Grazie di tutto, nostro mitico TotòGol.

Grazie di tutto, grandissimo Totò Schillaci.

In un periodo durissimo in cui non sono molto in vena di scrivere, non posso non dedicare sentitamente un commosso pensiero ad uno dei miei più grandi idoli calcistici di sempre.

Salvatore Schillaci (ai cui familiari manifesto idealmente qui la mia vicinanza in questo doloroso momento) ha fatto sognare tantissime persone ed è stato l’eroico protagonista di un’autentica favola calcistica (dal sapore speciale per un ragazzino siciliano come me, allora contentissimo di poter ammirare un conterraneo giocare e segnare nell’amata Juve).

Con le sue mitiche reti, in quei bellissimi anni della mia spensierata giovinezza, mi ha regalato emozioni assolutamente indimenticabili ed indelebili (che ho allora gioiosamente condiviso con i miei cari e che resteranno sempre scolpite nel mio cuore).

Non ho mai scordato e ricorderò sempre con nostalgia ed affetto quanto ho desiderato vederlo convocato in Nazionale per i Mondiali del 1990 dopo quella sua prima stagione in Bianconero (in cui aveva contribuito a farci vincere Coppa Uefa e Coppa Italia), quanto ho sperato di vederlo subentrare in quella prima partita della competizione iridata dell’Italia contro l’Austria, quanto ho esultato sfrenatamente al suo gol decisivo segnato poco dopo, quanto ho festeggiato intensamente poi anche per ogni sua altra rete determinante in quelle favolose notti magiche di cui lui è stato il protagonista indiscusso (nonché il capocannoniere), nel corso di una stupenda estate italiana fantasticamente caratterizzata da quei suoi occhi spiritati che avevano colpito ed esaltato anche il mio carissimo Papà perché specchio del suo spirito di sacrificio e della sua voglia di vincere (tali da far sembrare profeticamente ispirato a lui lo storico inno di quei Mondiali, canzone il cui ascolto, proprio per tutto quello che rievoca, mi ha sempre fatto venire i brividi).

Che ricordi splendidi. Quando segnava lui, per me, era come se lo facessi io (che ne ho allora anche fortemente voluto ed apprezzato la maglietta, la bandiera, il diario ed il libro a lui dedicati, oggetti che custodisco e custodirò sempre gelosamente). Ero fiero di lui. Era il mio beniamino e, anche dopo esserci rimasto male quando è andato via dalla Juve, sono tornato a seguirlo con simpatia nel ricordo di quanto da lui fatto da calciatore della sua e nostra Squadra del cuore.

Negli ultimi anni, infine, da membro di uno JOFC, in occasione di eventi organizzati da amici comuni, avrei avuto tante volte la possibilità incontrarlo di persona ma, probabilmente per timidezza e per il timore di restare in qualche modo deluso (senza poter magari dire tutto quello che avrei voluto ad un mio mito), non l’ho mai fatto. Mi resta questo rimpianto. Mi sarebbe piaciuto ringraziarlo anche di presenza. Adesso, profondamente dispiaciuto per quanto purtroppo accaduto, posso farlo solo in modo ideale.

Grazie di tutto e per sempre, nostro eterno TotòGol.

Proviamo a scrivere altre pagine di Storia. Uniti e fieri.

La nostra amata Juventus, al termine di una sessione di mercato particolarmente intensa, si appresta a farci vivere una stagione che speriamo comunque possa essere avvincente.

Anche se, per vari motivi, non sarà per niente semplice, spero che possano esserci i presupposti per provare presto ad aprire un nuovo importante ciclo e prenderci magari, nel tempo, altre soddisfazioni come quelle che hanno tradizionalmente caratterizzato tanti bellissimi periodi da noi vissuti insieme.

Abbiamo tanti nuovi acquisti, vari giocatori non molto esperti ma con buone potenzialità e diverse caratteristiche come esplosività, corsa, visione di gioco, tecnica, fantasia, dribbling (Conceição è, ad esempio, tra i migliori d’Europa in questo fondamentale), capacità di saltare così l’uomo e dare superiorità, tempismo negli inserimenti e/o tiro da fuori (Koopmeiners potrebbe permetterci, in tal senso, di riavere magari finalmente anche uno stoccatore alla Pavel Nedved), duttilità, funzionalità, freschezza atletica e voglia (in certi casi ostinata) di indossare la nostra gloriosa Maglia (in particolare Nico Gonzalez ed il suddetto Teun, con la loro gioia provata nel primo giorno in Bianconero, hanno emozionato anche me).

Abbiamo inoltre un nuovo Mister, il giovane ed ambizioso Thiago Motta che dovrà dimostrare di meritare la nostra prestigiosa panchina e che, per una significativa e speriamo beneaugurante coincidenza, è stato ufficializzato nella stessa data in cui, 30 anni esatti prima, un certo Marcello Lippi prendeva il posto di un altro grandissimo nostro Allenatore come Giovanni Trapattoni (che, proprio come ha fatto Massimiliano Allegri quest’anno, concludeva allora un triennio caratterizzato da un trofeo dopo aver comunque vinto con noi tantissimo in un altro lungo e glorioso precedente ciclo Juventino).

Che dire, non sarebbe per niente male se, in base ai corsi e ricorsi storici, nonostante alcune evidenti differenze, Motta potesse riuscire davvero a rappresentare per noi, dopo Allegri, quello che Lippi ha rappresentato dopo Trapattoni. Sarebbe bellissimo vedere così un giorno anche lui realizzare l’impresa di entrare a far parte del gotha dei nostri tecnici più vincenti di sempre insieme ai tre sopra citati (a cui noi che li abbiamo tutti molto apprezzati siamo stati e resteremo sempre legati e per cui parlano e parleranno sempre, in modo indelebile, inconfutabile ed oggettivo, i titoli in bacheca, l’unica cosa che conta). Chissà. Mai dire mai.

Detto ciò, come sempre, sarà determinante e decisivo che vi siano giocatori in grado di dimostrare classe e personalità, trascinare i compagni sul Campo e fare realmente la differenza con continuità. Inoltre, come sempre, occorrerà avere anche la stabilità ed il supporto della Società durante tutta la stagione e servirà, come finalmente sembra stia accadendo, che vi sia unità d’intenti e che si sia liberi da fardelli legati ad ingiuste penalizzazioni e restrizioni.

Ripeto, con l’auspicata presenza di tutti questi ingredienti, mi auguro comunque che anche questo nuovo corso, malgrado la pesante assenza di veri Agnelli (storici Uomini Juve) al comando, possa permetterci di puntare quanto prima ad inseguire nuovi successi (per conquistare i quali, tuttavia, dovremo sempre cercare di essere, come ben sappiamo, più forti di tutto e tutti). Speriamo bene.

Io potrei probabilmente continuare a non sentirmi ancora di scrivere post su post al riguardo come avrei invece fatto in passato. Ci tenevo, però, a pubblicare questo ed a ribadire anche qui che ciò che è per me basilare, dal punto di vista calcistico ed in nome di questa nostra comune grandissima passione, è pensare che, in qualche modo, partita dopo partita, tiferemo ed esulteremo sempre e comunque insieme per ogni nostro gol ed ogni vittoria della nostra gloriosa Squadra del cuore. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Per sempre insieme.

Per sempre insieme. È durissima ma qui tutto continua comunque ad andare avanti ed io (portandoTi e portandoVi sempre nel cuore) mi sto sforzando di non mollare e di adeguarmi. E cerco di farlo anche ora che sta per iniziare la nuova stagione calcistica della nostra gloriosa Juve (che significativamente presenterà sulla terza Maglia la nostra cara Zebra, storico e nostalgico stemma dei nostri comuni anni sereni della mia infanzia, quello che si trovava anche nella più preziosa delle figurine che allora compravamo).

È vero che non possiamo e non potremo più parlare materialmente anche di tutto ciò (cosa che, insieme a tutto il resto, mi manca e mancherà costantemente ed immensamente) ma voglio credere che continueremo comunque a condividere ancora e sempre, tra le altre cose, questa nostra grande passione (che ci ha tradizionalmente a lungo fatto provare emozioni e momenti di soddisfazione).

Devo e voglio assolutamente pensare che saremo sempre insieme anche durante ogni nuova partita, ad iniziare da quella odierna tifando così, in ogni caso ed in qualche modo, ancora uniti e fieri, per la nostra amata Squadra. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Grazie di tutto, nostro immenso Max Allegri.

Grazie di tutto, immenso Max. Contro tutto e tutti. Ci salutiamo così, ancora una volta vincendo ed esultando insieme dopo aver conquistato un successo particolarmente esaltante, godurioso e significativo in un’indimenticabile e trionfale serata dalle fortissime ed intense emozioni che mi porterò per sempre dentro con affetto e fierezza.

Essere ancora una volta (come da tradizione) nella Curva festante dell’Olimpico, insieme ad altre decine di migliaia di tifosi come me in visibilio (che ieri ti sei voluto godere, in un momento iconico ed emblematico e da brividi, per l’ultima volta, con il tuo Staff e la tua Squadra) è stato davvero speciale.

Nostro storico Mister ( indiscutibilmente uno dei tecnici più titolati di sempre), hai così concluso ancora una volta da vincitore, come e quando hai voluto, prendendo tutto e tutti di petto in modo coraggioso, anche questa tua seconda difficile esperienza nella tua e nostra amata Juve.

Come in un film dalle forti sensazioni, prima mi hai gasato per come mi hai rappresentato nelle sacrosante proteste, poi hai vinto con noi un’importante gara preparata in modo impeccabile, hai esultato al fischio finale, ti sei tolto pesanti sassolini dalle scarpe (dopo aver dovuto affrontare da solo, da almeno un anno e mezzo, porcate su porcate contro la tua persona e la Juve) ed infine sei stato giustamente festeggiato dai tuoi giocatori, in momenti di estasi collettiva per tutti noi fieri Gobbi. E così ci si saluta aggiungendo un altro trofeo ai favolosi ed indelebili 11 del tuo grandioso ed epocale precedente quinquennio in Bianconero.

Grandissimo Mister, grazie ancora di tutto. Per sempre uno di noi. Per sempre uno dei più grandi protagonisti della nostra gloriosa Storia. Fino alla fine.

E, anche grazie a te, sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Tradizione rispettata.

Che goduria. Missione compiuta. Ancora una volta. E così, contro tutto e tutti, abbiamo conquistato il nostro 73° trofeo ufficiale. Scrivo questo post mentre sono ancora letteralmente esausto come se avessi giocato, senza voce ma in estasi per aver provato di nuovo queste intense sensazioni.

Le solite. Sempre stupende. Esultanza, sofferenza, cori, abbracci (anche con sconosciuti), urla liberatorie, premiazione, Squadra che viene ad alzare la Coppa ed a festeggiare sotto la nostra calorosa ed entusiasta Curva, inni, gioia condivisa, brividi.

Sensazioni che ho provato di nuovo proprio come avvenuto nelle altre 4 precedenti finali di Coppa Italia vissute (accompagnando ogni azione e guardando il cronometro ogni 20/30 secondi) e vinte sempre qui con Allegri in panchina. E così, considerata l’assenza di 2 anni fa e la necessità scaramantica di tornare ad esservi a qualsiasi costo ed in ogni modo, sono così per me 5 su 5 al fianco della Juve di Max.

È stata un’altra stancante ma bellissima giornata in cui ho conosciuto nuovi compagni di tifo e riabbracciato vecchi amici Juventini di altri Club. Anche se si può parlare di una Coppa minore (di solito la nostra gustosa ciliegina sulla torta), è sempre un trofeo ufficiale che fa estremamente piacere conquistare e mettere in bacheca.

I nostri generosi ragazzi, come speravo, hanno disputato una partita seria mettendo in campo concentrazione ed orgoglio e lottando su ogni pallone. Il nostro grandioso Mister ha vinto ancora con noi ed è stato esaltante vederlo giustamente protestare contro un criminale vestito di giallo, significativo vederlo andare a complimentarsi con tutti gli avversari e commovente vederlo celebrare dai suoi giocatori.

Abbiamo strameritato il successo e, dopo essere passati in vantaggio con la pesante e decisiva rete del nostro combattivo Vlahovic, avremmo anche potuto vincere con più gol di scarto se fossimo stati più precisi e fortunati e meno danneggiati da un vergonoso arbitraggio a senso unico.

E pensare che ci davano tutti per sfavoriti e che anche moltissimi tifosi per cui il “fino alla fine” è solo evidentemente uno slogan vuoto pensavano di dover vedere dominare la pompata formazione avversaria. Mi “dispiace” per tutti i poveri frustrati antijuventini (arbitri, vertici federali, opinionisti e telenoncronisti compresi) e per quei personaggi inqualificabili che si dichiarano indegnamente “juventini” e che tifavano contro (cosa che trovo assurda e disgustosa).

Si, mi “dispiace” per loro mentre vivo sensazioni orgasmiche. Perché chi ama la Juve, la sostiene sempre, crede sempre in lei e può così godere delle sue tradizionali e bellissime vittorie. E, in attesa di poter presto ricominciare a lottare per primeggiare anche nelle altre competizioni, arricchiamo comunque ulteriormente il nostro fantastico Museum. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Storiche gerarchie.

Seconda Stella 42 anni fa. Senza ridicoli cartoni guidorossiani come quello da altri autoattribuitosi tramite un proprio penoso tifoso ed ex consigliere di amministrazione al termine di un Campionato neanche oggetto di “indagine” in cui erano arrivati terzi , nell’ambito di una vergognosa farsa (che non ha riscontrato nostre partite truccate) e per motivi “etici” falsi come certi passaporti da loro prodotti (vero illecito come quello del 5-4-4 contenuto in “sante” telefonate “sfuggite”).

Terza Stella nel 2012. Record dei 102 punti (non battuto da altri neanche quest’anno, nemmeno con continue e reiterate applicazioni personalizzate ed a senso unico del regolamento da parte di arbitri e var, numerosi imbarazzanti audio provenienti da Lissone e mancate squalifiche sostituite da beceri “abbracci federali”).

Record (ancor più significativo, prestigioso e difficile da battere ed al quale più tengo) dei 9 epici Scudetti consecutivi (espressione di un dominio lunghissimo, epocale ed orgasmico).

Primato nel computo dei Tricolori e dei Titoli complessivi conquistati che sancisce in modo devastante e deciso le naturali, storiche e goduriose gerarchie.

Che dire, mentre in tanti (anche in numerosi demenziali mass merdia), a quanto pare, come avvenuto l’anno scorso per un’altra squadretta di tradizionali sconfitti, fanno di tutto in questi giorni per cercare di enfatizzare un isolato tricolore da loro ottenuto dopo aver provato invece miseramente a sminuire quelli che definivano i nostri 9 “scudettini” di fila e mentre vedo che ci sono i soliti biechi personaggini amanti del cartone intenti a blaterare e delirare dando tragicomicamente i numeri e desiderando addirittura (pure per altri Campionati conclusi neanche da secondi e magari in mezzo alle offese dei propri sostenitori come nel 2006) altri sgangherati tavolini (forse perché ancora sotto effetto dei caffè con le pillole herreriane), io, provando pena per tutti questi calcisticamente inferiori, proprio nel giorno dell’anniversario di una nostra importante vittoria conquistata in una partita in cui, con il solito viscido metodo, è stato volutamente dato ampio risalto ad un episodio simile ad altri che non sono praticamente quasi mai stati puniti con il calcio di rigore (nel nostro ed in altri tornei), pubblico questo post riassuntivo e celebrativo con piacere e con la mia consueta fierezza Gobba. Perché la vera Storia continua a parlare chiaro. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

“Breve” riflessione.

Oggi, dopo tanto tempo, in un momento libero, mi va di tornare occasionalmente qui a scrivere e pubblicare una “breve” considerazione. Prima di andare al dunque, però, a scanso di equivoci, ci tengo ad evidenziare che questa mia assenza dai (che ha riguardato anche il mese gennaio, quando stavamo ancora vincendo partite su partite) non è ovviamente legata (come chi mi conosce può ben immaginare) a vicende calcistiche in generale ed ai risultati di quest’ultima parte di stagione in particolare.

Eccomi comunque pronto ad esprimere il mio pensiero sulla solita demenziale, sgradevole ed ossessiva campagna di odio che (di sfuggita, essendo ultimamente poco presente e per niente appassionato alla questione) ho visto accentuarsi e degenerare sempre di più (soprattutto sul web), in modo superficiale e tossico (figlio dei tempi), contro il nostro pluridecorato Mister Massimiliano Allegri (ossia colui che ha indelebilmente conquistato con noi “soltanto” 5 Scudetti consecutivi, 4 Coppe Italia di fila e 2 Supercoppe italiane).

Noto che si sta esasperando sempre di più l’infantile guerra di religione contro quelli che sono definiti “allegriani” solo perché, essendo semplicemente Juventini, hanno la “colpa” di aver provato e di provare riconoscenza nei confronti di uno degli Allenatori più vincenti della prestigiosa Storia della Juventus ed “incredibilmente” hanno commesso e commettono l'”errore” di tifare sempre (anche in questi ultimi tre anni ed in questi recenti mesi), partita dopo partita, per la propria Squadra del cuore.

So che probabilmente, con questo post, mi esporrò a possibili “intelligenti” derisioni o “civili” aggressioni da parte di qualche appartenente all’esercito degli allegriout, ossia da parte di qualcuno di coloro che, in questo clima insano e delirante, sono arrivati anche a rinnegare ed offendere, tra gli altri, perfino l’immenso Direttore Luciano Moggi (che capisce di calcio “leggermente” di più rispetto a qualche imbararazzante buffone che è passato a pontificare dalla bobotv a raisporc) per avere ovviamente e saggiamente parlato di nuovo bene di Allegri (cosa che hanno spesso fatto, del resto, anche il grandissimo Marcello Lippi e vari importanti ex calciatori anche della Juve, tra cui tantissimi di quelli da lui allenati).

Ognuno è libero di pensarla come vuole ma io, nella vita in generale e nel mio essere tifoso in particolare, come chi mi conosce sa, sono sempre stato grato nei confronti di chi mi ha regalato a lungo indimenticabili ed incancellabili gioie e non ho mai apprezzato vedere denigrare ed offendere, per alcuni errori, coloro che per tantissimo tempo hanno mostrato il loro valore ed ottenuto importanti e storici risultati. Fortunatamente, tutto questo letame viene assurdamente sputato contro Allegri non da tutti (come si può ad esempio ascoltare allo Stadium, con i cori di una Curva Sud giustamente dotata di memoria ed encomiabile nel sostenere i propri colori e chi li onora). I beceri insulti (non semplici critiche) sono vomitati da haters aizzati da frustrati e tragicomici personaggini antijuventini (che hanno evidentemente vissuto malissimo i reiterati ed indelebili trionfi di Allegri con noi). Addirittura, pur di attaccare il tecnico livornese, a quanto pare, c’è chi ha parlato e parla di nostri “scudettini” e/o chi ha continuato e continua ad esaltare i deliri di grotteschi e demenziali ex calciatori intertristi e le idiozie di altrettanto patetici ed urlanti “telecronisti” loro compagni di tifo. E c’è anche chi si è schierato e si schiera pure dalla parte di biechi omuncoli che blaterano su Farsopoli ed in favore di “giornalisti” che hanno sempre buttato fango sulla Juve.

Tutti questi “scienziati”, nel goffo, ridicolo ed inutile tentativo di cancellare il passato, stanno sputando fango su colui che, ripeto, nonostante le difficoltà di questi ultimi anni, resta e resterà sempre il Mister che ci ha costantemente messo la faccia per tutelarci (anche, ad esempio, contro grottesche “cravatte azzurre”) e soprattutto che, mentre tante rosicanti pulci tossivano e sparavano idiozie, ha, purtroppo per loro, alzato 11 trofei in quel suo primo favoloso ciclo con noi, periodo nel quale abbiamo disputato con lui, la solida Società alle sue spalle ed i Campioni da lui sapientemente e brillantemente gestiti ed allenati, anche diverse belle ed importanti partite in Europa con alcune memorabili battaglie a volte perse ingiustamente ed in extremis e con il non scontato approdo (dopo aver eliminato dei blasonati e fortissimi squadroni) a due finali di Champions difficili da raggiungere e poi perse (una delle quali dopo essere stata pesantemente indirizzata da un episodio discutibile).

E chi sostiene che Max (che, va ricordato, aveva fatto bene anche al Cagliari) abbia contribuito notevolmente e goduriosamente ad arricchire la nostra preziosa bacheca senza meriti, solo perché ha vinto “contro nessuno” (mentre basta vedere i giocatori, i tecnici, i proclami e le aspettative dei nostri duramente e ripetutamente umiliati avversari) o perché ha trovato “tutto impiattato” dal suo predecessore (mentre basta vedere come sono stati cambiati tanti giocatori e come sono state preparate, lette ed affrontate gare e stagioni nonché valutare quanto sia sempre e comunque difficile rivincere) fa, a parer mio, chiacchiere simili a quelle dei poveri cartonati e di tutti gli altri patetici e devastati antijuventini. E “le chiacchiere se le porta via il vento”, “le bici i livornesi” mentre la Storia resta (come palesemente risulta ammirando e gustandosi il nostro stupendo Museum).

Detto ciò, pur avendo la parziale scusante legata al fatto di essersi trovato in mezzo alla fine di un ciclo senza adeguati ricambi e soprattutto di aver dovuto affrontare tante difficoltà extracampo di varia natura, tra cui le nuove mafiose manovre messe in atto per colpirci duramente (con ripercussioni anche sulla stabilità societaria, sul morale, sul mercato e sulla qualità della rosa costituita da molti giovani e diversi elementi con poca esperienza, personalità e qualità), anche per me Allegri è complessivamente stato meno brillante ed efficace in questa sua seconda esperienza alla Juve (come accaduto, del resto, in alcune occasioni e fasi, ad altri titolati tecnici del passato anche in posti dove avevano vinto in precedenza). Pure a parer mio, alla luce di ciò, quindi, nonostante il credito di fiducia ampiamente meritato nel tempo per via del suo palmarès, è suscettibile di un naturale avvicendamento. Ed io, sperando di vedere migliorare la nostra situazione, prenderei ovviamente atto di un cambio di guida tecnica e sosterrei naturalmente, con ardore e passione, il nuovo Allenatore della Squadra che amo. Squadra che amo e della quale non mi stancherò comunque mai di celebrare la gloriosa Storia. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.

Precisazione.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus. In queste ultime settimane, dai primi giorni di gennaio, non mi sto dedicando alla consueta pubblicazione di articoli sulle nostre partite e sulle ricorrenze legate a protagonisti e pagine della nostra gloriosa Storia e non so se e quando riprenderò a farlo.

Non l’ho fatto dopo vittorie conquistate in modo emozionante in extremis (comunque importanti nel dare convinzione al nostro gruppo ai fini del nostro graduale cammino di crescita) o in modo largo nel corso di parte di questa stagione vissuta dalla nostra amata Juve senza aver potuto fare mercato (dopo la schifosa e destabilizzante penalizzazione dello scorso anno con cui hanno provato a distruggerci) e portata egregiamente avanti, con una Squadra giovane, lottando anche contro var…ie evidenti decisioni a nostro svantaggio o a favore di altri. E non l’ho fatto in questi giorni.

Oggi, però, a scanso di equivoci, scrivo velocemente questo pensiero anche per evitare che qualcuno (non conoscendomi) possa erroneamente pensare che io mi nasconda o faccia minimamente scalfire la mia fierezza da una sconfitta come quella di misura recentemente maturata (in una serata negativa di alcuni dei nostri giocatori) contro un avversario storicamente bastonato, finto onesto, cartonato ed inferiore. Un avversario i cui meschini sostenitori prima della gara, con le loro solite infondate idiozie da ignoranti e perdenti amanti delle farse e dallo smoking “bianco letame” (per molteplici ragioni) ed al termine della stessa, con le loro patetiche reazioni da poveracci e miserabili (volte quasi a cercare vanamente di cancellare tutte le reiterate e tradizionali umiliazioni subìte al nostro cospetto), hanno confermato e confermano, per l’ennesima volta, la loro profonda ed atavica tragicomicità. Del resto, due loro degni rappresentanti sono, ad esempio, dei beceri omuncoli come il paparazzo ricattatore drogato ed il senza cervello e vile “macellaio” provocatore che piagnucolare indelebilmente nel favoloso ed indimenticabile pomeriggio del 5 maggio 2002.

Che dire, questi grotteschi intertristi arriveranno probabilmente (“soltanto” 42 anni dopo rispetto a noi) alla seconda stella (nel loro caso, caratterizzata anche da un ridicolo ed “etico” tavolino guidorossiano falso come i loro passaporti e tanto altro) ma il peso dell’abissale distacco da noi in termini di trofei resta enorme. La Storia parla chiaro. Sempre fiero di non essere come loro. Sempre onorato di essere un Campione per antonomasia. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.