Play…off

Ricordo che il “degno” ormai ex presidente omuncolo federale invocava spesso i playoff per l’assegnazione dello Scudetto (per me sempre ingiusti e sbagliati) quando a dominare e vincere, per nove lunghissimi ed insopportabili anni da epocale ed epico record, era l’odiata e scomoda Juve.

Negli ultimi anni, in modo “curioso”, questo viscido personaggio non ne ha più sentito il bisogno ma, in compenso, ha di nuovo avuto i suoi playoff per la qualificazione (ancora mancata) ai mondiali collezionando l’ennesima umiliazione e figuraccia che, costringendolo a dimettersi e staccarsi dalla poltrona a cui era schifosamente attaccato, ne ha finalmente sancito, con troppo ritardo (ma meglio tardi che mai), l’indecorosa (a dir poco) uscita di scena. Il karma (oltre ad aver agito su alcuni dei pupilli da lui reiteratamente seguiti e tifati dalla tribuna) ha ancora colpito anche lui.E si gode. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Ovvio.

Ovviamente, anche adesso, lo schifoso mafioso sloveno difende l’indifendibile suo viscido scagnozzo ed omuncolo (ormai ex) presidente federale che aveva premiato anche con la nomina a suo vicepresidente e con l’assegnazione degli europei per avere eseguito prontamente i suoi ordini colpendo vilmente, per situazioni diffuse e meno gravi di altre, con nuovi, frettolosi ed incostituzionali processi farsa a senso unico (tipici della selvaggia pseudogiustizia sportiva), lo scomodo per entrambi e da loro odiato Andrea Agnelli e la sua e nostra gloriosa Squadra che aveva vinto troppo in Italia ed aveva partecipato alla Superlega.

È da sempre tutto schifosamente fin troppo chiaro. Sappiamo benissimo, sin dall’inizio, quello che ci hanno di nuovo fatto, mentre, lo ribadisco, altri restavano e restano impuniti per situazioni simili o ben più evidenti e pesanti, agendo contro di noi con la partecipazione di altri personaggi a tutti i livelli (che hanno anche loro manifestato più volte il fastidio e l’odio per la nostra invidiata e plurititolata Juve, colpevole di aver reiteratamente dominato a suon di record come quello epocale dei nove epici Scudetti consecutivi).

E quest’ultima a dir poco discutibile dichiarazione di oggi non fa altro che confermare quel palese e sporco scenario (anche se mi ha stupito, nell’ambito questi accordi e quest’idillio, che la rappresentativa federale non sia fortunatamente riuscita ad avere un arbitraggio favorevole per ottenere un’immeritata qualificazione a mondiali).

Onorato di aver sempre naturalmente e strenuamente difeso la mia amata Juve ed i suoi (nostri) incancellabili successi ottenuti contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Giusto così.

Non posso farci niente: è per me godurioso vedere di nuovo miseramente non qualificarsi ai mondiali la compagine di una penosa e fallimentare federazione che è squallidamente guidata da un indegno, viscido e becero omuncolo e che, anche con quest’ultimo, ha più volte voluto vilmente colpire la nostra Juve, gloriosa Squadra che ha sempre dominato sul Campo (e non a tavolino) ed ha quindi storicamente fornito il blocco vincente e determinante in occasione delle conquiste dei titoli iridati dell’Italia calcistica (come nel 2006, proprio in quell’estate in cui, provando a distruggerci insieme ai nostri grandiosi, competenti e vincenti Dirigenti, veniva attuato quel vergognoso golpe che ha fatto iniziare questo devastante e meritato declino che si è poi pesantemente accentato, negli ultimissimi anni, in seguito ad altre mirate manovre simili atte ancora a colpire ancora l’eccellenza per invidia facendo così inesorabilmente sprofondare il movimento ancor di più).

A proposito di blocchi, parlando ora di quello “graniticamente” costituito dai protetti ed esaltati pupilli federali, va detto che lo sguaiatamente esultante simulatore onesto cartonato, richiesto a gran voce, ha giocato ed è stato decisivo venendo (questa volta non salvandosi) meritatamente espulso e che un suo pompatissimo compagno prescritto (uno di quelli che hanno manifestato gioia quando si è qualificata la Bosnia ai rigori) ha giustamente sbagliato il suo tiro dal dischetto dopo che un altro, con le solite meschine proteste attraverso gesti insensati, aveva provato a fare annullare il gol degli avversari durante i tempi regolamentari.

Insomma, i nerassurdi “internazionalmente ingiocabili” si sono fatti ancora una volta notare e ci hanno di nuovo trascinati (dove lo abbiamo visto). E poi, restando in tema di intertristi, non posso che provare soddisfazione nel sentire e vedere ancora reiteratamente deluso quel tragicomico “commentatore” che grida e delira ma che, proprio come quando giocava, si conferma sempre perdente anche in questa veste che inadeguatamente ricopre.

Molti magari non capiranno il mio stato d’animo ma al cuor non si comanda e per me, per tutti i motivi sopra descritti, è proprio stata una piacevole serata. Èd è assolutamente logico e naturale provare ciò per chi ha sempre fondatamente lottato per cercare di difendere la Juve da ogni schifosa farsa e palese ingiustizia. Avanti così. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Mossa decisiva

Vittoria pesante conquistata con pieno merito, su un campo difficile (zittendo ancora una volta i tifosi avversari), grazie all’importantissimo gol di Boga (a segno per la terza gara consecutiva) che, dopo le altre sue ottime prestazioni caratterizzate da vivacità, tecnica ed incisività, ha giocato benissimo anche oggi ed è stato in particolare bravo, in quel frangente decisivo, fungendo da attaccante in virtù di una brillante intuizione di Spalletti, a concludere l’azione sfruttando un assist al bacio di Yildiz.

Con maggiore concretezza, anche stasera, avremmo potuto segnare ancora visto soprattutto che, grazie ai dribbling irresistibili ed alle giocate deliziose sempre del nostro sopra già citato sublime numero 10, in varie altre occasioni, siamo arrivati a calciare a botta sicura davanti al portiere con Conceição (il cui gol è stato annullato per un fuorigioco discutibile di Koopmeiners) ed altri giocatori (in particolare è stata clamorosa un’opportunità avuta da Miretti).

È stato inoltre significativo non subìre gol (anche se dobbiamo cercare di evitare anche le poche distrazioni oggi evidenziate).

Questi tre punti sono naturalmente molto preziosi in ottica qualificazione in Champions. Adesso dobbiamo continuare così per concludere al meglio questa stagione centrando quest’obiettivo e ponendo le basi per tornare l’anno prossimo a lottare per vincere. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Il giusto regalo

Vittoria larga e mai scontata ottenuta contro un Pisa comunque per un tempo ben chiuso ed ostico. Tre punti importanti e meritati conquistati grazie ai gol di Cambiaso, Thuram, Yildiz (che era stato autore anche del pregevole assist in occasione della prima marcatura) e Boga (ottimo acquisto che ha ancora avuto un importante impatto e che ha siglato, dopo quella alla Roma, la sua seconda rete consecutiva).

Non era stata, soprattutto nella prima frazione di gioco e nella primissima parte della ripresa, prima che trovassimo il vantaggio e si aprissero gli spazi, una partita brillantissima. È stato fondamentale sbloccarla per poi dare vita a questa piacevole goleada.

Oggi stranamente l’arbitro non ha estratto dal cilindro fantasiose espulsioni e non si è esibito in decisivi assist per gli avversari e neanche il var ha inventato niente per provare a fermarci.

Detto ciò, quello che contava, come sempre, era tornare vincere e, in uno Stadium che ha di nuovo spinto incessantemente la Squadra, questo successo è valso anche come un atteso e gradito regalo di compleanno per il nostro bravissimo Mister Spalletti (abbracciato dai suoi e nostri giocatori e sempre più calato nella nostra realtà, la più importante della sua carriera).

È stato inoltre bello e giusto concludere nel modo migliore una serata iniziata con la grandissima emozione provata nel rivedere a Casa il nostro immenso Guerriero Marione Mandzukic, emblema dello spirito Juve che (a differenza del fischiato colombiano che ha invece scelto di fare l”allievo” degli onesti cartonati per una stagione), da Uomo Juve, non ha rovinato il ricordo di quanto fatto con noi ed è stato oggi calorosamente e giustamente applauditissimo mentre si commuoveva portandosi la mano sul cuore, come ai bei tempi nei quali ha fortemente ed indelebilmente contribuito a scolpire la nostra Storia vincente.

Una gloriosa Storia che dovremo pian piano ritornare a scrivere. Contro tutto e tutti. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Marione Mandzukic uno di noi.

Gli occhi lucidi suoi. Gli occhi lucidi miei. Gli occhi lucidi nostri. “Siamo la gente della Juve. Siamo gente che si riconosce quando ci si guarda negli occhi” (cit.). E facendolo ci emozioniamo. Marione Mandzukic uno di noi. Sempre e per sempre.

È stato davvero bellissimo rivedere il nostro indomito Guerriero, uno dei miei (dei Nostri) preferiti, un autentico Leader ed emblema del nostro spirito Juve, di nuovo giustamente e calorosamente acclamato ed applaudito nel suo e nostro Stadium, a Casa, mentre si commuoveva e portava la mano al petto, sul cuore Bianconero e sul nostro prestigioso Stemma sulla Maglia, proprio come ai bei tempi in cui, lottando su ogni pallone, segnando gol importanti, creando spazi, non mollando mai, trascinando i compagni e combattendo fino alla fine, ha fortemente contribuito a scrivere, in alcune di quelle favolose stagioni del nostro epico novennio da record, molte indelebili pagine della nostra gloriosa Storia

Una Storia che dovremo presto riprendere a scrivere ispirandoci a veri Uomini Juve come lui. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Fino alla fine

Fino alla fine. Pareggio prezioso conquistato con il cuore, la voglia di non mollare mai e lo spirito Juve che tradizionalmente ci contraddistinguono. Nonostante la stanchezza derivante dai supplementari di mercoledì, da un calendario durissimo e dalle tante partite giocate (spesso ingiustamente) in inferiorità numerica, non abbiamo perso a Roma e restiamo così in corsa per centrare la qualificazione alla prossima Champions.

Dobbiamo cercare di subìre meno gol ed essere più concreti ma complessivamente i nostri generosi giocatori, spinti da un’encomiabile Curva, hanno disputato una buonissima gara e, grazie alle reti di Conceição (con una bellissima conclusione), Boga (alla prima marcatura in Bianconero) e Gatti (autore spesso di gol pesanti da attaccante aggiunto), sono usciti meritatamente non sconfitti dall’Olimpico (in una giornata in cui anche noi Juventini dedichiamo un pensiero al nostro ex allenatore Rino Marchesi che mi ricorda la mia infanzia e che oggi è venuto fisicamente a mancare).

Adesso, giocando una partita a settimana, dovremo provare a recuperare terreno in classifica per rovinare i piani a chi, nella speranza di non vederci l’anno prossimo rinforzare e puntare a tornare al nostro posto (a primeggiare), ci vuole fuori dalle prime quattro posizioni. Forza ragazzi. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Un applauso da brividi

Ho ancora i brividi pensando soprattutto al momento estremamente significativo in cui, al 119° minuto, mercoledì sera, appena subìto il gol degli antisportivi turchi aiutati dal miserabile scagnozzo ceferiano, rete che ha fissato il risultato sul 3-2 per noi rendendo ormai impossibile quella che sarebbe stata un’eroica qualificazione, tutti noi tifosi abbiamo contemporaneamente avvertito l’impulso di far partire insieme, ognuno dal proprio cuore Bianconero, uno spontaneo e scrosciante applauso (poi reiterato lungamente alla fine della Partita) nei confronti dei nostri encomiabili ragazzi che, lottando stoicamente su ogni pallone e sfiorando un’autentica impresa sportiva, hanno onorato la nostra gloriosa Maglia e ci hanno resi particolarmente orgogliosi di loro in una serata comunque memorabile fortemente caratterizzata da intense emozioni, puro amore, smisurato orgoglio e vera Juventinità.

E adesso, proviamo ad andare avanti così. Con il nostro proverbiale spirito Juve. Senza mollare mai. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Indimenticabile serata da Juve: grazie comunque

Grazie Juve per l’eroica e grandiosa impresa stavolta sfiorata e per le intense e magiche emozioni che nel nostro favoloso Stadium, credendoci e  lottando strenuamente in inferiorità numerica ed avendo a che fare con i  vergognosi  ed antisportivi simulatori avversari e con l’ennesimo mirato e miserabile scagnozzo ceferiano, con tutte le nostre forze e tutta la nostra passione e rispettando, nei tempi regolamentari, la sperata “tabella di marcia” della  nostra altra indimenticabile serata della Partita contro l’Atletico che oggi in modo propiziatorio ricordavo (anche se oggi i gol da rimontare erano tre per andare ai supplementari), abbiamo di nuovo vissuto tutti insieme (gli encomiabili giocatori in Campo e tutti noi tifosi sugli spalti e non solo, anche Lassù, in modo per me oggi significativo e da brividi).

Adesso, dopo aver calorosamente tributato i meritatissimi applausi alla nostra generosa e stoica Squadra, testa alla prossima sfida in Campionato. Sperando che i nostri possano recuperare energie fisiche e mentali che al momento, insieme alla voce, mancano sinceramente del tutto anche a me, che sono provato ed  esausto ma che ho nella mente e nel cuore gli spontanei e particolarmente sfrenati abbracci, quelli delle grandi occasioni, con sconosciuti fratelli Gobbi di ogni età e naturalmente con i miei cari compagni di avventura e grandissimi Juventini, ossia il nostro amico Nicola, il mio compare Giovanni (con il suo storico giubbotto) e suo figlio Francesco (che è stato stupendo vedere esultare con noi e che ringrazio per avermi dato il pretesto e la molla, per una promessa che gli avevamo fatto, per tornare di nuovo a trovare la forza per venire e provare ancora qui certe fortissime e comunque indelebili sensazioni).

Si è visto lo spirito Juve e sono sempre convinto che ci sono le basi per tornare, con qualche acquisto di spessore, a primeggiare. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Riflessioni sulla partita di ieri (e non solo)

Inizio dal dato più evidente che è stato, ancora una volta, confermato.
Come non mi stancherò mai di ripetere e scrivere e come dicevo anche ieri pomeriggio con i miei soci durante e dopo la partita, la nostra rosa presenta troppe lacune a livello caratteriale e tecnico e necessita quindi indiscutibilmente di giocatori di personalità e qualità.
In campo vanno i calciatori e sono loro a fare la differenza a certi livelli.
Per tornare a lottare per vincere, come siamo storicamente abituati a fare, abbiamo assoluto bisogno di ciò.

L’allenatore può trovare soluzioni, correggere errori, fornire indicazioni tattiche, provare schemi, dare consigli sui movimenti da compiere, preparare e leggere le partite, gestire il gruppo e lavorare sulla testa dei giocatori bacchettandoli in certe circostanze, caricandoli quando serve e cercando di trasmettere loro fiducia e sicurezze per migliorare e crescere. Può provare a fare tutto ciò ed altro ma, per ottenere risultati in una blasonata Squadra come la Juve (la più importante d’Italia e tra le più prestigiose in assoluto) superando pressioni ed avversità di ogni genere, non si possono fare miracoli senza poter disporre di almeno alcuni calciatori forti dal punto di vista qualitativo e soprattutto mentale (leader con esperienza e classe), proprio come ha saggiamente sempre detto uno dei nostri Allenatori più titolati di sempre.

E secondo me, considerata la quasi totale assenza di giocatori rispondenti alle fondamentali suddette caratteristiche nella nostra giovane ed incompleta rosa nonché la mancata possibilità di preparare ed allenare la Squadra in estate e di avere gli acquisti da lui scelti, tutto sommato, il nostro navigato, carismatico ed affidabile attuale Mister, nonostante alcuni limiti e dei numeri al momento non proprio esaltanti, ha complessivamente finora fatto abbastanza bene.

Da sempre contrario ai facili “allenatoreout” ed ai frequenti cambi di guida tecnica, vorrei valutare Spalletti nel tempo e poi ritengo che non si possa negare come, dopo essere arrivato a stagione in corso al posto del nostro comunque sempre caro Igor Tudor, in poco più di un mese, a partire dal secondo tempo della gara in Norvegia contro il Bodø Glimt (in un campo su cui per alcuni “non si può giocare”) e soprattutto dalla trasferta di Bologna, lui, con il suo non facile lavoro, abbia fatto compiere un importante salto di qualità alla nostra Squadra facendola giocare a lungo con verticalità, fluidità ed intensità portandola a vincere meritatamente diverse partite e pareggiare o perdere poche altre in modo sfortunato ed ingiusto.

E sono state anche queste ingiustizie che, iniziando a compromettere alcuni risultati ed a minare certezze, ci hanno messo in difficoltà facendo fare, a giocatori che purtroppo presentano le fragilità ed i difetti di cui sopra, i famosi “passi indietro” citati da Spalletti. La mancata vittoria contro la Lazio, la sconfitta in Coppa Italia contro l’Atalanta e quella contro gli onesti cartonati sono state frutto anche e soprattutto di decisioni di arbitri e var molto discutibili o, in alcuni casi, a dir poco vergognose che hanno inciso tantissimo.

In particolare, l’inventata espulsione di San Siro ha falsato una partita (nella quale si sarebbero dovuti trovare invece in inferiorità numerica gli avversari), condizionato la successiva (quella di Champions) per via delle energie fisiche e mentali che ci ha costretti a spendere ed influenzato negativamente anche quella di ieri per gli strascichi psicologici nonché naturalmente per l’assenza dello stesso Kalulu, pedina che è per noi al momento fondamentale per il nostro gioco e che non abbiamo potuto schierare per l’assurda squalifica arrivata per “comportamento scorretto” (senza avere commesso falli!) e spudoratamente e squallidamente confermata dal solito becero omuncolo federale antijuventino, invece solerte “graziatore” di “sportivi” intertristi a lui cari.

A proposito di questa ed altre reiterate e palesi ingiustizie, mentre una Squadra fortissima come lo è stata tradizionalmente in generale la nostra gloriosa Vecchia Signora e come lo è stata, in particolare, anche la fantastica Juve che ha eroicamente conquistato, a suon di epici record, nove epocali Scudetti consecutivi (nello stellare ciclo del nostro immenso Presidente Andrea Agnelli), è in grado di superarle, una come quella attuale, purtroppo, non ci riesce.

E la situazione si fa sempre più difficile se, a tutti questi ostacoli esterni (che non devono concedere alibi ai nostri giocatori), si aggiungono anche errori in alcuni casi davvero non all’altezza, come quelli che hanno caratterizzato anche la pessima giornata di ieri (che, a parte un significativo e commovente striscione della Curva, è stata per me tutta sbagliata e non da Juve anche per la discutibile iniziativa commerciale condita pure dalla frivola presenza in tribuna di starnazzanti personaggi “vip” che non hanno nulla a che fare con noi autentici Gobbi).

Entrando nel dettaglio di quanto avvenuto sul terreno di gioco, come ho “pacatamente” esternato durante alcuni sfoghi anche ieri al Club durante la gara e come sottolineato da Spalletti nelle interviste successive alla stessa, penso pure io che sia fortemente penalizzante e condizionante subìre tutti questi gol al primo tiro in porta (anche sul proprio palo) e doversi di conseguenza trovare così spesso a rincorrere e concedere spazi agli avversari. E non si possono inoltre sbagliare così tanti passaggi e gol ed essere così poco precisi ed incisivi.

A tal riguardo, senza dimenticare mai che siamo stati pesantemente e criminosamente danneggiati, dopo quanto schifosamente accaduto nel 2006, da un’altra vile farsa come quella del 2022 (decisiva nel portarci all’attuale situazione), bisogna comunque anche ammettere che sono state indubbiamente sbagliate, negli ultimi anni, troppe scelte di mercato.

Per tale motivo, non si può che ribadire che, per tornare a combattere seriamente nel prossimo futuro serviranno assolutamente, nel mercato estivo, un portiere, uno o due difensori, uno o due centrocampisti ed un attaccante di spessore. Detto ciò, pensando al presente, speriamo di poterci rialzare comunque subìto tornando a giocare come fatto fino a qualche partita fa, magari già a partire da mercoledì, quando si dovrà provare a compiere quella che sarebbe una difficilissima impresa. Non molliamo. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus