Domenica dovrà tornare la vera Juve

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Purtroppo, come molti miei soci ricordano, temevo da tempo, in modo particolare, proprio questa gara contro il Crotone. Oggi, come è accaduto spesso ultimamente contro le piccole, non abbiamo assolutamente giocato da Juve.

Tutti male (a parte Douglas Costa). Adesso, però, nonostante la comprensibile delusione, non facciamo drammi e pensiamo a vincere domenica sera. Forza ragazzi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

L’insensibile Douglas Costa fa volare la storica Capolista

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La Capolista (quella vera e storica) se ne va. Dopo aver messo sotto il Real Madrid al Bernabeu con una prova sontuosa ed essere stati eliminati in modo discutibile, ci siamo ripresentati nel Campionato in cui bastoniamo direttamente (anche con il Var)  le formazioni degli illusi e frustrati antijuventini, con un’altra gara da Juve.

Tutta la Squadra, accolta dall’entusiasmo e dalla riconoscenza dei tifosi che hanno riempito lo Stadium, ha giocato molto bene aggiudicandosi una rotonda e meritata vittoria ed allungando ulteriormente  in classifica sulla pompata seconda che aveva poco prima pareggiato. Delle menzioni particolari però le meritano, a parer mio, i marcatori e colui che, con precisione e classe,  ha loro fornito loro  i tre magici  assist.

Ebbene, il primo gol è stato realizzato,  al termine della prima frazione di gioco, dal combattivo ed efficace Marione Mandzukic, colui che quando si entra nei momenti più importanti ed il gioco si fa duro, risponde sempre  presente all’appello. Il raddoppio è stato siglato dallo sfortunato ma fortissimo ed eclettico  difensore tedesco Benedikt Höwedes che, dopo una stagione caratterizzata da continui e fastodiosi infortuni, ha finalmente potuto disputare la sua positiva seconda partita impreziosendola pure con uno spettacolare e vincente tuffo nell’area avversaria. La terza rete, infine, è stata messa a segno  dal solito intelligente ed esperto centrocampista/attaccante aggiunto Sami Khedira, giunto all’ottava marcatura e sempre bravissimo ad inserirsi ed a seguire e concludere l’azione.

Il protagonista assoluto in tutte queste azioni (e non solo) è stato, tuttavia, entrando in campo al posto di Pjanic, il mostruoso,  devastante ed inarrestabile Flash Douglas Costa con le sue portentose accelerazioni, i suoi irresistibili dribbling, i suoi proverbiali doppi passi ed i suoi decisivi passaggi. Adesso testa al Crotone. Per continuare ad inseguire l’epico Settebello Tricolore. Da Campioni per antonamsia. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Cronaca di una serata comunque epica

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Ci siamo. Sarà una serata da Juve e devo e voglio  viverla, come sempre, al Club. Dopo una giornata di lavoro trascorsa fuori sede a centinaia di chilometri di distanza, arrivo  molto carico ma in leggero ritardo e, una volta aperto il portoncino della sede, con grande emozione e piacere, sento il boato dei miei soci e capisco che è arrivato, come tutti noi tanto speravamo, già nei primissimi minuti, il  nostro auspicato vantaggio.

Salgo le scale di corsa, batto il cinque ad alcuni amici e mi godo  il replay del cross al bacio di Khedira e dell’implacabile zuccata di Mandzukic (quello dei gol nelle gare importanti). A questo punto,  mi siedo al mio solito  posto, praticamente dentro al maxischermo del  Club, espleto le consuete  formalità scaramantiche con i miei vicini compagni di battaglia (cui offro sempre delle chewingam) e comincio, come al solito, a vivere intensamente (praticamente  giocando pure io) la partita con l’immancabile adrenalina ed il tradizionale (e forse esagerato) trasporto emotivo.

Si respira l’aria delle grandi imprese. Abbiamo tutti lo sguardo giusto.  Comincia il turbinio di sensazioni vissute in apnea. Subito Higuain e di nuovo Marione sfiorano il raddoppio. Douglas Costa è imprendibile e li fa impazzire. A centrocampo, con Pjanic, Khedira e Matuidi,  pressiamo e  giochiamo.  Ci siamo. Siamo in grado di fare la voce grossa al Bernabeu. In difesa, quando attaccano loro (che non sono il supponente ed inconcludente Barcellona della serata precedente ma un comunque temibile Real che gioca in casa), li fermiamo con i prodigiosi salvataggi del concentrato e roccioso  Chiello e le chiusure dell’attento Benatia (che, come Miralem, ci era molto mancato all’andata). Capitan Gigi Buffon è in una delle sue storiche serate  in cui prende tutto e fornisce grinta e sicurezza ai compagni.

Insomma, è vera Juve. Ad un certo punto, tra  urla, applausi, arrabbiature nei confronti dei provocatori tuffatori madrileni non ammoniti e, come sempre, uno scambio di continue impressioni (quasi provando a  guidare i nostri giocatori)  con il mio Juventinissimo e competente vicino di postazione, penso e dico a lui che, visto che il primo non l’ho visto in diretta, voglio che il nostro MM17 realizzi un’altra rete.

Ebbene, passano pochi minuti e, su un assist perfetto dell’inossidabile  trenino svizzero Licht (entrato al posto dell’infortunato De Sciglio), il nostro amato Guerriero  croato la infila poderosamente e prepotentemente tra palo e portiere. Si esulta di nuovo. Esplode tutto.  Ci si abbraccia tutti come accade ogni volta che la nostra Juve va in gol.

Si continuano a sentire, provando irrefrenabili  brividi, i cori dei nostri a dir poco encomiabili e commoventi amici presenti lì a Madrid per spingere i nostri ragazzi verso il miracolo calcistico. In casa giochiamo praticamente noi. Si soffre, si grida e si combatte ancora insieme ai nostri Campioni fino al fischio dell’arbitro che sancisce la fine della prima frazione di gioco. A questo punto, naturalmente, vogliamo  tutti che l’intervallo si concluda subito. Io scambio solo qualche parola con qualcuno. Sono più silenzioso del solito e mi isolo passeggiando nervosamente fino a quando siamo  fortunatamente  di nuovo pronti a ripartire.

Si teme una nuova Cardiff con un secondo tempo timoroso ma, dopo un po’, si riprende a stare benissimo in gara e ad essere pericolosi creando i presupposti per continuare ad inseguire l’impresa. Come al solito, in mezzo a tutto quanto detto prima (grida, arrabbiature, applausi), mentre apprezzo sempre con l’esperto amico e socio schierato al suo posto, alla mia destra, il determinante apporto che sta dando lo stantuffo Matuidi in termini di sostanza, quantità e recupero di palloni, ecco che,  in serata da improvvistato indovino (spesso, però,  certe sensazioni si avvertono), gli dico che da Blaise mi aspetto (come dicevo da mesi riferendomi però ad un’eventuale finale a Kiev) un gol.

Ebbene, passano incredibilmente di nuovo solo  pochi minuti ed il nostro generoso e combattivo numero 14 approfitta dell’errore del portiere avversario e fa rotolare lentamente e  magicamente,  in qualche modo, la palla in fondo al sacco. Questa volta gli abbracci e l’esplosione sono ovviamente ancora più forti. Ci invitiamo a stare calmi perché la gara è ancora lunga e quella coppaccia è maledetta.

Adesso, purtroppo, però,  sbaglio il pronostico. Dico che manca il gol del Pipita. Gonzalo, in effetti, scaglia un buon tiro che tuttavia, non essendo angolatissimo, viene parato. Sale sempre di più la tensione. Il cuore batte sempre più forte. Ci siamo. Si entra nella fase decisiva. Zidane si è già  giocato  i cambi mentre Allegri, secondo me giustamente, vedendo che la Squadra tiene bene il campo e che, nonostante qualcuno sia stanco, tutti danno perfettamente  il loro contributo, preferisce non sconvolgere le cose per poi colpire i più provati avversari nei possibili tempi supplementari. Si soffre. Si attacca. Ci si difende.  Si gestisce la palla. Si lotta. Ci si tuffa insieme a Buffon.

Manca sempre meno e la capacità di stare fermi si azzera del tutto. Si continua a tifare e palpitare insieme agli eroi (quelli sul rettangolo di gioco e quelli del settore ospiti). Pochi pochi minuti ci separano dal 90°.   Viene indicato il recupero. Non deve finire con l’ennesima beffa.  Sarebbe il massimo fare il quarto gol ma andrebbe benissimo anche andare ai supplementari. Lo meriteremmo. Mancano trenta secondi. Il resto non mi piace  nemmeno raccontarlo.

Non è per niente giusto. Ancora una volta, questa infame orecchiuta dimostra di non essere lei  degna di noi. Sono idealmente al fianco di Gigi e degli altri. Tra andata e ritorno, considerando anche  tutti gli episodi, la grandissima Squadra che avrebbe meritato di andare in semifinale non era quella che ha vinto le ultime tre Champions su quattro  ma quella che l’ha battuta di nuovo al Bernabeu realizzando, con una rimonta a dir poco fantascientifica, un qualcosa di mitologico.

Ancora una volta, in pratica, si conferma quello che ho sempre detto riguardo alla beffarda Champions ed al fatto che, nel corso di  questo torneo,  a differenza di quanto accade in Campionato (in cui alla distanza vince il più forte), certi episodi incidono troppo e risultano irrimediabilmente decisivi. Al fischio finale, quindi, scrivo qualche post su facebook per manifestare la mia gratitudine nei confronti dei nostri stoici Campioni e per esaltare la mia sempre più infinita fierezza che scaturisce dal tifo per questa favolosa Squadra.

Nel frattempo, mentre mi appresto ad andare, con a dir poco scarso appetito,  in pizzeria con alcuni miei altrettanto provati ed incazzati soci, rifletto anche  sul fatto che,  nel pomeriggio, da non scommettitore, avevo voluto questa volta puntare (credendo da sempre nella  rimonta impossibile), 10 euro sullo  0-3.  Con quei 500 euro che l’indecente e per niente saggio (per non dire altro) arbitro  ha deciso di togliermi insieme al prestigioso obiettivo qualificazione  (cosa ben più importante),  avrei voluto pagare una parte della mia eventuale trasferta a Kiev. Pazienza.

Torno  a pensare a quanto successo e, ascoltando il nostro Presidente, il Capitano ed  il Mister e rivedendo le immagini,  continuo comunque  a provare rabbia ed orgoglio smisurati. La notte insonne passata sui social con l’adrenalina ancora in corpo non cancella nulla.

Adesso, onorato di tifare per la gloriosa Vecchia Signora (che lotta, anno dopo anno, da protagonista, per vincere) e di non essere come tutti i patetici e frustrati perdenti antijuventini, ossia quei  guardoni impotenti congelati immancabilmente  laggiù in classifica  in Campionato e costretti a gufarci in Coppa per provare a lenire le loro settimanali  sofferenze calcistiche , penso già a provare a conquistare l’epico settimo Scudetto consecutivo (e magari anche la ciliegina costituita dalla quarta Coppa Italia di seguito).

Penso già a vivere, come ogni volta, come ho raccontato prima, con la stessa sfrenata passione e la solita folle partecipazione emotiva, come se giocassi io e come sono certo che fanno tutti i veri tifosi ogni settimana, gara dopo gara, la partita di domenica contro la Sampdoria e tutte quelle successive. Per continuare a gioire e godere immensamente come siamo ben abituati a fare. Per massacrare ancora  direttamente (dal punto di vista calcistico), come da tradizione,  chi ci invidia ed odia mentre noi scriviamo, a suon di fantastici record, continue e sublimi  pagine di Storia.  Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Grazie ragazzi

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Grazie ragazzi. Sono fiero di tutti voi e dei nostri eroici tifosi che vi hanno sostenuto con passione per tutta la gara. Avevate fatto l’impresa più grande e l’arbitro ha regalato agli antisportivi tuffatori avversari un rigore che non c’è e che non si può dare soprattutto allo scadere.

Siete stati tutti sontuosi e mostruosi. E pensare che i tutti i frustrati ed impotenti antijuventini hanno il coraggio di provare miseramente a prendere in giro una Squadra cosi. E pensare che tanti “Juventini” hanno il coraggio di criticare e magari tifare contro.

Grandissimo il tanto preso di mira (e considerato un peso da certi “scienziati”) Marione Mandzukic (del quale, come sanno alcuni miei soci, avevo indovinato la rete insieme a quella di Matuidi ed al risultato di 0-3 alla fine dei tempi regolamentari). Grandissimo Khedira. Grandissimo Douglas Costa. Grandissimo Giorgione. Grandissimo Benatia. Grandissimi tutti. Immenso Gigi.

Grazie ragazzi. Da vero Juventino, sono stato, sono e sarò sempre onorato di tifare, contro tutto e tutti, per questi colori. Quelli di chi vince i Campionati perché alla distanza non incidono certi episodi. Grazie ragazzi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Stregati da Dybala e Douglas Costa

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Grazie alle prodezze magiche di  due nostri Fuoriclasse, questo pomeriggio, abbiamo conquistato tre punti molto goduriosi che ci hanno permesso di consolidare il primato e  far rosicare, anche oggi, tutti coloro che , pur facendo finta di snobbare il Campionato, gufavano per non vederci continuare a vincere nel torneo in cui li affrontiamo direttamente tutti bastonandoli ogni anno.

La gara di Benevento  non era per niente scontata. A maggior ragione dopo il pareggio contro la Spal, ho subito considerato quella di oggi e quella a Crotone le partite più insidiose. Oggi, poi, si giocava con il primo caldo stagionale  ed in mezzo alle due gare di Champions.

Alla fine, in sintesi, sono arrabbiato per i due gol e le tante occasioni concesse agli avversari e per alcune decisioni arbitrali ed estasiato per i sublimi ed imprendibili  tiri all’incrocio dei pali  di Dybala (bravo e freddo anche dal dischetto) e Douglas Costa.

Adesso, prima di proseguire la corsa verso l’epico Settebello tricolore, testa al Real per cercare di vendere cara la pelle onorando l’impegno e provando la storica impresa. Forza ragazzi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

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Generosi, poco concreti e battuti da un avversario spietato

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Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus. Mi unisco volentieri al giusto ed apprezzabile applauso dei tifosi ai nostri ragazzi.

Siamo stati generosi ed abbiamo creato tanto (essendo sfortunati in alcune situazioni) ma, alla fine, abbiamo nettamente perso contro un avversario che fino al 2-0 ci temeva ma che è complessivamente stato molto più cinico di noi (con un Cristiano Ronaldo micidiale). Del resto, i nostri avversari odierni hanno vinto tre Champions negli ultimi quattro anni non per caso.

Adesso, cercando di onorare la gara di ritorno, testa al Benevento per continuare ad inseguire l’epico Settebello trionfando nel Campionato in cui affrontiamo tutti i tragicomici antijuventini che oggi esultano da guardoni impotenti. Forza ragazzi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Equilibri fermi: la Signora vince ancora

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Sciacquatevi pure la bocca in allegria, gli equilibri sono rimasti fermi e la Signora ha vinto ancora. In una serata in cui non siamo stati brillanti, forse anche per via delle energie consumate da molti giocatori impegnati nelle Nazionali e forse anche per la testa rivolta a martedì, è bastato il minimo sforzo per battere per 3-1 i lossoneli, ancora una volta, come da tradizione, calcisticamente  bastonati allo Stadium.

Insomma, le storiche gerarchie sono state rispettate pure questa sera. Le reti di Dybala, Cuadrado (decisivo al rientro con l’ennesimo gol pesante e particolarmente godurioso) e Khedira  hanno reso inutile quella segnata dal patetico e montato capitano avversario e ci hanno regalato tre punti importantissimi.

Anche in questa occasione, i cambi sono stati azzeccatissimi: la pungente Vespa colombiana,  l’inarrestabile Douglas Costa ed il positivo Bentancur, entrando a gara in corso, hanno avuto un ottimo impatto sull’incontro e sono stati fondamentali per la conquista di un gustosissimo  successo.  Che goduria. I Campioni per antonomasia vanno a +4 e continuano la caccia all’epico Settebello. Fino alla fine.

Buona Pasqua a tutti e sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Spenti, stanchi ma sempre primi

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Contro una Spal molto chiusa,  grintosa, fallosa e non sanzionata come avrebbe meritato dall’arbitro, una Juve  stanca fisicamente e mentalmente dopo tanti difficili impegni ravvicinati, prima della sosta, ha ottenuto  solo un pareggio.

Peccato: avremmo potuto raggiungere quota 77 punti ma 75 su 87 sono comunque tanti e, al momento, ci stanno garantendo il primato. Adesso ricarichiamo le pile per ripartiere ricominciando, appena il Campionato riprenderà, a giocare da Juve.  Forza ragazzi. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Più gufano, più vinciamo

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La vera e storica Capolista va a + 4. La strada è ancora lunga ma quella di oggi è stata un’altra vittoria importantissima. I poveri gufi frustrati e perdenti vari, pure oggi, hanno dovuto sopportare l’ennesima batosta.

Contro un’Atalanta molto combattiva, i cui tesserati non avevano, del resto, augurato in settimana, lo Scudetto alla Juve (come fatto spesso da altri, dichiaratisi tifosi dei partenopei anche nelle voglie delle gare contro questi ultimi), abbiamo saputo, ancora una volta, soffrire e colpire al momento giusto confermando maturità, unità d’intenti, coinvolgimento di tutto il gruppo, solidità difensiva (zero gol subiti pure questa sera dalla migliore retroguardia) ed efficacia chirurgica in fase offensiva (migliore attacco).

Da manuale è stata la ripartenza che ha portato al primo gol del Pipita, bomber di razza freddo e preciso che ha finalizzato l’ennesima azione portentosa dell’irrefrenabile Douglas Costa. Molto positivi, tra gli altri, sono stati, a parer mio, il solito massiccio Chiello, il concentrato ed attento compagno di reparto Benatia, l’ottimo Asa ed l’altro goleador di giornata Matuidi.

Insomma, è bene che, per non continuare ad essere devastati, i fegati degli antijuventini si scansino (loro sì) di fronte alla nostra schiacciante supremazia. Puntando all’epico Settebello. Da Campioni per antonomasia. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.

Classe, grinta, sorpasso. Una domenica all’insegna della Joya

 

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La classe di un sublime Dybala e la grinta di un monumentale Chiellini riassumono benissimo, ancora una volta, le proverbiali qualità della Juve che, con giocate tecniche pregevoli e carattere, come da tradizione, domina e si erge al suo posto naturale, in vetta alla classifica.

Da grandissima Squadra, la nostra Madama controlla e gestisce la gara con solidità, organizzazione, spirito di sacrificio di tutti i suoi giocatori e dà vita, quando vuole, ad accelerazioni devastanti e manovre pungenti ed efficaci.

Vedere alternati i fraseggi rasoterra e le azioni avvolgenti alle marcature triple sull’avversario anche a fine partita, sul 2-0 per me è spettacolare. Abbiamo mantenuto ancora inviolata la porta e costruito nuovamente numerose palle gol.

La doppietta di Dybala, autore di quattro gol bellissimi e pesanti in una settimana, ha impreziosito un pomeriggio iniziato con il commovente ricordo di Astori e ci ha dato tre punti importantissimi. Quando è stato fischiato quel fallo al limite dell’area sulla sua zolla ed ancor di più quando hanno inquadrato la Joya mentre si preparava a calciare, si percepiva già che quel pallone sarebbe finito magicamente in fondo alla rete.

Il raddoppio, poi, è stato l’ennesimo esempio di come funzioni a meraviglia la nostra HD, con un Pipita che ha sbagliato un penalty e non ha segnato riuscendo però a giocare egregiamente per la Squadra ed a sfornare assist geniali e preziosi per i compagni (in particolare, in questo caso, come mercoledì a Londra, proprio per Dybala).

Anche oggi Douglas Costa è stato formidabile e determinante dando strappi alla gara, non perdendo mai nessun pallone e innescando innumerevoli azioni pericolose. Mi sono piaciuti tanto anche Marchisio a centrocampo e De Sciglio e Rugani in difesa. In generale, comunque, è stato un pomeriggio da Juve. Da vera Capolista (quella che scrive la Storia a suon di record e punta all’epico Settebello). Adesso, avanti così. Fino alla fine.

Sempre più orgogliosamente forza Le6gendaria Juventus.