Villar Perosa: si celebra la Storia passata e si prepara quella futura all’insegna della profonda Juventinità

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Tradizione, Storia, Juventinità. Tutto questo è il sempre piacevole e suggestivo vernissage di Villar Perosa, come di consueto una festa in Famiglia in cui si affrontano la Juve A e la Juve B in mezzo al calore ed alla passione di tifosi provenienti da ogni parte d’Italia per vedere da vicino, in azione, i Campioni che indossano la gloriosa Maglia Bianconera.

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Oggi è stato bellissimo ed emozionante vedere in campo, per la prima volta, da Juventino, il giocatore più forte del mondo, il fantascientifico Cristiano Ronaldo (significativamente subito in gol). È stato divertente ed entusiasmante vedere deliziare il pubblico anche l’inarrestabile Douglas Costa ed il sublime Paulo Dybala.

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È stato soddisfacente e beneagurante , nonostante il carattere particolarmente amichevole della gara, intravedere certi naturali movimenti e tutte le enormi potenzialità di uno Squadrone a dir poco stellare che tanto ci farà di certo godere anche quando si farà sul serio. A proposito, Cuadrado basso a destra (come già visto alcune volte l’anno scorso) potrà rappresentare una buona soluzione in mezzo alle tantissime che una rosa ricca e sontuosa può permetterci di adottare.

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Che dire, non vedo l’ora di poter vivere quest’altra esaltante stagione in cui dovremo continuare, da Campioni per antonomasia, a scrivere la Storia. Fino alla fine.

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Sempre più orgogliosamen7e forza Leggendaria Juventus.

Alzala ancora, Capitano. Grazie di tutto. Grazie Licht. Grazie ragazzi. Siamo nel Mi7o tutti insieme

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Eccoci di nuovo qui.  Un’altra splendida e favolosa pagina di una gloriosa ed inimitabile Storia è stata scritta epicamente insieme.

Non poteva che concludersi così, con l’11° tuo Scudetto (il 7° consecutivo) la tua fantastica avventura in campo con la tua e nostra amata Maglia. I nostri Capitani, del resto, come Del Piero nel 2012, ci salutano così. Da protagonisti e da vincenti.

Grazie ancora di tutto, immenso Gigi, incommensurabile Bandiera, autentico ed indimenticabile Uomo Juve.

Grazie anche all’inesauribile trenino svizzero Licht che ha segnato il primo significativo gol allo Stadium, che non si è mai risparmiato e che, lottando sempre strenuamente, ha vinto 7 Scudetti in 7 anni.

Grazie ancora Anche  agli altri Uomini del Settebello Barzagli, Chiellini (nuovo degno Capitano) e Marchisio.

Grazie a tutti i protagonisti di questo settimo Scudetto consecutivo che non mi stancherò mai di godermi e festeggiare.

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Grazie di cuore e sempre più orgogliosamen7e forza Leggendaria Juventus.

Sette Scudetti consecutivi: Mi7h

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Campioni d’Italia. Campioni d’Italia. Campioni d’Italia. Campioni d’Italia. Campioni d’Italia. Campioni d’Italia. Campioni d’Italia.

Adesso è ufficiale: abbiamo conquistato il nostro bellissimo, emozionante ed epico Settebello Tricolore. Che goduria immensa. Anche con il nostro nuovo logo (splendido e subito vincente), anche con il Var (con i poveri antijuventini che lo invocavano rimasti ancora a rosicare da laggiù, come da tradizione), abbiamo continuato, più che mai contro tutto e tutti, a scrivere fantasticamente la Storia sfidando mostruosamente ogni statistica e legge dei grandi numeri.

Sette Scudetti consecutivi: che record fantascientifico. Abbraccio tutti i fratelli Gobbi che, come me, anche nei diversi momenti difficili, ci hanno sempre creduto. Applaudo e ringrazio di cuore i componenti di una monumentale ed eroica Squadra che ci ha regalato un’altra esaltante annata calcistica e che, pur arrivando stanca a fine stagione, non ha davvero mai mollato.

Applaudo e ringrazio di cuore coloro che hanno seguito ovunque e sostenuto incessantemente i nostri ragazzi. Cari colleghi Campioni i per antonomasia, godiamoci per questo nostro mitologico 36°Scudetto.Siamo noi…siamo noi… Fino alla fine.

Un fraterno abbraccio a tutti e sempre più orgogliosamen7e forza Leggendaria Juventus.

Nel segno del quattro. È di nuovo Coppa Italia in una serata goduriosa

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Che goduria immensa. Pubblico questa foto d’inizio serata perché mi ritrae in condizioni ancora accettabili. Al termine della partita, invece, ero, come al solito, in un bagno di sudore, stanchissimo, senza voce ma in completa estasi.

Quella di mercoledì è stata una serata da puro orgasmo calcistico. Anche quest’anno, per il quarto consecutivo, rispettando una bellissima tradizione, ho vissuto all’Olimpico la conquista della Coppa Italia, la gustosa ciliegina sull’epoca torta tricolore.

Che cori. Che tifo. Che piacere che ho provato nel viaggiare con gli amici di Alcamo e Bagheria, nel poter incontrare e salutare tanti altri cari amici e nel sapere che moltissimi i altri erano qui a provare le stesse magiche sensazioni.

Abbiamo a dir poco massacrato ed umiliato i cinesi del Mila ed il loro montato capitano (con la c minuscola) più volte goduriosamente invitato a sciacquarsi la bocca e, alla fine, a provare ad alzare la Coppa.

Abbiamo esultato sfrenatamente per i quattro gol segnati sotto la nostra caldissima Curva. Abbiamo apprezzato un Benatia ottimo in difesa ed oggi anche bomber. Abbiamo assistito alle magìe del solito inarrestabile Douglas Costa e di un Dybala che ha sfiorato due reti da cineteca.

Abbiamo riservato varie meritatissima ovazioni un Capitan Buffon in grandissimo spolvero e sempre più uno di noi. Abbiamo goduto nel vedere la Squadra compatta e legata al Mister. Abbiamo applaudito un Gattuso che ha sempre sportivamente riconosciuto la nostre vittorie e la nostra grandezza.

Abbiamo, dopo i sempre particolarmente soddisfacenti “din don din don intervengo da Cesena”, “tutti casa alè” e ed “olé” a mo’ di torello, festeggiato nuovamente insieme ai nostri Campioni vivendo le solite fantastiche ed indimenticabili scene e sensazioni .

l fuochi d’artificio (sparati per celebrarci e non per ridicole ed intempestive autocelebrazioni), il nostro emozionante inno ed i nostri cori cantati a squarciagola insieme ai giocatori hanno reso sublime l’ennesima nostra serata romana.

La Signora ha vinto ancora. E adesso, con il mitologico settimo Scudetto consecutivo in arrivo, potremo continuare tutti a cantare, come abbiamo fatto mercoledì  sera, ” Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell’Italia siamo noi…” Fino alla fine.

Un abbraccio a tutti voi colleghi Campioni per antonomasia e sempre più orgogliosamente forza Leggendaria Juventus.

Fino alla fine: gli altri rosicano e noi godiamo

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Che goduria.  Senza voce e con il ginocchio dolorante per l’esultanza, godo ancora infinitamente. E i macellai ed antisportivi cinesi, adesso, quella tragicomica coreografia (con le loro solite idiozie da perdenti che mi rendono sempre più fiero di avere 35 Scudetti, di essere stato guidorossianamente mandato in serie B per eccesso di vittorie e forza e di non essere una meteora artificiale avendo disputato tantissime finali di Champions) sanno dove metterla. Come da tradizione.

Ieri sera abbiamo giocato malissimo una volta restati in superiorità numerica, ci siamo quasi bloccati  ed abbiamo di nuovo dato l’impressione   di poter subire gol in ogni modo ed in qualsiasi  momento. Spero che questa importantissima, sofferta ed esaltante vittoria conquistata dimostrando ancora una volta di crederci sempre, però, possa rappresentare una fondamentale iniezione  di carica per il decisivo finale di stagione. Ci voleva proprio: l’avevo detto ai miei soci: se pareggiamo entro il 90°, la vinciamo.

Per quanto riguarda le solite patetiche polemiche, questo è il Var ben applicato, pagliacci. E se ci fosse stato anche in passato, analizzando ogni episodio e non solo i pochi divenuti famosi perché utili ai perdenti, avremmo vinto i nostri Scudetti con maggiori vantaggi e sarebbe stato pure più difficile creare Farsopoli. E se ci fosse stato in Champions (dove i guardoni impotenti godono per nostre ingiuste eliminazioni o sconfitte in finale arrivate spesso per via di episodi arbitrali decisivi), noi avremmo più Coppe e qualche ridicola meteora artificiale non ci sarebbe stata.

L’ entrata assassina di Vecino, con il Var, è rosso tutta la vita (ha volutamente messo a rischio massacrato la gamba dello stoico Mandzukic). La prima ammonizione a Pjanic è stata eccessiva e per questo l’arbitro non l’ha espulso dopo normali scontri di gioco. Il gol di Matuidi è stato correttamente annullato (anche se poteva starci, nell’azione, un rigore su Higuain). Detto ciò (e tralasciando pure un altro possibile rigore sul nostro numero 14 ed una possibile espulsione nel finale per fallo su Higuain), buon rosicamento a tutti i soliti frustrati che sono calcisticamente stati, come da tradizione, bastonati.

Dimenticavo, una menzione particolare la merita il grandissimo Chiello che, nonostante l’infortunio, ha seguito ed incitato incessantemente i compagni dalla panchina da vero Uomo Juve. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

 

Adesso si fa dura. Non molliamo. Fino alla fine

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Adesso si fa dura. Non ci voleva l’infortunio del fondamentale Chiellini e non si può negare che alcune decisioni arbitrali su falli e cartellini siano state discutibili. Detto questo, la vittoria del Napoli non è stata immeritata.

Adesso, anche se psicologicamente sarà dura tenere botta e vincere tutte le partite, per provare a conquistare l’epico Settebello consecutivo dobbiamo pensare a conquistare 12 punti. Forza ragazzi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Domenica dovrà tornare la vera Juve

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Purtroppo, come molti miei soci ricordano, temevo da tempo, in modo particolare, proprio questa gara contro il Crotone. Oggi, come è accaduto spesso ultimamente contro le piccole, non abbiamo assolutamente giocato da Juve.

Tutti male (a parte Douglas Costa). Adesso, però, nonostante la comprensibile delusione, non facciamo drammi e pensiamo a vincere domenica sera. Forza ragazzi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

L’insensibile Douglas Costa fa volare la storica Capolista

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La Capolista (quella vera e storica) se ne va. Dopo aver messo sotto il Real Madrid al Bernabeu con una prova sontuosa ed essere stati eliminati in modo discutibile, ci siamo ripresentati nel Campionato in cui bastoniamo direttamente (anche con il Var)  le formazioni degli illusi e frustrati antijuventini, con un’altra gara da Juve.

Tutta la Squadra, accolta dall’entusiasmo e dalla riconoscenza dei tifosi che hanno riempito lo Stadium, ha giocato molto bene aggiudicandosi una rotonda e meritata vittoria ed allungando ulteriormente  in classifica sulla pompata seconda che aveva poco prima pareggiato. Delle menzioni particolari però le meritano, a parer mio, i marcatori e colui che, con precisione e classe,  ha loro fornito loro  i tre magici  assist.

Ebbene, il primo gol è stato realizzato,  al termine della prima frazione di gioco, dal combattivo ed efficace Marione Mandzukic, colui che quando si entra nei momenti più importanti ed il gioco si fa duro, risponde sempre  presente all’appello. Il raddoppio è stato siglato dallo sfortunato ma fortissimo ed eclettico  difensore tedesco Benedikt Höwedes che, dopo una stagione caratterizzata da continui e fastodiosi infortuni, ha finalmente potuto disputare la sua positiva seconda partita impreziosendola pure con uno spettacolare e vincente tuffo nell’area avversaria. La terza rete, infine, è stata messa a segno  dal solito intelligente ed esperto centrocampista/attaccante aggiunto Sami Khedira, giunto all’ottava marcatura e sempre bravissimo ad inserirsi ed a seguire e concludere l’azione.

Il protagonista assoluto in tutte queste azioni (e non solo) è stato, tuttavia, entrando in campo al posto di Pjanic, il mostruoso,  devastante ed inarrestabile Flash Douglas Costa con le sue portentose accelerazioni, i suoi irresistibili dribbling, i suoi proverbiali doppi passi ed i suoi decisivi passaggi. Adesso testa al Crotone. Per continuare ad inseguire l’epico Settebello Tricolore. Da Campioni per antonamsia. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Cronaca di una serata comunque epica

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Ci siamo. Sarà una serata da Juve e devo e voglio  viverla, come sempre, al Club. Dopo una giornata di lavoro trascorsa fuori sede a centinaia di chilometri di distanza, arrivo  molto carico ma in leggero ritardo e, una volta aperto il portoncino della sede, con grande emozione e piacere, sento il boato dei miei soci e capisco che è arrivato, come tutti noi tanto speravamo, già nei primissimi minuti, il  nostro auspicato vantaggio.

Salgo le scale di corsa, batto il cinque ad alcuni amici e mi godo  il replay del cross al bacio di Khedira e dell’implacabile zuccata di Mandzukic (quello dei gol nelle gare importanti). A questo punto,  mi siedo al mio solito  posto, praticamente dentro al maxischermo del  Club, espleto le consuete  formalità scaramantiche con i miei vicini compagni di battaglia (cui offro sempre delle chewingam) e comincio, come al solito, a vivere intensamente (praticamente  giocando pure io) la partita con l’immancabile adrenalina ed il tradizionale (e forse esagerato) trasporto emotivo.

Si respira l’aria delle grandi imprese. Abbiamo tutti lo sguardo giusto.  Comincia il turbinio di sensazioni vissute in apnea. Subito Higuain e di nuovo Marione sfiorano il raddoppio. Douglas Costa è imprendibile e li fa impazzire. A centrocampo, con Pjanic, Khedira e Matuidi,  pressiamo e  giochiamo.  Ci siamo. Siamo in grado di fare la voce grossa al Bernabeu. In difesa, quando attaccano loro (che non sono il supponente ed inconcludente Barcellona della serata precedente ma un comunque temibile Real che gioca in casa), li fermiamo con i prodigiosi salvataggi del concentrato e roccioso  Chiello e le chiusure dell’attento Benatia (che, come Miralem, ci era molto mancato all’andata). Capitan Gigi Buffon è in una delle sue storiche serate  in cui prende tutto e fornisce grinta e sicurezza ai compagni.

Insomma, è vera Juve. Ad un certo punto, tra  urla, applausi, arrabbiature nei confronti dei provocatori tuffatori madrileni non ammoniti e, come sempre, uno scambio di continue impressioni (quasi provando a  guidare i nostri giocatori)  con il mio Juventinissimo e competente vicino di postazione, penso e dico a lui che, visto che il primo non l’ho visto in diretta, voglio che il nostro MM17 realizzi un’altra rete.

Ebbene, passano pochi minuti e, su un assist perfetto dell’inossidabile  trenino svizzero Licht (entrato al posto dell’infortunato De Sciglio), il nostro amato Guerriero  croato la infila poderosamente e prepotentemente tra palo e portiere. Si esulta di nuovo. Esplode tutto.  Ci si abbraccia tutti come accade ogni volta che la nostra Juve va in gol.

Si continuano a sentire, provando irrefrenabili  brividi, i cori dei nostri a dir poco encomiabili e commoventi amici presenti lì a Madrid per spingere i nostri ragazzi verso il miracolo calcistico. In casa giochiamo praticamente noi. Si soffre, si grida e si combatte ancora insieme ai nostri Campioni fino al fischio dell’arbitro che sancisce la fine della prima frazione di gioco. A questo punto, naturalmente, vogliamo  tutti che l’intervallo si concluda subito. Io scambio solo qualche parola con qualcuno. Sono più silenzioso del solito e mi isolo passeggiando nervosamente fino a quando siamo  fortunatamente  di nuovo pronti a ripartire.

Si teme una nuova Cardiff con un secondo tempo timoroso ma, dopo un po’, si riprende a stare benissimo in gara e ad essere pericolosi creando i presupposti per continuare ad inseguire l’impresa. Come al solito, in mezzo a tutto quanto detto prima (grida, arrabbiature, applausi), mentre apprezzo sempre con l’esperto amico e socio schierato al suo posto, alla mia destra, il determinante apporto che sta dando lo stantuffo Matuidi in termini di sostanza, quantità e recupero di palloni, ecco che,  in serata da improvvistato indovino (spesso, però,  certe sensazioni si avvertono), gli dico che da Blaise mi aspetto (come dicevo da mesi riferendomi però ad un’eventuale finale a Kiev) un gol.

Ebbene, passano incredibilmente di nuovo solo  pochi minuti ed il nostro generoso e combattivo numero 14 approfitta dell’errore del portiere avversario e fa rotolare lentamente e  magicamente,  in qualche modo, la palla in fondo al sacco. Questa volta gli abbracci e l’esplosione sono ovviamente ancora più forti. Ci invitiamo a stare calmi perché la gara è ancora lunga e quella coppaccia è maledetta.

Adesso, purtroppo, però,  sbaglio il pronostico. Dico che manca il gol del Pipita. Gonzalo, in effetti, scaglia un buon tiro che tuttavia, non essendo angolatissimo, viene parato. Sale sempre di più la tensione. Il cuore batte sempre più forte. Ci siamo. Si entra nella fase decisiva. Zidane si è già  giocato  i cambi mentre Allegri, secondo me giustamente, vedendo che la Squadra tiene bene il campo e che, nonostante qualcuno sia stanco, tutti danno perfettamente  il loro contributo, preferisce non sconvolgere le cose per poi colpire i più provati avversari nei possibili tempi supplementari. Si soffre. Si attacca. Ci si difende.  Si gestisce la palla. Si lotta. Ci si tuffa insieme a Buffon.

Manca sempre meno e la capacità di stare fermi si azzera del tutto. Si continua a tifare e palpitare insieme agli eroi (quelli sul rettangolo di gioco e quelli del settore ospiti). Pochi pochi minuti ci separano dal 90°.   Viene indicato il recupero. Non deve finire con l’ennesima beffa.  Sarebbe il massimo fare il quarto gol ma andrebbe benissimo anche andare ai supplementari. Lo meriteremmo. Mancano trenta secondi. Il resto non mi piace  nemmeno raccontarlo.

Non è per niente giusto. Ancora una volta, questa infame orecchiuta dimostra di non essere lei  degna di noi. Sono idealmente al fianco di Gigi e degli altri. Tra andata e ritorno, considerando anche  tutti gli episodi, la grandissima Squadra che avrebbe meritato di andare in semifinale non era quella che ha vinto le ultime tre Champions su quattro  ma quella che l’ha battuta di nuovo al Bernabeu realizzando, con una rimonta a dir poco fantascientifica, un qualcosa di mitologico.

Ancora una volta, in pratica, si conferma quello che ho sempre detto riguardo alla beffarda Champions ed al fatto che, nel corso di  questo torneo,  a differenza di quanto accade in Campionato (in cui alla distanza vince il più forte), certi episodi incidono troppo e risultano irrimediabilmente decisivi. Al fischio finale, quindi, scrivo qualche post su facebook per manifestare la mia gratitudine nei confronti dei nostri stoici Campioni e per esaltare la mia sempre più infinita fierezza che scaturisce dal tifo per questa favolosa Squadra.

Nel frattempo, mentre mi appresto ad andare, con a dir poco scarso appetito,  in pizzeria con alcuni miei altrettanto provati ed incazzati soci, rifletto anche  sul fatto che,  nel pomeriggio, da non scommettitore, avevo voluto questa volta puntare (credendo da sempre nella  rimonta impossibile), 10 euro sullo  0-3.  Con quei 500 euro che l’indecente e per niente saggio (per non dire altro) arbitro  ha deciso di togliermi insieme al prestigioso obiettivo qualificazione  (cosa ben più importante),  avrei voluto pagare una parte della mia eventuale trasferta a Kiev. Pazienza.

Torno  a pensare a quanto successo e, ascoltando il nostro Presidente, il Capitano ed  il Mister e rivedendo le immagini,  continuo comunque  a provare rabbia ed orgoglio smisurati. La notte insonne passata sui social con l’adrenalina ancora in corpo non cancella nulla.

Adesso, onorato di tifare per la gloriosa Vecchia Signora (che lotta, anno dopo anno, da protagonista, per vincere) e di non essere come tutti i patetici e frustrati perdenti antijuventini, ossia quei  guardoni impotenti congelati immancabilmente  laggiù in classifica  in Campionato e costretti a gufarci in Coppa per provare a lenire le loro settimanali  sofferenze calcistiche , penso già a provare a conquistare l’epico settimo Scudetto consecutivo (e magari anche la ciliegina costituita dalla quarta Coppa Italia di seguito).

Penso già a vivere, come ogni volta, come ho raccontato prima, con la stessa sfrenata passione e la solita folle partecipazione emotiva, come se giocassi io e come sono certo che fanno tutti i veri tifosi ogni settimana, gara dopo gara, la partita di domenica contro la Sampdoria e tutte quelle successive. Per continuare a gioire e godere immensamente come siamo ben abituati a fare. Per massacrare ancora  direttamente (dal punto di vista calcistico), come da tradizione,  chi ci invidia ed odia mentre noi scriviamo, a suon di fantastici record, continue e sublimi  pagine di Storia.  Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Grazie ragazzi

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Grazie ragazzi. Sono fiero di tutti voi e dei nostri eroici tifosi che vi hanno sostenuto con passione per tutta la gara. Avevate fatto l’impresa più grande e l’arbitro ha regalato agli antisportivi tuffatori avversari un rigore che non c’è e che non si può dare soprattutto allo scadere.

Siete stati tutti sontuosi e mostruosi. E pensare che i tutti i frustrati ed impotenti antijuventini hanno il coraggio di provare miseramente a prendere in giro una Squadra cosi. E pensare che tanti “Juventini” hanno il coraggio di criticare e magari tifare contro.

Grandissimo il tanto preso di mira (e considerato un peso da certi “scienziati”) Marione Mandzukic (del quale, come sanno alcuni miei soci, avevo indovinato la rete insieme a quella di Matuidi ed al risultato di 0-3 alla fine dei tempi regolamentari). Grandissimo Khedira. Grandissimo Douglas Costa. Grandissimo Giorgione. Grandissimo Benatia. Grandissimi tutti. Immenso Gigi.

Grazie ragazzi. Da vero Juventino, sono stato, sono e sarò sempre onorato di tifare, contro tutto e tutti, per questi colori. Quelli di chi vince i Campionati perché alla distanza non incidono certi episodi. Grazie ragazzi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.