Grazie sempre e comunque. Mi dispiace ma, evidentemente, per responsabilità sue ed anche di altri che, a differenza sua, non hanno ancora mai dimostrato, in nessuna veste, di essere da vera Juve e che hanno per me la colpa prima di averlo tenuto in panchina senza aver mai pienamente creduto in lui, poi di non averne assecondato adeguatamente le richieste sul mercato e infine di non averlo protetto (anche di fronte a scempi di arbitri e var), doveva andare così. I risultati di quest’inizio di stagione hanno spinto chi deve prendere le decisioni (e spero possa adesso cominciare ad azzeccarle) a fare questa scelta per provare ad invertire quella che era diventata una bruttissima tendenza.
Mi dispiace tanto. Avevo accolto il nostro carissimo Igor con entusiasmo e fiducia ed avevo molto sperato in lui sapendo quanto ci tenesse ad allenare la sua e nostra Juve. Va per me comunque ringraziato per aver accettato l’incarico l’anno scorso in un’altra situazione difficile e per aver contribuito a farci centrare la qualificazione ricompattando e caricando il gruppo in quel delicato frangente. Adesso è andata male ma io continuerò a portarlo sempre e comunque nel cuore per averci provato e naturalmente soprattutto per tutto ciò che ha fatto e vinto con noi durante la sua carriera calcistica mostrando sempre profondo attaccamento per i nostri colori. Detto ciò, come aveva giustamente lui stesso detto qualche mese fa, non poteva bastargli la grande Juventinità per restare a lungo il nostro tecnico (e purtroppo altri, in prima Squadra e nel settore giovanile, hanno già vissuto esperienze simili alla sua).
La presenza di giocatori probabilmente non adatti alle sue idee (e che devono ancora farci capire di meritare di indossare la nostra prestigiosa Maglia), una dirigenza che l’aveva scelto come un ripiego, la testardaggine e mancanza di flessibilità da lui palesate in alcuni momenti ed alcune sue dichiarazioni poco diplomatiche nei confronti della società (una nuova figura da lui definita come un “signore ancora non conosciuto” e la frecciata parlando di giocatori del Como scelti da Fabregas come cosa rara) hanno probabilmente contribuito a rendere tutto troppo difficile. Non si è creata la necessaria e fondamentale alchimia con la dirigenza (che, come detto, a parer mio, non è per niente esente da responsabilità).
Che dire, quando le cose non vanno bene, non potendo cambiare tutti (o quasi) i giocatori (alcuni irritanti anche da più da anni) o chi siede dietro le scrivanie e dovrebbe ben costruire la rosa e programmare, è purtroppo diffuso che, per provare a migliorare, nonostante gli errori siano probabilmente condivisi, si assista ad un avvicendamento nella guida tecnica. E quindi siamo all’ennesimo cambiamento. Tutto ciò non è da vera Juve (concetto che ci tengo a ribadire) ma, del resto, da quando non c’è più Andrea Agnelli (il Presidente del nostro epocale novennio tricolore da epico record) ed a decidere in alto è indegnamente di nuovo tornato il non appassionato ed emotivamente coinvolto parente, va così.
Speriamo di poter fare meglio con il prossimo allenatore per provare, nonostante tutto, malgrado la suddetta proprietà poco appassionata, qualche lacuna societaria e la persistente mancanza di giocatori di personalità e qualità in ruoli fondamentali, a tornare quanto prima, a lottare per vincere. In linea con la nostra gloriosa Storia di cui Igor è stato protagonista da calciatore e che è caratterizzata da “soli” 73 trofei conquistati contro tutto e tutti. Come da tradizione. Uniti e fieri. Fino alla fine.
Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.
