Un incubo davvero devastante.

Per arrivare anche a criticare le parole di Del Piero ed a paragonare addirittura i comportamenti del nostro immenso e storico Capitano a quelli dell’onesto cartonato simulatore sguaiatamente esultante come ha fatto qualche povero intertriste, a parer mio, si deve proprio essere irrimediabilmente mentalmente devastati da decenni di frustrazioni causate dalle storiche vittorie dell’incubo Juve (vittorie molto spesso firmate proprio dal nostro fantastico Campionissimo Alex).

Come ripeto sempre, non si può che provare sollievo nell’essere agli antipodi rispetto a certi poveracci calcisticamente inferiori che blaterano senza pudore e decenza. Detto ciò, a parlare chiaro è la vera Storia. Quella da noi tradizionalmente scritta sul Campo. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

La Storia non mente.

Dopo il consueto vile comportamento (ennesima simulazione con richiesta di ammonizione e, cosa ancora più grave, sguaiata esultanza) che si aggiunge a tantissime altre “edificanti” gesta (tuffi, sceneggiate, entratacce, offese, risse e così via) che tradizionalmente caratterizzano coloro che, in modo patetico, si professano portatori di valori etici e si autoattribuiscono un’onestà che, anche alla luce di tanti altri fatti che hanno cercato e cercano inutilmente di nascondere, non può che essere definita cartonata (proprio come il loro sempre e comunque inferiore palmarès contenente anche un penoso guidorossiano tavolino frutto di una schifosa farsa), ecco che sono arrivate oggi alcune nuove nerassurde parole.

Stendendo un velo pietosissimo sulle consuete scemenze dello storicamente sconfitto e tragicomico ex presidente intertriste per antonomasia con i suoi deliranti riferimenti a Farsopoli che non meritano ulteriori commenti, mi sento di spendere qualche minuto per scrivere qualche considerazione su altre odierne parole.

Mi riferisco a quelle del loro attuale presidente che, dopo aver contribuito a scrivere la Storia con noi, da bravissimo Dirigente, a suon di record, con la conquista di sette dei nove nostri Scudetti consecutivi ed aver mostrato educazione, garbo e correttezza nelle occasioni in cui ho avuto modo di incontrarlo in rappresentanza dello JOFC di cui faccio parte, una volta lasciata la Juve ed entrato a far parte di quel mondo, pur ricordando spesso, anche di recente, di avere imparato da noi senso di apparertenenza e cultura della vittoria, si è evidentemente pian piano sempre più calato (degradato) in quella diversa “realtà”.

Proprio lui, quello che indicava giustamente e fieramente il numero 30 in occasione della conquista del primo dei nostri titoli del suddetto ed indimenticabile epico novennio tricolore, che rivendicava in altre occasioni il numero corretto dei nostri Scudetti effettivi e che criticava il trattamento iniquo farsopolaro. Posso anche cercare di capire che essendo un professionista ed avendo discutibilmente scelto di andare proprio lì, debba ora, anche per una una sorta di incoerente gioco delle parti, provare a difendere i suoi nuovi colori. Non è però, a parer mio, decente quello che ogni tanto gli capita di fare e dire.

Ad esempio, trovo fuori luogo le dichiarazioni di oggi nelle quali ha ignorato l’aspetto più grave del comportamento del suo giocatore (che è stato, come detto, l’esultanza) ed il fatto che Chiellini e gli altri nostri Dirigenti non lo abbiano pubblicamente attaccato ma abbiano parlato di riforme da effettuare per il bene del calcio in generale lamentandosi, dopo tante altre reiterate situazioni sfavorevoli, in particolare, di un’espulsione invertita che rappresenta un episodio in grado, come pochissimi altri, di alterare l’andamento di una partita.

Trovo inoltre patetico e scorretto che, oltre a menzionare un possibile rigore non ottenuto dalla sua compagine l’anno scorso (in una stagione in cui ha avuto anche qualche vantaggio, seppur non paragonabile ai tantissimi di quella ancora precedente), abbia citato un episodio di una partita del 2021 nella quale ci sono state diverse situazioni a noi fortemente sfavorevoli (tra cui un’altra espulsione inventata, quella volta ai danni di Bentancur) ed abbia parlato di una nostra qualificazione in Champions centrata grazie ad una presunta simulazione in un Campionato che, come al solito, ci ha visti penalizzati non solo in quella ma anche in altre tante partite con arbitraggi fortemente negativi (uno proprio di La Penna in una nostra gara casalinga contro Fiorentina con continui fischi ancora una volta a senso unico). E poi, come, se non bastasse, parlando di quella quella stagione, ha avuto anche il coraggio di fare quasi i conti in tasca alla nostra Società che ha invece subìto, anche in questi anni, gravissime ed ingiuste perdite a causa di altri vergognosi processi farsa portati avanti da quella fallimentare e putrida federazione guidata da quello squallido omuncolo suo amico.

Detto ciò, ho l’impressione che il nostro ex AD, che ha lavorato e sta lavorando bene anche in questi anni, vincendo qualcosa anche approfittando di in un contesto di protezioni diffuse ma non riuscendo ovviamente ad avvicinarsi a quanto da noi conquistato da contro tutto e tutti, a suon di epocali primati, stia forse percependo con una certa preoccupazione la volontà della nostra Juve di riprendere con forza, grazie a fame e compattezza ritrovate, a lottare per tornare quanto prima al suo posto. A primeggiare e scrivere la Storia (quella vera). Uniti e fieri.

Fino alla fine. Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Sta sempre più tornando la vera Juve

Negli ultimi giorni mi è molto piaciuto di Comolli il riferimento ad una frase del grandissimo Andrea Agnelli in occasione di un’iniziativa e soprattutto la ferma presa di posizione che, dopo l”ennesima ingiustizia da noi subìta nella partita contro gli onesti cartonati, ha manifestato insieme a Chiellini (con cui mi sembra sulla stessa lunghezza d’onda dopo averne anche giustamente assecondato l’azzeccata scelta del Mister).

Da diverse settimane, avverto sensazioni positive perché noto coesione, compattezza, grinta, fame, ferocia, voglia di farsi rispettare e di non mollare e lottare per vincere. Tutto ciò sembra ora seriamente davvero caratterizzare proprietà (finalmente?), dirigenti, staff tecnico (splendidamente guidato da Spalletti) e giocatori (una Squadra che deve essere e sarà ulteriormente migliorata ma che combatte da Juve). Avanti così. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Contro tutto e tutti. Come da tradizione

“Nel dubbio contro la Juve” (cit). La nostra encomiabile prova di carattere non è bastata alla fine bastata in una gara fortemente condizionata dall’assurda ed ingiusta espulsione di Kalulu del primo tempo che ci ha costretti a giocare a lungo in inferiorità e non in superiorità numerica a causa di un secondo giallo comminato non allo sportivamente esultante e già ammonito avversario ma al nostro giocatore da un arbitro che non ha poi fischiato altri falli (anche nell’altrui area) e che, con quella determinante e vergognosa decisione (che a parti invertite avrebbe scatenato interrogazioni parlamentari, tg speciali, inchieste, canzoni ed altre buffonate simili) ha dato vita all’ennesimo episodio che rispetta la consolidata tradizione onestamente cartonata in generale e, in particolare, negli scontri diretti contro di noi (che veniamo spesso penalizzati anche nelle altre partite, nonostante si cerchi abitualmente, a suon di luoghi comuni e farse in contrasto con statistiche e fatti, di capovolgere miseramnte e tragicomicamente la realtà a tavolino).

Di fronte a quest’altra perla contro di noi, questa sera finalmente la Società sta dando dei segnali per chiedere pubblicamente rispetto. Ed anche Spalletti si sta ancora e sempre più rendendo conto di cosa significhi realmente essere alla Juve, ossia dover lottare contro tutto e tutti. Adesso bisognerà continuare a farlo per provare ad ottenere la qualificazione in Champions e tornare l’anno prossimo a rendere la vita ancora più difficile a chi non vorrà vederci al nostro storico posto, al vertice. Onorati di essere agli antipodi da questi storicamente inferiori affrontati oggi e da tutti gli altri poveri antijuventini. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

La Classe al servizio della Storia. Come da tradiz10ne. Fino alla fine

Classe, fantasia, inventiva, umiltà, dedizione alla causa, senso di appartenenza, doti da esemplare leader tecnico, professionalità, serietà, pacatezza, educazione, intelligenza, ammirazione per il nostro immenso Alex (a cui si ispira ed è legato anche da particolari affetto e stima vicendevoli), giocate e reti da Predestinato (alcune, in significativi momenti, proprio alla Del Piero), giovane età, maturità, ulteriori margini di crescita, potenzialità da Alieno calcistico (come lo definisce il suo e nostro Mister Spalletti che giustamente lo coccola e spinge a fare ancora meglio). Il nostro degno numero 10 Yildiz ha tutte le caratteristiche per essere uno dei nostri Campionissimi, uno di quelli che rispecchiano il nostro DNA e più ci cono sempre piaciuti e piacciono, uno in grado di onorare la gloriosa Maglia che indossa e regalare a tutti noi Gobbi soddisfazioni, gioie ed emozioni.

Oggi, in una giornata tanto attesa in cui, con molta partecipazione emotiva, ha ribadito di amare la Juve, ha finalmente rinnovato fino al 2030 il suo contratto in Bianconero. In futuro, considerando le sue eccelse qualità, non mancheranno di certo delle esorbitanti offerte per lui ma adesso continuiamo a godercelo sperando che possa ancora migliorare e restare a più a lungo possibile (magari a vita) con noi per contribuire a farci tornare a scrivere ulteriormente la Storia. Come abbiamo sempre fatto. Come da tradiz10ne. Forza Kenan. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Serata da Juve.

Si gode per questa gustosa vittoria ottenuta contro quei poveri ossessionati e storicamente inferiori davanti ai quali è sempre bellissimo cantare anche “‘O surdato ‘nnamurato” in queste tradizionali e piacevoli situazioni. 3-0 con reti di David, Yildiz e Kostic. Ed avremmo anche potuto vincere con un punteggio più largo in considerazione del palo colpito da un Thuram sempre più incisivo ed ancora una volta autore di strappi devastanti e di un’altra clamorosa occasione come quella di Conceição.

Oggi, avendo creduto da sempre in lui, sono particolarmente contento anche per il fatto che a sbloccare la gara sia stato il canadese, protagonista di un’altra prestazione fatta di corse, sacrificio, punizioni guadagnate e sponde per i compagni. Non è un centravanti di sfondamento in grado di fare a sportellate, reggere agli scontri fisici sulle palle alte, riempire l’area e segnare raffiche di reti di testa e non ha ancora dimostrato del tutto il suo valore per via di un ambientamento non facile nel nostro Campionato. Ha commesso alcuni errori nel corso di questi mesi ma pian piano, schierato con continuità, spronato e gestito magistralmente da Spalletti e integratosi nel gruppo, sta acquisendo fiducia e migliorando con importanti assist , pregevoli giocate e qualche apprezzabile gol come quello di oggi.

Il raddoppio, poi, subito dopo l’uscita di uno stanco Johnny, è arrivato con un’altra rete del nostro solito sublime numero 10 Kenan su assist del subentrato Miretti. A completare il tabellino, in una gara ben giocata da tutti (e con Locatelli di nuovo tra i migliori) è stato Pippo Kostic, altro giocatore inserito nella ripresa (schierato insolitamente a destra) dal nostro bravissimo Mister che ha azzeccato tutte le sue mosse e sta continuando a far migliorare e crescere sempre più la nostra Squadra all’insegna dell’intensità, della riconquista del pallone, della verticalità, della rapidità, della fiducia, della voglia di fare e della compattezza.

Adesso, mentre i frustrati avversari di oggi piangeranno per le numerose assenze (che noi abbiamo in passato avuto spesso senza che nessuno lo evidenziasse così) e cercheranno penosamente di aggrapparsi a qualche irrilevante episodio, noi andiamo avanti così. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Benvenuto tra i grandi.

E così Spalletti avrà ora l’onore di allenare la Squadra più gloriosa d’Italia, da lui, in modo logico e naturale, fortemente voluta. Dandogli il mio benvenuto, mi auguro che, nonostante tutte le problematiche da affrontare, possa riuscire a fare bene con noi.

Ha evidentemente a lungo sognato di coronare così la sua carriera e, pur di allenare la nostra amata Juve, ha praticamente quasi firmato in bianco accettando una cifra relativamente moderata rispetto ad altri colleghi ed una durata del contratto di otto mesi (con opzione di rinnovo in caso di piazzamento in zona Champions)

Non mi ha sinceramente mai entusiasmato (soprattutto sotto il profilo caratteriale), ma lo ritengo comunque, sulla carta, uno dei migliori allenatori acquisibili in questo momento (forse quello che più faceva al caso nostro, in questo frangente, tra quelli disponibili).

Si tratta oggettivamente di un tecnico carismatico, ambizioso, navigato, esperto, con personalità, autorevolezza e spalle larghe, tutte qualità che, per vari motivi, ci servono adesso tantissimo con questi giocatori (da fare svegliare e crescere e mettere di fronte alle proprie responsabilità) e questi dirigenti (per me bisognosi di una figura forte).

Lasciando da parte piccolezze del passato (scenetta della stretta di mano ed altri atteggiamenti non proprio da vincente) e facendogli invece i complimenti per le signorili e belle parole spese per il nostro carissimo Igor Tudor, voglio proiettarmi su ciò che potrà adesso fare in Bianconero.

In tal senso, oltre che sulle sue qualità sopra accennate e sulla sua fame e voglia di riscatto dopo l’esperienza in nazionale, al termine della quale avrà magari anche fatto un bagno di umiltà (come sembra abbia riferito a Fabio Capello), voglio confidare pure nella nostra tradizione vincente con gli allenatori toscani e, a tal proposito, anche nel fatto che pure lui, come Max Allegri (pur avendo alcune caratteristiche diverse), sia sempre stato molto stimato, tra gli altri, da un certo Marcello Lippi. Speriamo bene.

Speriamo proprio che Spalletti, adesso che ha raggiunto il punto più alto della sua carriera (venendo così considerato un “delinquente” da tanti frustrati antijuventini e da qualche loro tragicomico giornalaccio spazzatura ), possa onorare i nostri colori e contribuire a riportarci al nostro posto (magari anche grazie a qualche funzionale rinforzo nel mercato di gennaio nei ruoli nevralgici e da tempo poco coperti).

Auguriamoci di poter presto tornare con lui, in qualche modo, a lottare contro tutto e tutti per vincere ed a riempire ulteriormente la nostra ricca bacheca (che magari avrà presto il piacere di ammirare). Ricominciamo a scrivere la nostra prestigiosa Storia. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Grazie sempre e comunque, carissimo Igor.

Grazie sempre e comunque. Mi dispiace ma, evidentemente, per responsabilità sue ed anche di altri che, a differenza sua, non hanno ancora mai dimostrato, in nessuna veste, di essere da vera Juve e che hanno per me la colpa prima di averlo tenuto in panchina senza aver mai pienamente creduto in lui, poi di non averne assecondato adeguatamente le richieste sul mercato e infine di non averlo protetto (anche di fronte a scempi di arbitri e var), doveva andare così. I risultati di quest’inizio di stagione hanno spinto chi deve prendere le decisioni (e spero possa adesso cominciare ad azzeccarle) a fare questa scelta per provare ad invertire quella che era diventata una bruttissima tendenza.

Mi dispiace tanto. Avevo accolto il nostro carissimo Igor con entusiasmo e fiducia ed avevo molto sperato in lui sapendo quanto ci tenesse ad allenare la sua e nostra Juve. Va per me comunque ringraziato per aver accettato l’incarico l’anno scorso in un’altra situazione difficile e per aver contribuito a farci centrare la qualificazione ricompattando e caricando il gruppo in quel delicato frangente. Adesso è andata male ma io continuerò a portarlo sempre e comunque nel cuore per averci provato e naturalmente soprattutto per tutto ciò che ha fatto e vinto con noi durante la sua carriera calcistica mostrando sempre profondo attaccamento per i nostri colori. Detto ciò, come aveva giustamente lui stesso detto qualche mese fa, non poteva bastargli la grande Juventinità per restare a lungo il nostro tecnico (e purtroppo altri, in prima Squadra e nel settore giovanile, hanno già vissuto esperienze simili alla sua).

La presenza di giocatori probabilmente non adatti alle sue idee (e che devono ancora farci capire di meritare di indossare la nostra prestigiosa Maglia), una dirigenza che l’aveva scelto come un ripiego, la testardaggine e mancanza di flessibilità da lui palesate in alcuni momenti ed alcune sue dichiarazioni poco diplomatiche nei confronti della società (una nuova figura da lui definita come un “signore ancora non conosciuto” e la frecciata parlando di giocatori del Como scelti da Fabregas come cosa rara) hanno probabilmente contribuito a rendere tutto troppo difficile. Non si è creata la necessaria e fondamentale alchimia con la dirigenza (che, come detto, a parer mio, non è per niente esente da responsabilità).

Che dire, quando le cose non vanno bene, non potendo cambiare tutti (o quasi) i giocatori (alcuni irritanti anche da più da anni) o chi siede dietro le scrivanie e dovrebbe ben costruire la rosa e programmare, è purtroppo diffuso che, per provare a migliorare, nonostante gli errori siano probabilmente condivisi, si assista ad un avvicendamento nella guida tecnica. E quindi siamo all’ennesimo cambiamento. Tutto ciò non è da vera Juve (concetto che ci tengo a ribadire) ma, del resto, da quando non c’è più Andrea Agnelli (il Presidente del nostro epocale novennio tricolore da epico record) ed a decidere in alto è indegnamente di nuovo tornato il non appassionato ed emotivamente coinvolto parente, va così.

Speriamo di poter fare meglio con il prossimo allenatore per provare, nonostante tutto, malgrado la suddetta proprietà poco appassionata, qualche lacuna societaria e la persistente mancanza di giocatori di personalità e qualità in ruoli fondamentali, a tornare quanto prima, a lottare per vincere. In linea con la nostra gloriosa Storia di cui Igor è stato protagonista da calciatore e che è caratterizzata da “soli” 73 trofei conquistati contro tutto e tutti. Come da tradizione. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Noi di te sempre fieri. Grazie di tutto, Max Allegri.

Noi di te sempre fieri. Grazie di tutto, Max Allegri. Ancora e sempre. Quelli che hanno preceduto la partita di ieri sono stati momenti significativi di puro e sano romanticismo calcistico, momenti speciali per chi ama la Juve.

Dopo aver provato dei brividi indimenticabili lì all’Olimpico di Roma in quell’intensa e storica serata in cui ci ha salutati con gli occhi lucidi durante la festa per la conquista (contro tutto e tutti) del nostro 73° titolo ufficiale (il 12° con lui), mi ha fatto molto piacere, ieri sera, pur non essendo questa volta lì presente fisicamente, vedere ed ascoltare lo Stadium (dove si trovavano anche alcuni miei soci ed amici) accogliere calorosamente e tributare (esprimendo pienamente anche il mio pensiero ed i miei sentimenti), in modo assolutamente doveroso e sentito, in occasione del suo primo ritorno a Casa (stavolta da avversario), un nuovo atteso, naturale ed affettuoso saluto (ricambiato con la consueta commozione ed emozione) verso quello che indiscutibilmente è stato e resta uno dei nostri Allenatori più vincenti di sempre, uno dei più grandi protagonisti della nostra gloriosa Storia.

Una Storia che ha parlato, parla e parlerà sempre indelebilmente chiaro con i tantissimi trofei messi insieme, anno dopo anno, a suon di record, in bacheca. Tutto ciò è rimasto, rimane e rimarrà sempre negli annali e nel mio cuore. Grazie ancora e sempre (anche da parte di chi voglio pensare che, per tutto quanto vissuto, continui ad essergli legato e riconoscente, insieme a me, da Lassù). Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Un punto comunque prezioso.

Il nostro predestinato Yildiz ancora una volta alla Del Piero. Di nuovo in Champions. Oggi, in modo per tanti motivi particolarmente romantico, contro il Borussia. Sarebbe stato meglio se questo significativo gol fosse arrivato in una partita vittoriosa ma è stato già importante che abbia contribuito a farci ottenere un prezioso punto insieme alla doppietta di un di nuovo incisivo e decisivo da subentrato Vlahovic ed alla rete finale di Kelly (di nuovo attaccante aggiunto).

Contro un avversario tosto, probabilmente stanchi dopo la rimonta di sabato e con una certa dose di sfortuna in alcuni episodi, non è stato facile. In una serata che lascia perplessità per i troppi gol subiti (aspetto su cui dobbiamo assolutamente migliorare), è stato comunque positivo vedere i nostri di nuovo lottare e crederci fino al termine.

Volendo citare un singolo in particolare, è stato inoltre per me bellissimo vedere già degli sprazzi di grande Calcio mostrati dal mio nuovo pupillo Zhegrova (che ha già iniziato a confermare le sue doti entrando benissimo e risultando determinante nella fase conclusiva della gara).

In generale, come detto prima, dobbiamo assolutamente cercare di ritrovare con continuità solidità e compattezza (caratteristiche assolutamente fondamentali). Forza ragazzi. Lo spirito di gruppo e la voglia di non mollare mai ci sono. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus