L’inizio sperato

Il primo di una lunga serie. Mi fa davvero particolarmente piacere che la prima esultanza nella nostra nuova Sede dello Juventus Club di Partanna (Tp), in quest’esordio stagionale, ci sia stata regalata, su delizioso assist di Yildiz, con una rete delle sue, da bomber vero, dal mio nuovo pupillo David, un giocatore che, come ho scritto al momento del suo arrivo, mi esalta moltissimo per le sue eccelse doti.

E poi il raddoppio siglato da Vlahovic, sempre su passaggio delizioso del nostro fantastico numero 10, ha chiuso la gara in un momento delicato consegnandoci i nostri primi tre punti.

Importantissimo, sullo 0-0, era stato un salvataggio prodigioso del nostro rientrante muro difensivo Bremer, numero 3 oggi con il turbante (rievocando romanticamente quel nostro monumentale Chiello che adesso lo guarda da Dirigente).

In generale, c’è molto da migliorare ma, al momento, va bene così. Adesso testa alla prossima sfida. Ben guidati dal nostro carissimo Igor. Partita dopo partita. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Bentornato (ancora una volta), nostro grandissimo Igor

Adesso è ufficiale. Dedico con sollievo, fiducia, speranza ed affetto il mio bentornato a Casa, ancora una volta, al nostro grandissimo Igor Tudor, Bandiera da Calciatore negli anni della gloriosa Triade, viceallenatore con Pirlo (quando ha accettato questo ruolo rinunciando anche a soldi pur di essere di nuovo dei nostri), storico Uomo Juve, da sempre uno di noi.

Meno male. Ho molto sperato che, in questo momento difficile, nel quale si rincorrevano voci assurde (addirittura legate ad un possibile ulteriore oltraggio con un tragicomico cartonato del 2006 accostato alla nostra panchina), si arrivasse alla fine almeno a questa soluzione.

E così, fortunatamente, pure in questa occasione, accontentandosi di un ruolo da “traghettatore” con un contratto iniziale di pochi mesi (anche se mi dispiacerebbe tanto una sua permanenza in caso di piazzamento in Champions), Tudor ha confermato il suo amore per i nostri colori. Si è messo a disposizione e ci permetterà, in ogni caso, di programmare al meglio (si spera) il futuro.

Che dire, dopo tutto che quello che è successo in questi mesi in cui è mancato del tutto ed a tutti i livelli ogni minimo di Juventinità, avere lui sulla nostra panchina non può che farmi piacere. Non si poteva più andare avanti con un tecnico che, dopo essere stato acclamato e pompato dai soliti ridicoli “telenoncronisti scienziati” (che non conoscono probabilmente la forma del pallone) e scelto (da molto tempo) da un finora molto deludente dirigente (che poi non l’ha aiutato, supportato ed assistito come avrebbe dovuto) si è purtroppo dimostrato inadeguato in quanto integralista, presuntuoso e montato. Il problema non era verosimilmente rappresentato solo da lui e le colpe di questa stagione indegna (assolutamente non da vera Juve) vanno divise, secondo me, con proprietà, dirigenza e giocatori.

Il nostro ormai ex tecnico, tuttavia, è stato palesemente determinante in negativo non riuscendo a guidare la Squadra con realismo, duttilità tattica, capacità di preparare e leggere le partite e valorizzare e gestire i giocatori (che ha trattato come sue semplici pedine). Sono inoltre evidentemente e come non mai mancate, in questa sua breve e disastrosa parentesi, le qualità tipiche della Juve, ossia l’umiltà, la compattezza, la grinta e la fame di vittorie.

Adesso, dopo aver messo in archivio l’esperienza di quello che è stato ingaggiato per sostituire uno dei nostri tre Allenatori più vincenti di sempre e che, a causa di un fallimentare lavoro suo (e non solo), resterà oggettivamente negli annali come uno dei “nostri” peggiori, si dovrà cercare di limitare i danni ed agguantare almeno il quarto posto con Tudor.

Non sarà di certo facile ottenere risultati con uno spogliatoio confuso e disastrato e tanti elementi svalutati e sfiduciati. Servirebbe ovviamente anche il supporto di una società che non ha finora agito, a parer mio, in modo del tutto adeguato (ed anche su questo, a parer mio, andrebbero fatte delle valutazioni, da chi di dovere, a fine stagione). Vedremo. Di certo, in ogni caso, Tudor farà di tutto per cercare dare la scossa, creare uno spirito di gruppo, riportare ordine e farci lottare rabbiosamente su ogni pallone per vincere (unica cosa che conta).

Speriamo bene. Forza nostro grandissimo Igor, noi fieri Gobbi siamo onorati di averti di nuovo con noi, saremo al tuo fianco e, come sempre, non faremo mancare il nostro tifo per la nostra gloriosa Vecchia Signora con cui abbiamo scritto a lungo, in passato, insieme, tantissime, reiterate e fantastiche pagine di Storia. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Si deve tornare ad essere vera Juve

Umiltà, concentrazione, sacrificio, compattezza, ossessione per la vittoria, spirito Juve. Questo fa parte del nostro DNA. Questo significa Juventinità, quella che era stata trasmessa da altri grandissimi Uomini Juve al nostro Presidente Andrea Agnelli e che veniva quotidianamente da lui messa al servizio della sua e nostra amata Vecchia Signora. Questo ha tradizionalmente contraddistinto la nostra gloriosa Storia, costituita da reiterati, indimenticabili ed epici successi da record (conseguiti lottando e vincendo contro tutto e tutti).

Questo ci ha permesso anche di superare Farsopoli prima e di non affondare poi, davanti ad altre schifose ingiustizie, resistendo e conquistando pure, nonostante tutto quello che ci hanno vilmente di nuovo fatto, almeno qualificazioni in Champions ed una Coppa Italia (che in tantissimi avrebbero voluto veder alzare ad altri e che invece abbiamo messo noi tra i 73 trofei della nostra prestigiosa bacheca grazie ad uno dei nostri indiscutibilmente più vincenti Allenatori).

Questo è ciò che, al momento, da inizio stagione, ci sta mancando, essendo stato sostituito da azzardati proclami e presuntuose scelte, più in linea, invece, con i deliri di tanti calcisticamente perdenti commentatori e superficiali influencer. Questo è ciò che, malgrado siamo (come accaduto dal 2006 al 2010) di nuovo nelle sbagliate mani di un indegno personaggio che non ha passione ed interesse a farci vincere, spero sempre che si possa comunque far ritrovare alla Squadra. Da chi la dirige adesso (che potrà magari migliorare e capire dove si trova e cosa si deve fare) e/o, eventualmente, nei prossimi mesi, da altri protagonisti (che magari sono in qualche modo già intrisi di questa vera Juventinità).

Quello che avviene in Campo è infatti sempre lo specchio di ciò che viene determinato e voluto da chi deve costruire, formare e gestire il tutto. Ogni cosa parte da lì. Da quanto si è in grado di essere all’altezza di rappresentare quello che storicamente siamo stati. Da quanto si vuole essere vera Juve. Oggi, in un momento libero, mi sentivo di esternare qui questo mio pensiero.

Adesso tornerò probabilmente al mio silenzio che ha caratterizzato questo periodo. Silenzio dovuto a stati d’animo e situazioni varie che mi accompagnano in questi mesi e ovviamente non al fatto che io non ci metta calcisticamente la faccia nei di solito rari frangenti in cui non vince la mia amata Juve (che continuo incessantemente e naturalmente a tifare con partecipazione emotiva, sentendo sempre vicino chi voglio credere che lo faccia ancora comunque con me).

Speriamo bene per il futuro. In ogni caso, augurandoci intanto di concludere la stagione senza ulteriori giornate non da Juve e di tornare quanto prima al nostro posto, ci tengo a ribadire, con immutabile fierezza da Gobbo, quanto le inappropriate contingenze non potranno mai cancellare la Storia sopra accennata ed eternamente scolpita. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

Grazie di tutto, grandissimo Sergio Giunta

Il nostro grandissimo Sergio Giunta, storico massaggiatore della nostra amata Juve dal 1994 al 2007, uno degli importanti artefici di un nostro assolutamente favoloso ed indelebile ciclo vincente (quello della nostra gloriosa Triade), oggi ci lascia fisicamente ma il ricordo di lui rimarrà indiscutibilmente sempre vivo, insieme al suo quotidiano, oscuro e prezioso lavoro svolto in quei trionfali anni, alla ritualità dei suoi gesti di affetto nei confronti dei nostri Campioni di allora ed alla bellezza delle sue esultanze in occasione di tutti quei magici ed incancellabili successi (tra cui quella sfrenata del mitico 5 maggio del 2002).

Io, inoltre, ho sempre conservato e conserverò sempre con particolari affetto e cura questa foto scattata con lui a Torino nel maggio del 2011 nell’ambito di un dibattito su Farsopoli, a margine del quale, nei minuti in cui abbiamo piacevolmente avuto modo di parlare, mentre lo ringraziavo di persona per tutto quanto sopra illustrato, mi ha dimostrato spiccate affabilità, umiltà, simpatia, ammirazione per la mia Sicilia e fierezza Juventina.

Grazie ancora di tutto, immenso protagonista della nostra prestigiosa Storia. Sarai sempre con noi. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Grazie di tutto, nostro mitico TotòGol

Grazie di tutto, grandissimo Totò Schillaci.

In un periodo durissimo in cui non sono molto in vena di scrivere, non posso non dedicare sentitamente un commosso pensiero ad uno dei miei più grandi idoli calcistici di sempre.

Salvatore Schillaci (ai cui familiari manifesto idealmente qui la mia vicinanza in questo doloroso momento) ha fatto sognare tantissime persone ed è stato l’eroico protagonista di un’autentica favola calcistica (dal sapore speciale per un ragazzino siciliano come me, allora contentissimo di poter ammirare un conterraneo giocare e segnare nell’amata Juve).

Con le sue mitiche reti, in quei bellissimi anni della mia spensierata giovinezza, mi ha regalato emozioni assolutamente indimenticabili ed indelebili (che ho allora gioiosamente condiviso con i miei cari e che resteranno sempre scolpite nel mio cuore).

Non ho mai scordato e ricorderò sempre con nostalgia ed affetto quanto ho desiderato vederlo convocato in Nazionale per i Mondiali del 1990 dopo quella sua prima stagione in Bianconero (in cui aveva contribuito a farci vincere Coppa Uefa e Coppa Italia), quanto ho sperato di vederlo subentrare in quella prima partita della competizione iridata dell’Italia contro l’Austria, quanto ho esultato sfrenatamente al suo gol decisivo segnato poco dopo, quanto ho festeggiato intensamente poi anche per ogni sua altra rete determinante in quelle favolose notti magiche di cui lui è stato il protagonista indiscusso (nonché il capocannoniere), nel corso di una stupenda estate italiana fantasticamente caratterizzata da quei suoi occhi spiritati che avevano colpito ed esaltato anche il mio carissimo Papà perché specchio del suo spirito di sacrificio e della sua voglia di vincere (tali da far sembrare profeticamente ispirato a lui lo storico inno di quei Mondiali, canzone il cui ascolto, proprio per tutto quello che rievoca, mi ha sempre fatto venire i brividi).

Che ricordi splendidi. Quando segnava lui, per me, era come se lo facessi io (che ne ho allora anche fortemente voluto ed apprezzato la maglietta, la bandiera, il diario ed il libro a lui dedicati, oggetti che custodisco e custodirò sempre gelosamente). Ero fiero di lui. Era il mio beniamino e, anche dopo esserci rimasto male quando è andato via dalla Juve, sono tornato a seguirlo con simpatia nel ricordo di quanto da lui fatto da calciatore della sua e nostra Squadra del cuore.

Negli ultimi anni, infine, da membro di uno JOFC, in occasione di eventi organizzati da amici comuni, avrei avuto tante volte la possibilità incontrarlo di persona ma, probabilmente per timidezza e per il timore di restare in qualche modo deluso (senza poter magari dire tutto quello che avrei voluto ad un mio mito), non l’ho mai fatto. Mi resta questo rimpianto. Mi sarebbe piaciuto ringraziarlo anche di presenza. Adesso, profondamente dispiaciuto per quanto purtroppo accaduto, posso farlo solo in modo ideale.

Grazie di tutto e per sempre, nostro eterno TotòGol.

Proviamo a scrivere altre pagine di Storia. Uniti e fieri.

La nostra amata Juventus, al termine di una sessione di mercato particolarmente intensa, si appresta a farci vivere una stagione che speriamo comunque possa essere avvincente.

Anche se, per vari motivi, non sarà per niente semplice, spero che possano esserci i presupposti per provare presto ad aprire un nuovo importante ciclo e prenderci magari, nel tempo, altre soddisfazioni come quelle che hanno tradizionalmente caratterizzato tanti bellissimi periodi da noi vissuti insieme.

Abbiamo tanti nuovi acquisti, vari giocatori non molto esperti ma con buone potenzialità e diverse caratteristiche come esplosività, corsa, visione di gioco, tecnica, fantasia, dribbling (Conceição è, ad esempio, tra i migliori d’Europa in questo fondamentale), capacità di saltare così l’uomo e dare superiorità, tempismo negli inserimenti e/o tiro da fuori (Koopmeiners potrebbe permetterci, in tal senso, di riavere magari finalmente anche uno stoccatore alla Pavel Nedved), duttilità, funzionalità, freschezza atletica e voglia (in certi casi ostinata) di indossare la nostra gloriosa Maglia (in particolare Nico Gonzalez ed il suddetto Teun, con la loro gioia provata nel primo giorno in Bianconero, hanno emozionato anche me).

Abbiamo inoltre un nuovo Mister, il giovane ed ambizioso Thiago Motta che dovrà dimostrare di meritare la nostra prestigiosa panchina e che, per una significativa e speriamo beneaugurante coincidenza, è stato ufficializzato nella stessa data in cui, 30 anni esatti prima, un certo Marcello Lippi prendeva il posto di un altro grandissimo nostro Allenatore come Giovanni Trapattoni (che, proprio come ha fatto Massimiliano Allegri quest’anno, concludeva allora un triennio caratterizzato da un trofeo dopo aver comunque vinto con noi tantissimo in un altro lungo e glorioso precedente ciclo Juventino).

Che dire, non sarebbe per niente male se, in base ai corsi e ricorsi storici, nonostante alcune evidenti differenze, Motta potesse riuscire davvero a rappresentare per noi, dopo Allegri, quello che Lippi ha rappresentato dopo Trapattoni. Sarebbe bellissimo vedere così un giorno anche lui realizzare l’impresa di entrare a far parte del gotha dei nostri tecnici più vincenti di sempre insieme ai tre sopra citati (a cui noi che li abbiamo tutti molto apprezzati siamo stati e resteremo sempre legati e per cui parlano e parleranno sempre, in modo indelebile, inconfutabile ed oggettivo, i titoli in bacheca, l’unica cosa che conta). Chissà. Mai dire mai.

Detto ciò, come sempre, sarà determinante e decisivo che vi siano giocatori in grado di dimostrare classe e personalità, trascinare i compagni sul Campo e fare realmente la differenza con continuità. Inoltre, come sempre, occorrerà avere anche la stabilità ed il supporto della Società durante tutta la stagione e servirà, come finalmente sembra stia accadendo, che vi sia unità d’intenti e che si sia liberi da fardelli legati ad ingiuste penalizzazioni e restrizioni.

Ripeto, con l’auspicata presenza di tutti questi ingredienti, mi auguro comunque che anche questo nuovo corso, malgrado la pesante assenza di veri Agnelli (storici Uomini Juve) al comando, possa permetterci di puntare quanto prima ad inseguire nuovi successi (per conquistare i quali, tuttavia, dovremo sempre cercare di essere, come ben sappiamo, più forti di tutto e tutti). Speriamo bene.

Io potrei probabilmente continuare a non sentirmi ancora di scrivere post su post al riguardo come avrei invece fatto in passato. Ci tenevo, però, a pubblicare questo ed a ribadire anche qui che ciò che è per me basilare, dal punto di vista calcistico ed in nome di questa nostra comune grandissima passione, è pensare che, in qualche modo, partita dopo partita, tiferemo ed esulteremo sempre e comunque insieme per ogni nostro gol ed ogni vittoria della nostra gloriosa Squadra del cuore. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Per sempre insieme

Per sempre insieme. È durissima ma qui tutto continua comunque ad andare avanti ed io (portandoTi e portandoVi sempre nel cuore) mi sto sforzando di non mollare e di adeguarmi. E cerco di farlo anche ora che sta per iniziare la nuova stagione calcistica della nostra gloriosa Juve (che significativamente presenterà sulla terza Maglia la nostra cara Zebra, storico e nostalgico stemma dei nostri comuni anni sereni della mia infanzia, quello che si trovava anche nella più preziosa delle figurine che allora compravamo).

È vero che non possiamo e non potremo più parlare materialmente anche di tutto ciò (cosa che, insieme a tutto il resto, mi manca e mancherà costantemente ed immensamente) ma voglio credere che continueremo comunque a condividere ancora e sempre, tra le altre cose, questa nostra grande passione (che ci ha tradizionalmente a lungo fatto provare emozioni e momenti di soddisfazione).

Devo e voglio assolutamente pensare che saremo sempre insieme anche durante ogni nuova partita, ad iniziare da quella odierna tifando così, in ogni caso ed in qualche modo, ancora uniti e fieri, per la nostra amata Squadra. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Grazie di tutto, nostro immenso Max Allegri

Grazie di tutto, immenso Max. Contro tutto e tutti. Ci salutiamo così, ancora una volta vincendo ed esultando insieme dopo aver conquistato un successo particolarmente esaltante, godurioso e significativo in un’indimenticabile e trionfale serata dalle fortissime ed intense emozioni che mi porterò per sempre dentro con affetto e fierezza.

Essere ancora una volta (come da tradizione) nella Curva festante dell’Olimpico, insieme ad altre decine di migliaia di tifosi come me in visibilio (che ieri ti sei voluto godere, in un momento iconico ed emblematico e da brividi, per l’ultima volta, con il tuo Staff e la tua Squadra) è stato davvero speciale.

Nostro storico Mister ( indiscutibilmente uno dei tecnici più titolati di sempre), hai così concluso ancora una volta da vincitore, come e quando hai voluto, prendendo tutto e tutti di petto in modo coraggioso, anche questa tua seconda difficile esperienza nella tua e nostra amata Juve.

Come in un film dalle forti sensazioni, prima mi hai gasato per come mi hai rappresentato nelle sacrosante proteste, poi hai vinto con noi un’importante gara preparata in modo impeccabile, hai esultato al fischio finale, ti sei tolto pesanti sassolini dalle scarpe (dopo aver dovuto affrontare da solo, da almeno un anno e mezzo, porcate su porcate contro la tua persona e la Juve) ed infine sei stato giustamente festeggiato dai tuoi giocatori, in momenti di estasi collettiva per tutti noi fieri Gobbi. E così ci si saluta aggiungendo un altro trofeo ai favolosi ed indelebili 11 del tuo grandioso ed epocale precedente quinquennio in Bianconero.

Grandissimo Mister, grazie ancora di tutto. Per sempre uno di noi. Per sempre uno dei più grandi protagonisti della nostra gloriosa Storia. Fino alla fine.

E, anche grazie a te, sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.