Bilancio e propositi

Inizio questo post dicendo che il pareggio passa in secondo piano rispetto a quanto accaduto fuori dal campo e mostrando la mia vicinanza al tifoso ferito negli scontri che si sono verificati prima di questo derby, discutibilmente fissato nell’ultima giornata del torneo e vergognosamente caricato di tensione alla vigilia da dichiarazioni irresponsabili e fuori luogo sui colori Bianconeri da non portare allo stadio.

Facendo poi un bilancio della classifica finale maturata al termine di questo turno conclusivo, non posso che rimarcare come, alla fine, tutto sia stavolta andato come da alcuni veniva evidentemente gradito in questo sempre più penoso e meno credibile e serio calcio italiano, caduto tragicomicamente sempre più in basso insieme a chi occupa indegnamente certe poltrone e spara idiozie a raffica e caratterizzato da calendari a dir poco discutibili e deleteri ed arbitri e var molto creativi e determinanti, a suon di gioca jouer e morra, nei momenti decisivi, tanto da spingere in modo particolarmente spudorato certe formazioni ed affossarne altre.

Detto ciò, come ho ripetuto anche in altre occasioni, va anche naturalmente sottolineato che i nostri giocatori, oltre ad essere stati penalizzati in varie circostanze, hanno anche le loro colpe per questa mancata qualificazione in Champions (arrivata dopo quattordici anni di piazzamenti tra le prime quattro) avendo buttato parecchi punti pesanti, disputato molte partite assolutamente non all’altezza e mostrato lacune in termini di senso di appartenenza, attributi, serietà, qualità, personalità, spirito Juve. Qualche responsabilità inoltre, seppure in misura minore, ce l’ha, secondo me, per per aver commesso alcuni errori (nell’impostazione e nella lettura delle gare) anche l’allenatore (su cui comunque continuo a confidare e che vorrei valutare dopo avergli visto affrontare una stagione intera da lui preparata con giocatori da lui scelti). E molte sono, infine, a parer mio, quelle della Società, componente da sempre per me di fondamentale importanza, che non ha operato le scelte giuste e non è stata in grado di trasmettere solidità, combattività e Juventinità.

Adesso, in vista della prossima stagione, serviranno chiarezza, compattezza, acquisti mirati di giocatori esperti, funzionali a quanto richiesto da Spalletti e forti dal punto di vista tecnico e caratteriale, in grado di sopportare il glorioso peso della nostra prestigiosa Maglia, onorarla, fare del proprio meglio in Europa League e Coppa Italia e provare soprattutto a lottare in Campionato per tornare al vertice, al nostro posto naturale, cercando di essere, come da tradizione, più forti di tutto e tutti. Da vera Juve. Da Campioni per antonomasia. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Lascia un commento