Bentornato, Randal

Finalmente, dopo le trattative fallite lo scorso anno e quelle estenuanti di quest’anno, quest’operazione a lungo desiderata dalla Juve e dallo stesso giocatore è andata a buon fine e Kolo Muani, che si era trovato benissimo con noi nei mesi nei quali ha indossato la nostra gloriosa Maglia due anni fa, è riuscito a coronare questo suo sogno ed è di nuovo un nostro calciatore.

Mi auguro che anche in questa sua nuova esperienza in Bianconero (ora a titolo definitivo) possa avere lo stesso impatto segnando, creando spazi per i compagni, confermando l’ottima intesa mostrata con loro (come quella avuta, in particolare, con Yildiz) e magari, se possibile, giustificando la notevole cifra spesa per lui, fare ancora meglio aiutandoci ad avere più soluzioni, qualità, velocità, imprevedibilità e forza in attacco.

Bentornato, Randal. Sono certo che contribuirai a farci lottare per tornare al più presto al nostro posto, ossia a primeggiare. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Benvenuto, Kerim

Dribbling, capacità di sfornare assist e realizzare gol (anche spettacolari, con tiri da fuori), inventiva, classe, coraggio, sfrontatezza, voglia di vincere, margini di crescita (per via della giovanissima età), tutte qualità che me lo fanno apprezzare quasi come quel suo prezioso contributo all’eliminazione della squadraccia federale gravinese nello spareggio per accedere agli scorsi mondiali.

Alajbegović è uno dei giocatori piu promettenti in circolazione e penso che il suo acquisto (per il quale è stato utile anche il lavoro di un grandissimo Juventino come Pjanic) possa rappresentare un colpo per noi davvero molto importante.

Ormai manca solo l’ufficialità ma è sostanzialmente fatta. Benvenuto nella Squadra italiana più gloriosa (e tra le più prestigiose al mondo), Kerim. Sono certo che farai di tutto per lottare per farci tornare a primeggiare. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Si pongono ulteriori basi

Continua il rafforzamento dal punto di vista societario. Frederic Massara, altro dirigente competente e capace (e che ha ottenuto diversi buoni risultati nella sua carriera), entra finalmente a far parte della nostra dirigenza.

Già in passato era stato vicino a noi e magari, se fosse arrivato prima, le cose sarebbero andate meglio negli ultimi anni (visto che avrebbe di certo lavorato in sintonia con il suo amico e nostro grandissimo, storico e pluridecorato Mister e conoscitore di calcio Max Allegri che ne aveva fortemente sponsorizzato la candidatura). Comunque, meglio tardi che mai.

Adesso affiancherà Carnevali (che lo stima tantissimo e sarà importante per la costruzione della rosa e per supportare Spalletti (altro tecnico con cui è in ottimi rapporti). Speriamo bene. Il lavoro non mancherà. Dobbiamo cercare di acquistare, nonostante certi vincoli da rispettare, giocatori all’altezza ed in grado di onorare la nostra gloriosa Maglia e riportarci quanto prima al nostro posto, a lottare per vincere.

Da Campioni per antonomasia. Contro ogni ingiustizia (arbitraggi e var mirati, federazione antijuventina, processi farsa a senso unico per situazioni diffuse e/o meno gravi di quelle davvero inquietanti ed illecite riguardanti tanti vari “onesti” tutelati ed insabbiati e così via). Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Spiragli e speranze

Non posso che accogliere con sollievo, visti i fallimentari risultati ottenuti, i discutibili modi di agire e le cupe prospettive per il futuro con lui al comando, l’auspicato allontanamento di Comolli (altro dirigente scriteriatamente scelto dal nostro maggiore azionista). I suoi assurdi algoritmi, i suoi astrusi metodi e le sue evidenti lacune nel relazionarsi (non ha neanche imparato l’italiano), nell’acquistare giocatori funzionali
e nel dare solidità e compattezza purtroppo hanno provocato ulteriori danni e non lasciavano ben sperare neanche per i prossimi mesi e anni. La situazione, viste le divergenze e l’incomunicabilità con Spalletti (a cui aveva rinnovato il contratto da poco), era diventata davvero insostenibile.

Adesso speriamo che Carnevali, dirigente che da sempre mastica, annusa e conosce il calcio (e non gli algoritmi), essendo arrivato al punto più alto della sua carriera, possa sfruttare questa prestigiosa occasione dimostrandosi all’altezza di dirigere (da AD) la nostra amata Juve. Di certo ha esperienza, ha lavorato bene in passato e si sa muovere nel calcio italiano. Voglio naturalmente credere e augurarmi che la sua amicizia antica e profonda con Marotta non lo porterà a favorire i cartonati nelle trattative e nelle dinamiche politiche. Non avrebbe senso.

Dovrà prevalere la sua voglia di fare bene e quindi di ottenere successi riportando di conseguenza al successo la gloriosa Società che avrà l’onore di amministrare e guidare. Ha la possibilità di entrare a far parte della nostra grandiosa Storia vincente e spero che farà di tutto per riuscirci. Come ripeto sempre, sarà fondamentale anche per lui dimostrare capacità di scegliere i collaboratori ed i giocatori giusti (in termini di qualità tecniche e caratteriali), lavorare in sintonia con il tecnico e creare una struttura coesa e forte in grado di gestire tutto nel modo migliore. Per tornare a lottare per vincere contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Bilancio e propositi

Inizio questo post dicendo che il pareggio passa in secondo piano rispetto a quanto accaduto fuori dal campo e mostrando la mia vicinanza al tifoso ferito negli scontri che si sono verificati prima di questo derby, discutibilmente fissato nell’ultima giornata del torneo e vergognosamente caricato di tensione alla vigilia da dichiarazioni irresponsabili e fuori luogo sui colori Bianconeri da non portare allo stadio.

Facendo poi un bilancio della classifica finale maturata al termine di questo turno conclusivo, non posso che rimarcare come, alla fine, tutto sia stavolta andato come da alcuni veniva evidentemente gradito in questo sempre più penoso e meno credibile e serio calcio italiano, caduto tragicomicamente sempre più in basso insieme a chi occupa indegnamente certe poltrone e spara idiozie a raffica e caratterizzato da calendari a dir poco discutibili e deleteri ed arbitri e var molto creativi e determinanti, a suon di gioca jouer e morra, nei momenti decisivi, tanto da spingere in modo particolarmente spudorato certe formazioni ed affossarne altre.

Detto ciò, come ho ripetuto anche in altre occasioni, va anche naturalmente sottolineato che i nostri giocatori, oltre ad essere stati penalizzati in varie circostanze, hanno anche le loro colpe per questa mancata qualificazione in Champions (arrivata dopo quattordici anni di piazzamenti tra le prime quattro) avendo buttato parecchi punti pesanti, disputato molte partite assolutamente non all’altezza e mostrato lacune in termini di senso di appartenenza, attributi, serietà, qualità, personalità, spirito Juve. Qualche responsabilità inoltre, seppure in misura minore, ce l’ha, secondo me, per per aver commesso alcuni errori (nell’impostazione e nella lettura delle gare) anche l’allenatore (su cui comunque continuo a confidare e che vorrei valutare dopo avergli visto affrontare una stagione intera da lui preparata con giocatori da lui scelti). E molte sono, infine, a parer mio, quelle della Società, componente da sempre per me di fondamentale importanza, che non ha operato le scelte giuste e non è stata in grado di trasmettere solidità, combattività e Juventinità.

Adesso, in vista della prossima stagione, serviranno chiarezza, compattezza, acquisti mirati di giocatori esperti, funzionali a quanto richiesto da Spalletti e forti dal punto di vista tecnico e caratteriale, in grado di sopportare il glorioso peso della nostra prestigiosa Maglia, onorarla, fare del proprio meglio in Europa League e Coppa Italia e provare soprattutto a lottare in Campionato per tornare al vertice, al nostro posto naturale, cercando di essere, come da tradizione, più forti di tutto e tutti. Da vera Juve. Da Campioni per antonomasia. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Un anniversario significativo

Sedici anni esatti fa, il 19 maggio del 2010, il nostro storico Presidente Andrea Agnelli assumeva finalmente ufficialmente il ruolo che in tanti, per tornare ad avere la nostra vera Juve, desideravamo per lui da tempo. Il 22 maggio del 2011, poi, circa un anno dopo, mentre lui (come si vede in questa foto a cui sono da sempre particolarmente affezionato) scriveva una dedica per il nostro Juventus Club “Pavel Nedved” di Partanna, io gli consegnavo una lettera con cui, da Juventino a Juventino, gli manifestavo sentitamente e convintamente la mia profonda stima e la mia assoluta fiducia nei suoi confronti.

Ed è partito da lì il nostro epico novennio tricolore. Proprio così, come in molti speravamo e pensavamo, grazie anche e soprattutto alla sua brillante competenza (appresa dalla gloriosa Triade con cui è cresciuto), alla sua (per molto tempo) oculata scelta degli uomini giusti al posto ed al momento giusti ed alla sua profonda Juventinità (ereditata da suo padre, l’immenso Umberto Agnelli), siamo con lui tornati al nostro posto ricominciando a scrivere, contro tutto e tutti, a suon di record a dir poco fantascientifici, pagine di Storia.

Qualche possibile errore, ma soprattutto il Covid e nuovi processi farsa (dopo altri tentativi), in seguito, hanno arginato e fermato questo suo e nostro lunghissimo ed indelebile ciclo vincente.

E adesso, anche se con la Next Gen, le Women, tante strutture e molto altro da lui voluto e soprattutto con moltissimi trofei in più in bacheca e tantissime gioie ed emozioni fortissime, intense, sublimi ed indimenticabili vissute insieme ed eternamente scolpite nel cuore e nella mente, siamo, dal punto di vista dirigenziale e di risultati, con “uomini” di nuovo scelti dal “cugino”, in una situazione simile a quella precedente al suo insediamento.

L’ideale sarebbe poterlo riavere al suo posto, presente ogni mattina nel suo ufficio, sempre pronto a lavorare, dare l’esempio, difenderci, metterci la faccia e la passione, trasmettere a tutti orgoglio, cultura del lavoro, combattività, mentalità vincente, Juventinità.

Altrimenti, visto che ciò sembra essere al momento difficile, servirebbe che qualcuno si ispirasse almeno a lui per farci nuovamente ricominciare ad essere la vera Juve. Quella di Andrea Agnelli e di tutti noi veri Juventini come lui (“gente della Juve”). Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Considerazioni

Non avendo il dono della sintesi e finendo spesso per dilungarmi con frasi molto articolate, voglio provare oggi ad effettuare delle considerazioni esprimendo i miei pensieri, in modo separato e schematico, in più punti.

È da sempre stato ed è divertente pensare a quei ridicoli antijuventini (“volpi alle prese con l’uva”) che parlavano tragicomicamente di “scudettini” e “portaombrelli” quando li vincevamo noi nel corso del nostro epico novennio di Scudetti consecutivi realizzato sotto la Presidenza del nostro grandissimo Andrea Agnelli e caratterizzato anche da quattro “doblete” (?!) di fila con Allegri (denigrato dai soliti “scienziati” adaniani, cassaniani, trevisianiani e cosi via con penose, infantili, offensive ed imbarazzanti battaglie personali portate avanti nei suoi confronti per antipatia, sostanzialmente perché reiteratamente vincente insieme alla da loro odiata Juve)

È da sempre stato ed è poco piacevole vedere che diversi “da juventino” si facevano e fanno condizionare dalla narrazione dei soliti mass merdia sempre volti a sminuire i successi della Juve tanto da arrivare a parlare anch’essi di “scudettini” non festeggiando pienamente e goduriosamente, come invece abbiamo naturalmente sempre fatto noi fieri Juventini, mentre scrivevamo, a suon di epocali record, pagine uniche di Storia

È sempre stata ed è evidente la difformità di trattamento massmerdiatico e pseudogiudiziario tra la nostra Juve, fermata spesso (fino a seria prova contraria, per eccesso di forza) con processi farsa ed a senso unico con un utilizzo becero e selvaggio della “giustizia” sportiva (e non solo) e quello riservato ad altre società palesemente e spudoratamente protette a tutti i livelli (vedasi anche dichiarazioni di personaggi indegnamente occupanti poltrone varie) per vicende simili o, in alcuni casi, più gravi

È sempre stato ed è chiaro che noi, per vincere, dobbiamo essere più forti anche delle decisioni arbitrali e del var (strumento utilizzato per avere maggiore tempo e modo per incidere in modo difforme). Lo siamo stati a lungo (dal 2017/18 al 2019/20, anche contro questa tecnologia mirata) ma non è per niente facile e dobbiamo attrezzarci per cercare di tornare eroicamente ad esserlo

È stata chiara, nel 2006 nell’ambito di Farsopoli e nel 2022 nel caso delle plusvalenze “fittizie” (e fatte da soli?), la mancata adeguata difesa, da parte della proprietà, degli artefici dei nostri trionfi e della Juve

È un dato oggettivo e storico che, dal 2006 al 2010 prima e dal 2022 ad oggi poi (a parte una Coppa Italia vinta con Allegri contro ogni gioca jouer e morra), quando il nostro principale azionista ha scaricato la Triade umbertiana e poi il “cugino” Andrea (allievo di quest’ultima nel solco del padre) scegliendo discutibilmente ed autonomamente suoi “uomini”, senza limitarsi a sostenere economicamente la società, i risultati non siano stati all’altezza della nostra tradizione, da vera Juve (ed anzi, ad ottenere, in un modo o nell’altro, diversi titoli, siano addirittura state, capovolgendo il naturale corso degli eventi, formazioni “onestamente cartonate” ed abitualmente frustrate e perdenti)

È ovvio che sarebbe per noi un fallimento sportivo (dopo quattordici piazzamenti consecutivi in zona Champions) concludere in questa posizione il Campionato. E, in tal senso, non mi sono piaciute le dichiarazioni di ieri di Spalletti. Perché siamo la Juve e, a differenza di squadrette varie (anche cartonate) che, quando noi vinciamo e dominiamo, sono abituate ad arrivare anche a quaranta punti di distacco ed metà classifica, noi difficilmente non arriviamo almeno tra le prime quattro (anche se la nostra posizione naturale, come indica la Storia, è la prima con lo Scudetto sulla nostra Maglia, a Casa sua)

È per me condivisibile, nonostante tutto, ritenere che Spalletti, che ha fatto un discreto lavoro (non ottimo e non può per me parlare di grande stagione), entrando a stagione in corso ed ottenendo (al netto di episodi avversi) una media punti che sarebbe appena sufficiente per il quarto posto, meriti comunque di poter avere voce in capitolo sugli acquisti e di poter programmare il prossimo Campionato sin dal ritiro estivo e giocarselo tutto con noi, per poi essere eventualmente valutato l’anno prossimo in questo periodo

È per me ovvio (e l’ho ripetuto spesso) che, in ogni caso, si debba soprattutto cercare di fare di tutto per acquistare giocatori (almeno sei/sette) di qualità, personalità, esperienza e spessore in alcuni ruoli fondamentali per provare a disputare un Campionato all’altezza e, in caso di mancato piazzamento in Champions, provare magari a vincere anche l’Europa League

È chiaro (ed anche questo lo ripeto spesso) che (aspetto di basilare importanza) servirebbero Uomini Juve come il nostro storico e pluridecorato Presidente Andrea Agnelli che ha saputo collaborare a lungo con capaci dirigenti, scegliere spesso (con Conte ed Allegri) gli allenatori giusti al momento giusto e contribuire, con la sua presenza e la sua passione, a trasmettere a tutti, anche ai giocatori, orgoglio, combattività, cultura del lavoro, voglia di non mollare mai, senso di appartenenza, Juventinità

Intanto giochiamoci quest’ultima giornata e poi vedremo quello che accadrà nel prossimo futuro. Speriamo di poter comunque riuscire quanto prima a tornare al nostro posto. A primeggiare e scrivere la Storia (aggiungendo altri Trofei ai nostri attuali 73). Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Indegni

E così, a una giornata dalla fine, siamo sesti e, salvo improbabili passi falsi a sorpresa delle nostre avversarie dirette in concomitanza con una nostra vittoria nel derby, dopo quattordici qualificazioni consecutive sul campo alla Champions (una volta, nel 2022/23 ci hanno buttati fuori con un processo farsa per plusvalenze fatte da soli), rischiamo seriamente di non arrivare stavolta tra le prime quattro e di fallire così quest’anno anche quest’obiettivo minimo.

Di certo, per il verificarsi di quest’attuale difficilissima situazione, sono risultate determinanti anche molte decisioni da gioca jouer e morra al var (e non solo) contro di noi ed a favore delle nostre concorrenti (e le statistiche parlano chiaro in tal senso), ma va detto che i nostri giocatori hanno comunque grandissime colpe.

Credo che tutti, dalla dirigenza, agli staff tecnici (allenatori compresi) e soprattutto, come detto, a chi è sceso sul terreno di gioco indossando spesso in modo non degno la nostra gloriosa Maglia, debbano assumersi le proprie responsabilità.

Spero che, anche in caso di mancato accesso alla Champions, pur senza gli introiti e l’appeal di questa competizione per gli eventuali calciatori cercati sul mercato, dando concretezza a quelle che non devono essere solo le parole al vento della proprietà per prendere in giro i tifosi, si possa comunque non assistere ad un nostro ulteriore ridimensionamento e, vendendo molti elementi non all’altezza (portiere che subisce gol sempre al primo tiro e tanti altri suoi compagni con limiti tecnici e caratteriali) ed acquistandone nuovi di spessore, qualità e personalità, si possa costruire, dando, nonostante tutto, fiducia a Spalletti (per fargli programmare e preparare una stagione dall’inizio), una Squadra in grado di lottare per vincere per riportarci quanto prima al nostro posto. Adesso, prima dei bilanci e delle decisioni, giochiamoci però quest’ultima giornata. Uniti e fieri (noi tifosi che possiamo sempre esserlo). Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Emozioni indescrivibili nel ricordo di anni favolosi

Incontrare e ringraziare, nell’ambito dello JOFC 2026 a cui ho partecipato in rappresentanza dello JOFC Partanna, per tutto quello che ci ha fatto vivere in quei magici ed indimenticabili anni della mia infanzia, il mio primo idolo sportivo, il nostro mitico Le Roi Michel Platini, a cui mi ispiravo quando giocavo in piazze e strade (anche con le mia prima Maglia Bianconera) e di cui ero calcisticamente innamorato, è stato estremamente emozionante.

Ed è stato speciale ringraziarlo anche ricordando i miei cari con cui vedevo le sue grandiose gesta e partite in Bianconero (in particolare, con mio padre che mi parlava di lui già prima che arrivasse alla Juve ammirandolo tantissimo).

Avevo sempre sognato di avere un suo autografo e, invece, dopo questo significativo evento, sarà lui ad avere il mio su una Maglia firmata da tutti noi dirigenti dei Club ufficiali presenti.

Detto ciò, non essendo facile descrivere quello che ho provato, posso solo ribadire come sia stato davvero bellissimo rivivere con lui e Sergio Brio (Fan Ambassado, anch’egli commosso e gentile come sempre) i momenti gloriosi ed indelebili da tutti noi trascorsi insieme in quel favoloso ed indelebile periodo. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Si esulta insieme grazie a Dusan

Sabato scorso, al termine di una giornata molto intensa vissuta in rappresentanza dello JOFC Partanna a Giardini Naxos allo JOFC Day 2026, evento nel corso del quale ho avuto il piacere di incontrare di nuovo e salutare tanti amici Juventini e parlare con il sempre gentilissimo Sergio Brio ed il mio primo idolo calcistico Michel Platini (provando una grandissima emozione), in un clima da Stadium (con i cori e lo speaker ufficiale Dj Nana), abbiamo conquistato una vittoria molto preziosa grazie ad un gol decisivo di Vlahovic.

Dopo l’ennesimo palo e due gol annullati per millimetri con il solito assurdo utilizzo del var, abbiamo temuto un’altra beffa fino ad accogliere con sollievo il fischio finale e poterci così gustare anche questi tre meritati punti.

Adesso, testa alla prossima partita. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.