Il 63° sigillo.

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Rieccomi a casa   dopo alcune giornate vissute  piacevolmente a Roma  per bellezza e  l’atmosfera dei suoi luoghi, i sapori della sua  cucina tipica ma soprattutto per la cosa che mi ha fatto venire qui e che costituisce il presupposto imprescindibile per tutto il resto: la vittoria del 63° Trofeo ufficiale della mia Juve. Questa volta ne ho approfittato per fare anche un po’ il turista ma quello che conta e che mi fa godere  è sempre la nostra prestigiosa bacheca che si riempie ulteriormente.

E così sono appena tornato in Sicilia con una di  quelle bandierine verdi nello zaino, ancora “scandalosamente” senza voce e con il ricordo di un’altra serata dalle forti emozioni vissuta in quella fantastica Curva insieme a tantissimi fratelli Gobbi e conclusasi,  ancora una volta, come da tradizione, trionfalmente. È stato come sempre  bellissimo e, anche solo nel rivedere foto come questa, riprovo le sensazioni, i brividi e la goduria  di sabato sera.

Adesso, dopo quest’altra stagione in cui abbiamo fatto illudere tutti per poi imporre la nostra schiacciante e naturale superiorità con l’epico Scudetto del Quinquennio e la ciliegina costituita dalla storica  seconda doppietta consecutiva, pensiamo già alla prossima. Da Campioni per antonomasia. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

Per sempre con noi.

Non volevo scrivere niente… ma non ci riesco. Vedere ieri  in tv  tutti quei bambini (figli di nostri Campioni o di fratelli Gobbi) gioire con i loro genitori per il 5° epico Scudetto consecutivo (significativamente  con 91 punti come nel 14 maggio del 2006), della nostra Leggendaria Juventus (sì, una Squadra che è  Leggenda, come ho sempre detto io),  in uno Stadium da brividi, in un pomeriggio dalle fortissime emozioni, mi commuove e mi fa pensare, ancor di più,  a Salvo ed al suo bellissimo ed eroico Mattia che, da Lassù, con tutti gli altri nostri Angeli,  continuerà di certo a sorridere ed a tifare con lui  e con tutti noi. Per sempre.

Sempre più in alto.

Nazionalità, inventiva, fantasia, doti realizzative su punizione, freddezza sotto porta, tiro a giro, capacità di arretrare, tenere botta e giocare ovunque fungendo da punto di riferimento offensivo,  combattività, personalità, doti da fondamentale  trascinatore ed immenso Fuoriclasse:  nonostante alcune differenze  (ad esempio, di età e piede preferito) e peculiarità personali, i nostri fantastici Apache e La Joya (breve ma intensissimo e mai dimenticato passato il primo, e radioso presente e, speriamo,  lunghissimo futuro il secondo) sono sempre più accomunati da grandissime affinità e, da ieri, anche dal numero (21) dei pregevoli, pesanti e spesso decisivi gol segnati nelle loro rispettive prime vincenti e Tricolori stagioni vissute nella nostra Juve.

Il nostro Quinquennio da favola porta, insieme a tante altre, anche la loro preziosa  firma. Che dire, il meglio del Calcio continua a passare da noi (come diceva l’indimenticato Dottore Umberto Agnelli che, peraltro, aveva portato alla Juve un antesignano dei due Campioni in questione, come un “certo” Omar Sivori). E non finisce qui. Sempre più in alto. La 5toria siamo noi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

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6 maggio 2012: l’emozione più forte.

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E, anche oggi,  ricorre l’anniversario di un evento per noi Juventini indimenticabile.   Personalmente, durante  la  serata del 6 maggio del 2012, ho forse vissuto le emozioni calcistiche più intense e forti mai provate. Lo Scudetto numero 30 (quello della Terza Stella), conquistato rialzandoci dall’attentato calcistico ed il tentativo di eliminazione che avevamo subìto,  con Farsopoli,  alcuni anni prima, mi ha irrefrenabilmente commosso  e trasmesso dei brividi unici ed indescrivibili (che mi porterò per sempre dentro).

Il fatto, poi, che  ciò abbia sancito l’inizio di uno stupendo ed epocale Quinquennio, lo rende, se possibile ancora più magico.  Una vera e propria favola. Una pagina fondamentale nell’ambito di una gloriosa ed ineguagliabile Storia che stiamo continuando, in modo inimitabile,  contro tutto e tutti, a scrivere.  Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

Buon 5 maggio a tutti.

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5 maggio. A scuola avevamo studiato una famosa ode  scritta dal  Manzoni (nel 1821)  ed avente proprio  tale titolo. Dopo centottantuno  anni, però, in modo dirompente,  siamo stati noi ad imprimere alla suddetta data un’aura di sublime eternità attraverso un’altra  magnifica  poesia.

Il testo è ermetico ma soave:”5 maggio 2002″.

Basta anche solo scriverlo o pensarlo per far sì che vengano in mente quel finale di stagione e, soprattutto quelle gare giocatesi in contemporanea, in quell’indimenticabile ed indescrivibile giornata, all’Olimipico di Roma ed al Friuli di Udine.  Che gioia immensa. Che goduria infinita.308340

E poi, undici  dopo, quasi a voler celebrare quello  stupendo evento, nel 2013,  abbiamo vinto anche il nostro 31° Scudetto (con alcuni protagonisti di allora ancora presenti).

Ora, però, torno inevitabilmente con la mente e con il cuore a quattordici anni orsono e mi rigusto ancora ogni attimo di quel sorpasso all’ultima curva, di quella lezione di sport e di vita, di quel pomeriggio emblematico ed incancellabile.FB_IMG_1462400720630

Un pomeriggio incancellabile  in positivo per noi che non molliamo mai (fino alla fine) e, in negativo, di certo, per i perdenti per antonomasia che, come sempre blateravano, festeggiavano prima, si illudevano e poi, incapaci di vincere con le loro “forze”, nonostante tutto il pubblico (e non solo) avversario a favore,  già (qualche anno prima di Farsopoli) elemosinavano, a quei pochi giocatori biancocelesti impegnatisi  (tra cui San Poborsky),  vittorie regalate (da illecito sportivo)  piangendo, rosicando ed arrivando, alla fine, dopo aver dilapidato o un enorme vantaggio, addirittura terzi (questa volta senza titolo di cartone come tragicomico “premio”).

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Che favolosa Storia. Che bello ripensare alla reazione del nostro grandissimo Marcello Lippi e di tutta la  della nostra estasiata  panchina alle notizie provenienti da Roma e poi l’ irrefrenabile esplosione e gli abbracci al fischio finale. Scusate, ora mi fermo davvero. Continuo a godere troppo.hqdefault (1)

Buon 5 maggio a tutti.  Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria  Juventus.

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“Vincono” sempre loro…

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Vedendo certe reazioni e sentendo certi discorsi, mi sembra inevitabile riflettere su un curioso  fenomeno italico che comincia ad assumere connotazioni sempre più marcate. Quello delle vittorie invisibili. Vittorie che non si vedono e che arrivano quando meno te l’aspetti.

Sì, perché, anche se non  ce ne siamo accorti e, da Juventini,  stiamo ancora godendo per il 5° Scudetto consecutivo (conquistato dopo una rimonta favolosa), nella mente di qualcuno, a quanto pare, si è concretizzata una “nuova vittoria”  contro di noi. Che cosa sto dicendo? Sono impazzito? No, non vi preoccupate.

Mi riferisco semplicemente alla realtà parallela creata da molti frustrati antijuventini. Questi “geni” prima hanno  grottescamente e fantasiosamente pensato  (attraverso la nostra eliminazione)  di averci battuto in una competizione (la  Champions) in cui loro, a causa della loro debolezza, non giocavano ed ora, addirittura, con discorsi sempre più assurdi e tragicomici,  si illudono quasi di averlo fatto in una in cui, per ovvie ragioni, non giochiamo nemmeno noi (la Premier League,  mediante confronti scriteriati tra la nostra mostruosa Squadra ed il bravo Leicester).

Che dire,  non potendo sconfiggerci direttamente arrivano pure ad inventarsi queste  sfide immaginarie. “Buon” per loro. Auguri di cuore e complimenti da noi 34 volte Campioni d’Italia (quelli che “si accontentano” del proprio, nuovo e vero Quinquennio di epici Scudetti). Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

La favola in Italia…

È vero. In Inghilterra le volpi (fox) del Leicester hanno scritto una favola. Anche in Italia però, pure quest’anno, abbiamo avuto il piacere di  viverne una avente come protagonista sempre delle “volpi”, le solite malcapitate ed incorregibili bestiole alle prese con l’inarrivabile “Uva Scudetto” che, mai come in questa stagione, si erano  illuse, prima della nostra mostruosa rimonta (avvenuta con “solamente” 25 vittorie su 26 gare), di poter agguantare.

Insomma,  ad ognuno la  sua splendida favola. Io mi sto godendo, a più uno posso, da cinque anni, a suon di  record fantastici e continui  nostri e speranze disattese e frustrazioni cocenti altrui, quella italiana. Ah, dimenticavo, anche quest’anno, l’Uva era gustosissima. Tutta. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

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La tipica domenica d’inizio maggio.

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Gli occhi rivolti al terreno di gioco e le orecchie pronte ad ascoltare i cori provenienti dagli spalti del nostro stupendo Juventus Stadium (già prontamente ben aggiornato con il numero 34 e l’anno 2016 nei posti giusti).

Così mi sono apprestato a gustarmi la prima gara disputata dalla nostra Juve dopo aver conquistato l’epico 5° Scudetto consecutivo (ed effettivo, senza ridicoli cartoni). Ebbene, fa punto di vista sonoro, i canti (accompagnati comunque anche  da significativi striscioni)  che hanno                rimarcato     sentitamente che il   grandissimo  Vincenzo  sarà sempre con noi, ricordato goduriosamente  che (ancora una volta, come da tradizione, anche quest’anno contro tutto e tutti) abbiamo vinto il Tricolor e di  conseguenza i  Campioni d’Italia siamo noi, preso  piacevolmente  in giro tanti perdenti vari ed acclamare giustamente  Max Allegri (che ha conquistato tutti con umiltà , intelligenza, lavoro, passione e vittorie),  mi hanno molto  emozionato e coinvolto pur ascoltandoli davanti alla tv e  non essendo, purtroppo, fisicamente  lì ad intonarli con i tantissimi encomiabili fratelli Gobbi presenti.

Per il resto, in Campo, è stato possibile ammirare, in particolare,  gli occhi lucidi del nostro infinito Capitan record Gigi Buffon, il nuovo insolito look del nostro immenso Bonny per festeggiare il suo 29° compleanno, diverse spettacolari  giocate (soprattutto del devastante Polpo Paul con la “capigliatura pentascudettata”), la potenza del nostro portentoso Alex Sandro, l’atteso gol (con  annessa capriola) di  Hernanes (che lo meritava dopo averlo sfiorato in varie altre gare) e, soprattutto, la pregevole rete (sempre nella stessa porta,  ma di testa) di colui che mi fa godere solo pronunciandone il nome per come mi ricorda la splendida serata del 13 febbraio e quella sfrenata esplosione di gioia a cui ho partecipato lì,  in quella magica atmosfera: Simone Zaza.

E così, con l’ennesima  vittoria conquistata ieri, “soltanto” la numero 25 nelle ultime 26 gare, siamo arrivati ad 88 punti in classifica. 88 e Zaza: serve aggiungere altro?

Insomma, abbiamo vissuto un’altra  domenica stellare (impreziosita dalla rara ed encomiabile sportività dei tifosi avversari). Quella di ieri, in definitiva, è stata la tipica domenica italiana d’inizio maggio che ha visto la nostra Juve festeggiare sotto la Curva da Campione d’Italia. E non finisce qui. C’è da continuare a festeggiare (con la tradizionale e sempre orgasmica consegna della Coppa) e da restare, al contempo,  concentrati per scrivere altre pagine di un’inimitabile Storia vincente. Forza ragazzi, sono fiero di voi.  Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

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