ed è stato oggi calorosamente e giustamente applauditissimo mentre si commuoveva portandosi la mano sul cuore, come ai bei tempi nei quali ha fortemente ed indelebilmente contribuito a scolpire la nostra Storia vincente.

Una gloriosa Storia che dovremo pian piano ritornare a scrivere. Contro tutto e tutti. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Marione Mandzukic uno di noi.

Gli occhi lucidi suoi. Gli occhi lucidi miei. Gli occhi lucidi nostri. “Siamo la gente della Juve. Siamo gente che si riconosce quando ci si guarda negli occhi” (cit.). E facendolo ci emozioniamo. Marione Mandzukic uno di noi. Sempre e per sempre.

È stato davvero bellissimo rivedere il nostro indomito Guerriero, uno dei miei (dei Nostri) preferiti, un autentico Leader ed emblema del nostro spirito Juve, di nuovo giustamente e calorosamente acclamato ed applaudito nel suo e nostro Stadium, a Casa, mentre si commuoveva e portava la mano al petto, sul cuore Bianconero e sul nostro prestigioso Stemma sulla Maglia, proprio come ai bei tempi in cui, lottando su ogni pallone, segnando gol importanti, creando spazi, non mollando mai, trascinando i compagni e combattendo fino alla fine, ha fortemente contribuito a scrivere, in alcune di quelle favolose stagioni del nostro epico novennio da record, molte indelebili pagine della nostra gloriosa Storia

Una Storia che dovremo presto riprendere a scrivere ispirandoci a veri Uomini Juve come lui. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Fino alla fine

Fino alla fine. Pareggio prezioso conquistato con il cuore, la voglia di non mollare mai e lo spirito Juve che tradizionalmente ci contraddistinguono. Nonostante la stanchezza derivante dai supplementari di mercoledì, da un calendario durissimo e dalle tante partite giocate (spesso ingiustamente) in inferiorità numerica, non abbiamo perso a Roma e restiamo così in corsa per centrare la qualificazione alla prossima Champions.

Dobbiamo cercare di subìre meno gol ed essere più concreti ma complessivamente i nostri generosi giocatori, spinti da un’encomiabile Curva, hanno disputato una buonissima gara e, grazie alle reti di Conceição (con una bellissima conclusione), Boga (alla prima marcatura in Bianconero) e Gatti (autore spesso di gol pesanti da attaccante aggiunto), sono usciti meritatamente non sconfitti dall’Olimpico (in una giornata in cui anche noi Juventini dedichiamo un pensiero al nostro ex allenatore Rino Marchesi che mi ricorda la mia infanzia e che oggi è venuto fisicamente a mancare).

Adesso, giocando una partita a settimana, dovremo provare a recuperare terreno in classifica per rovinare i piani a chi, nella speranza di non vederci l’anno prossimo rinforzare e puntare a tornare al nostro posto (a primeggiare), ci vuole fuori dalle prime quattro posizioni. Forza ragazzi. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Un applauso da brividi

Ho ancora i brividi pensando soprattutto al momento estremamente significativo in cui, al 119° minuto, mercoledì sera, appena subìto il gol degli antisportivi turchi aiutati dal miserabile scagnozzo ceferiano, rete che ha fissato il risultato sul 3-2 per noi rendendo ormai impossibile quella che sarebbe stata un’eroica qualificazione, tutti noi tifosi abbiamo contemporaneamente avvertito l’impulso di far partire insieme, ognuno dal proprio cuore Bianconero, uno spontaneo e scrosciante applauso (poi reiterato lungamente alla fine della Partita) nei confronti dei nostri encomiabili ragazzi che, lottando stoicamente su ogni pallone e sfiorando un’autentica impresa sportiva, hanno onorato la nostra gloriosa Maglia e ci hanno resi particolarmente orgogliosi di loro in una serata comunque memorabile fortemente caratterizzata da intense emozioni, puro amore, smisurato orgoglio e vera Juventinità.

E adesso, proviamo ad andare avanti così. Con il nostro proverbiale spirito Juve. Senza mollare mai. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Indimenticabile serata da Juve: grazie comunque

Grazie Juve per l’eroica e grandiosa impresa stavolta sfiorata e per le intense e magiche emozioni che nel nostro favoloso Stadium, credendoci e  lottando strenuamente in inferiorità numerica ed avendo a che fare con i  vergognosi  ed antisportivi simulatori avversari e con l’ennesimo mirato e miserabile scagnozzo ceferiano, con tutte le nostre forze e tutta la nostra passione e rispettando, nei tempi regolamentari, la sperata “tabella di marcia” della  nostra altra indimenticabile serata della Partita contro l’Atletico che oggi in modo propiziatorio ricordavo (anche se oggi i gol da rimontare erano tre per andare ai supplementari), abbiamo di nuovo vissuto tutti insieme (gli encomiabili giocatori in Campo e tutti noi tifosi sugli spalti e non solo, anche Lassù, in modo per me oggi significativo e da brividi).

Adesso, dopo aver calorosamente tributato i meritatissimi applausi alla nostra generosa e stoica Squadra, testa alla prossima sfida in Campionato. Sperando che i nostri possano recuperare energie fisiche e mentali che al momento, insieme alla voce, mancano sinceramente del tutto anche a me, che sono provato ed  esausto ma che ho nella mente e nel cuore gli spontanei e particolarmente sfrenati abbracci, quelli delle grandi occasioni, con sconosciuti fratelli Gobbi di ogni età e naturalmente con i miei cari compagni di avventura e grandissimi Juventini, ossia il nostro amico Nicola, il mio compare Giovanni (con il suo storico giubbotto) e suo figlio Francesco (che è stato stupendo vedere esultare con noi e che ringrazio per avermi dato il pretesto e la molla, per una promessa che gli avevamo fatto, per tornare di nuovo a trovare la forza per venire e provare ancora qui certe fortissime e comunque indelebili sensazioni).

Si è visto lo spirito Juve e sono sempre convinto che ci sono le basi per tornare, con qualche acquisto di spessore, a primeggiare. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Riflessioni sulla partita di ieri (e non solo)

Inizio dal dato più evidente che è stato, ancora una volta, confermato.
Come non mi stancherò mai di ripetere e scrivere e come dicevo anche ieri pomeriggio con i miei soci durante e dopo la partita, la nostra rosa presenta troppe lacune a livello caratteriale e tecnico e necessita quindi indiscutibilmente di giocatori di personalità e qualità.
In campo vanno i calciatori e sono loro a fare la differenza a certi livelli.
Per tornare a lottare per vincere, come siamo storicamente abituati a fare, abbiamo assoluto bisogno di ciò.

L’allenatore può trovare soluzioni, correggere errori, fornire indicazioni tattiche, provare schemi, dare consigli sui movimenti da compiere, preparare e leggere le partite, gestire il gruppo e lavorare sulla testa dei giocatori bacchettandoli in certe circostanze, caricandoli quando serve e cercando di trasmettere loro fiducia e sicurezze per migliorare e crescere. Può provare a fare tutto ciò ed altro ma, per ottenere risultati in una blasonata Squadra come la Juve (la più importante d’Italia e tra le più prestigiose in assoluto) superando pressioni ed avversità di ogni genere, non si possono fare miracoli senza poter disporre di almeno alcuni calciatori forti dal punto di vista qualitativo e soprattutto mentale (leader con esperienza e classe), proprio come ha saggiamente sempre detto uno dei nostri Allenatori più titolati di sempre.

E secondo me, considerata la quasi totale assenza di giocatori rispondenti alle fondamentali suddette caratteristiche nella nostra giovane ed incompleta rosa nonché la mancata possibilità di preparare ed allenare la Squadra in estate e di avere gli acquisti da lui scelti, tutto sommato, il nostro navigato, carismatico ed affidabile attuale Mister, nonostante alcuni limiti e dei numeri al momento non proprio esaltanti, ha complessivamente finora fatto abbastanza bene.

Da sempre contrario ai facili “allenatoreout” ed ai frequenti cambi di guida tecnica, vorrei valutare Spalletti nel tempo e poi ritengo che non si possa negare come, dopo essere arrivato a stagione in corso al posto del nostro comunque sempre caro Igor Tudor, in poco più di un mese, a partire dal secondo tempo della gara in Norvegia contro il Bodø Glimt (in un campo su cui per alcuni “non si può giocare”) e soprattutto dalla trasferta di Bologna, lui, con il suo non facile lavoro, abbia fatto compiere un importante salto di qualità alla nostra Squadra facendola giocare a lungo con verticalità, fluidità ed intensità portandola a vincere meritatamente diverse partite e pareggiare o perdere poche altre in modo sfortunato ed ingiusto.

E sono state anche queste ingiustizie che, iniziando a compromettere alcuni risultati ed a minare certezze, ci hanno messo in difficoltà facendo fare, a giocatori che purtroppo presentano le fragilità ed i difetti di cui sopra, i famosi “passi indietro” citati da Spalletti. La mancata vittoria contro la Lazio, la sconfitta in Coppa Italia contro l’Atalanta e quella contro gli onesti cartonati sono state frutto anche e soprattutto di decisioni di arbitri e var molto discutibili o, in alcuni casi, a dir poco vergognose che hanno inciso tantissimo.

In particolare, l’inventata espulsione di San Siro ha falsato una partita (nella quale si sarebbero dovuti trovare invece in inferiorità numerica gli avversari), condizionato la successiva (quella di Champions) per via delle energie fisiche e mentali che ci ha costretti a spendere ed influenzato negativamente anche quella di ieri per gli strascichi psicologici nonché naturalmente per l’assenza dello stesso Kalulu, pedina che è per noi al momento fondamentale per il nostro gioco e che non abbiamo potuto schierare per l’assurda squalifica arrivata per “comportamento scorretto” (senza avere commesso falli!) e spudoratamente e squallidamente confermata dal solito becero omuncolo federale antijuventino, invece solerte “graziatore” di “sportivi” intertristi a lui cari.

A proposito di questa ed altre reiterate e palesi ingiustizie, mentre una Squadra fortissima come lo è stata tradizionalmente in generale la nostra gloriosa Vecchia Signora e come lo è stata, in particolare, anche la fantastica Juve che ha eroicamente conquistato, a suon di epici record, nove epocali Scudetti consecutivi (nello stellare ciclo del nostro immenso Presidente Andrea Agnelli), è in grado di superarle, una come quella attuale, purtroppo, non ci riesce.

E la situazione si fa sempre più difficile se, a tutti questi ostacoli esterni (che non devono concedere alibi ai nostri giocatori), si aggiungono anche errori in alcuni casi davvero non all’altezza, come quelli che hanno caratterizzato anche la pessima giornata di ieri (che, a parte un significativo e commovente striscione della Curva, è stata per me tutta sbagliata e non da Juve anche per la discutibile iniziativa commerciale condita pure dalla frivola presenza in tribuna di starnazzanti personaggi “vip” che non hanno nulla a che fare con noi autentici Gobbi).

Entrando nel dettaglio di quanto avvenuto sul terreno di gioco, come ho “pacatamente” esternato durante alcuni sfoghi anche ieri al Club durante la gara e come sottolineato da Spalletti nelle interviste successive alla stessa, penso pure io che sia fortemente penalizzante e condizionante subìre tutti questi gol al primo tiro in porta (anche sul proprio palo) e doversi di conseguenza trovare così spesso a rincorrere e concedere spazi agli avversari. E non si possono inoltre sbagliare così tanti passaggi e gol ed essere così poco precisi ed incisivi.

A tal riguardo, senza dimenticare mai che siamo stati pesantemente e criminosamente danneggiati, dopo quanto schifosamente accaduto nel 2006, da un’altra vile farsa come quella del 2022 (decisiva nel portarci all’attuale situazione), bisogna comunque anche ammettere che sono state indubbiamente sbagliate, negli ultimi anni, troppe scelte di mercato.

Per tale motivo, non si può che ribadire che, per tornare a combattere seriamente nel prossimo futuro serviranno assolutamente, nel mercato estivo, un portiere, uno o due difensori, uno o due centrocampisti ed un attaccante di spessore. Detto ciò, pensando al presente, speriamo di poterci rialzare comunque subìto tornando a giocare come fatto fino a qualche partita fa, magari già a partire da mercoledì, quando si dovrà provare a compiere quella che sarebbe una difficilissima impresa. Non molliamo. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Si fa dura. Servirebbe un’impresa

Anche in seguito a pesanti sconfitte come quella appena subìta in Turchia, seppure con qualche ora di ritardo, appena rientrato a casa dopo aver cenato con alcuni amici del Club nel nostro consueto dopo gara, non mi esimo naturalmente dal metterci come al solito la faccia esprimendo i miei pensieri, le mie sensazioni e le mie emozioni derivanti dalle partite della mia e nostra amata Juve. La batosta, arrivata su un campo caldo e difficile e contro una compagine insidiosa, aggressiva e qualitativa, è stata indubbiamente sonante (anche se ovviamente non è paragonabile, tanto per fare un esempio, a quella storica degli intertristi “ingiocabili” asfaltati per 5-0 il 31 maggio scorso).

La partita di questa sera è stata da noi giocata bene per tutto il primo tempo nel quale siamo stati bravi ad uscire quasi sempre dal pressing avversario ed a reagire al primo svantaggio ribaltando il punteggio con delle azioni ficcanti e veloci che hanno portato a due pregevoli gol di un redivivo Koopmeiners (è stata, in particolare, bellissima la seconda rete con un tiro facente parte del repertorio da lui, in passato, spesso mostrato). Nella ripresa, però, senza il fondamentale pilastro difensivo Bremer e con l’ingresso, al posto di Cambiaso, di un Cabal disastroso che ha sbagliato tutto facendosi anche espellere per doppia ammonizione, siamo crollati (e da lì in poi hanno fatto molto male anche diversi altri nostri giocatori).

Sottolineato che questo tracollo psicofisico del secondo tempo è indubbiamente stato dovuto anche alla stanchezza legata all’intensa partita giocata meno di 70 ore prima per 50 minuti ingiustamente in 10 contro gli onesti cartonati (stanchezza di cui aveva auspicato pubblicamente di poter approfittare il tecnico dei turchi), fanno bene i nostri calciatori ad assumersi le responsabilità ed a non cercare alibi per i tantissimi errori commessi e per i difetti di personalità in questa occasione mostrati.

Forse anche Spalletti, che io sto apprezzando tantissimo e che sta in generale allenando benissimo, ha sbagliato oggi qualcosa perché magari avrebbe potuto provare a fare cambiare atteggiamento alla Squadra sul 3-2 per gli avversari ed in inferiorità numerica puntando a difendersi maggiormente, badare al sodo, limitarei danni ed avete più possibilità di giocarsela nella gara di ritorno.Lo dico però con col senno di poi e forse avremmo perso comunque malamente. Ci può in fondo stare che la Squadra abbia cercato di avere sempre il suo atteggiamento propositivo su cui il nostro tecnico sta lavorando.

Detto ciò, si deve comunque cercare di essere più attenti, concentrati e precisi oltre a dover migliorare, nel prossimo futuro, come ribadisco sempre, con l’innesto di alcuni funzionali giocatori di spessore.Adesso, in ogni caso, testa al Como e poi si cercherà di compiere quella che sarebbe un’impresa mercoledì prossimo. Non molliamo. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Un incubo davvero devastante.

Per arrivare anche a criticare le parole di Del Piero ed a paragonare addirittura i comportamenti del nostro immenso e storico Capitano a quelli dell’onesto cartonato simulatore sguaiatamente esultante come ha fatto qualche povero intertriste, a parer mio, si deve proprio essere irrimediabilmente mentalmente devastati da decenni di frustrazioni causate dalle storiche vittorie dell’incubo Juve (vittorie molto spesso firmate proprio dal nostro fantastico Campionissimo Alex).

Come ripeto sempre, non si può che provare sollievo nell’essere agli antipodi rispetto a certi poveracci calcisticamente inferiori che blaterano senza pudore e decenza. Detto ciò, a parlare chiaro è la vera Storia. Quella da noi tradizionalmente scritta sul Campo. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

La Storia non mente.

Dopo il consueto vile comportamento (ennesima simulazione con richiesta di ammonizione e, cosa ancora più grave, sguaiata esultanza) che si aggiunge a tantissime altre “edificanti” gesta (tuffi, sceneggiate, entratacce, offese, risse e così via) che tradizionalmente caratterizzano coloro che, in modo patetico, si professano portatori di valori etici e si autoattribuiscono un’onestà che, anche alla luce di tanti altri fatti che hanno cercato e cercano inutilmente di nascondere, non può che essere definita cartonata (proprio come il loro sempre e comunque inferiore palmarès contenente anche un penoso guidorossiano tavolino frutto di una schifosa farsa), ecco che sono arrivate oggi alcune nuove nerassurde parole.

Stendendo un velo pietosissimo sulle consuete scemenze dello storicamente sconfitto e tragicomico ex presidente intertriste per antonomasia con i suoi deliranti riferimenti a Farsopoli che non meritano ulteriori commenti, mi sento di spendere qualche minuto per scrivere qualche considerazione su altre odierne parole.

Mi riferisco a quelle del loro attuale presidente che, dopo aver contribuito a scrivere la Storia con noi, da bravissimo Dirigente, a suon di record, con la conquista di sette dei nove nostri Scudetti consecutivi ed aver mostrato educazione, garbo e correttezza nelle occasioni in cui ho avuto modo di incontrarlo in rappresentanza dello JOFC di cui faccio parte, una volta lasciata la Juve ed entrato a far parte di quel mondo, pur ricordando spesso, anche di recente, di avere imparato da noi senso di apparertenenza e cultura della vittoria, si è evidentemente pian piano sempre più calato (degradato) in quella diversa “realtà”.

Proprio lui, quello che indicava giustamente e fieramente il numero 30 in occasione della conquista del primo dei nostri titoli del suddetto ed indimenticabile epico novennio tricolore, che rivendicava in altre occasioni il numero corretto dei nostri Scudetti effettivi e che criticava il trattamento iniquo farsopolaro. Posso anche cercare di capire che essendo un professionista ed avendo discutibilmente scelto di andare proprio lì, debba ora, anche per una una sorta di incoerente gioco delle parti, provare a difendere i suoi nuovi colori. Non è però, a parer mio, decente quello che ogni tanto gli capita di fare e dire.

Ad esempio, trovo fuori luogo le dichiarazioni di oggi nelle quali ha ignorato l’aspetto più grave del comportamento del suo giocatore (che è stato, come detto, l’esultanza) ed il fatto che Chiellini e gli altri nostri Dirigenti non lo abbiano pubblicamente attaccato ma abbiano parlato di riforme da effettuare per il bene del calcio in generale lamentandosi, dopo tante altre reiterate situazioni sfavorevoli, in particolare, di un’espulsione invertita che rappresenta un episodio in grado, come pochissimi altri, di alterare l’andamento di una partita.

Trovo inoltre patetico e scorretto che, oltre a menzionare un possibile rigore non ottenuto dalla sua compagine l’anno scorso (in una stagione in cui ha avuto anche qualche vantaggio, seppur non paragonabile ai tantissimi di quella ancora precedente), abbia citato un episodio di una partita del 2021 nella quale ci sono state diverse situazioni a noi fortemente sfavorevoli (tra cui un’altra espulsione inventata, quella volta ai danni di Bentancur) ed abbia parlato di una nostra qualificazione in Champions centrata grazie ad una presunta simulazione in un Campionato che, come al solito, ci ha visti penalizzati non solo in quella ma anche in altre tante partite con arbitraggi fortemente negativi (uno proprio di La Penna in una nostra gara casalinga contro Fiorentina con continui fischi ancora una volta a senso unico). E poi, come, se non bastasse, parlando di quella quella stagione, ha avuto anche il coraggio di fare quasi i conti in tasca alla nostra Società che ha invece subìto, anche in questi anni, gravissime ed ingiuste perdite a causa di altri vergognosi processi farsa portati avanti da quella fallimentare e putrida federazione guidata da quello squallido omuncolo suo amico.

Detto ciò, ho l’impressione che il nostro ex AD, che ha lavorato e sta lavorando bene anche in questi anni, vincendo qualcosa anche approfittando di in un contesto di protezioni diffuse ma non riuscendo ovviamente ad avvicinarsi a quanto da noi conquistato da contro tutto e tutti, a suon di epocali primati, stia forse percependo con una certa preoccupazione la volontà della nostra Juve di riprendere con forza, grazie a fame e compattezza ritrovate, a lottare per tornare quanto prima al suo posto. A primeggiare e scrivere la Storia (quella vera). Uniti e fieri.

Fino alla fine. Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Sta sempre più tornando la vera Juve

Negli ultimi giorni mi è molto piaciuto di Comolli il riferimento ad una frase del grandissimo Andrea Agnelli in occasione di un’iniziativa e soprattutto la ferma presa di posizione che, dopo l”ennesima ingiustizia da noi subìta nella partita contro gli onesti cartonati, ha manifestato insieme a Chiellini (con cui mi sembra sulla stessa lunghezza d’onda dopo averne anche giustamente assecondato l’azzeccata scelta del Mister).

Da diverse settimane, avverto sensazioni positive perché noto coesione, compattezza, grinta, fame, ferocia, voglia di farsi rispettare e di non mollare e lottare per vincere. Tutto ciò sembra ora seriamente davvero caratterizzare proprietà (finalmente?), dirigenti, staff tecnico (splendidamente guidato da Spalletti) e giocatori (una Squadra che deve essere e sarà ulteriormente migliorata ma che combatte da Juve). Avanti così. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.