Per sempre con noi.

Grazie di tutto, nostro immenso Gianluca Vialli. Sono certo che starai già abbracciando Lassù i tuoi cari. Utilizzo adesso per te, con il cuore, le parole che tu hai sentitamente pronunciato, in lacrime e singhiozzando, durante i funerali del tuo amico, ex compagno e costante Angelo Custode Andrea Fortunato: “Speriamo che in Paradiso ci sia una squadra di calcio, perché tu possa continuare ad essere felice correndo dietro ad un pallone”. Adesso vi immagino sorridere e giocare insieme.

Non scorderò mai quello che hai fatto per la Juve ed il modo in cui hai affrontato la malattia. In particolare, hai avuto un’importanza basilare nel fare tornare lo Scudetto a casa, nella stagione 1994/1995, dopo nove anni di esilio e nel contribuire fortemente ad aprire un nostro fantastico ciclo vincente. Con l’arrivo di Lippi, infatti, convinto dal tecnico viareggino a restare alla Juve per aiutarlo, da leader e trascinatore, a creare un gruppo compatto ed a trasmettere la mentalità vincente a tutta la Squadra, ti e ci hai regalato, dando l’esempio a tutti e prendendoci letteralmente per mano, momenti calcisticamente favolosi ed esaltanti.

Come dimenticare il tuo gol in rovesciata alla nella tua città, contro la Cremonese (primo di diversi altri segnati in acrobazia) dopo aver provato e riprovato in settimana tale gesto proprio insieme a Lippi che ti coccolava per farti sbloccare. Come dimenticare la tua doppietta alla Fiorentina con il pallone preso dalla rete e portato a centrocampo per provare a completare la grandiosa rimonta della svolta, poi portata a compimento con uno dei gol più belli di Alessandro Del Piero. Come dimenticare i tuoi tanti altri gol (frutto di tecnica e potenza), il tuo costante pressing, la tua proverbiale carica, il tuo prezioso carisma, la tua spiccata personalità ed il tuo coinvolgente spirito Juve.

Come dimenticare le tue lacrime di gioia (dopo aver umanamente rifiutato di calciare i rigori per quello che era successo in una finale precedente) mentre, in ginocchio, esultavi, in modo liberatorio, per la conquista della Coppa dalle grandi orecchie (che hai meritatamente alzato da Capitano). Come dimenticare la tua profonda sensibilità. Come dimenticare la tua grandissima forza morale. Per quanto sopra scritto e per tanto altro ancora, ti ringrazierò e ricorderò sempre con autentica gratitudine e sincero affetto, nostro indomito Capitano. Onore a te.

Per sempre. Fino alla fine. “Oi oi oi…oi oi oi…Luca Vialli segna per noi…”.

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