Riflessioni sulla partita di ieri (e non solo)

Inizio dal dato più evidente che è stato, ancora una volta, confermato.
Come non mi stancherò mai di ripetere e scrivere e come dicevo anche ieri pomeriggio con i miei soci durante e dopo la partita, la nostra rosa presenta troppe lacune a livello caratteriale e tecnico e necessita quindi indiscutibilmente di giocatori di personalità e qualità.
In campo vanno i calciatori e sono loro a fare la differenza a certi livelli.
Per tornare a lottare per vincere, come siamo storicamente abituati a fare, abbiamo assoluto bisogno di ciò.

L’allenatore può trovare soluzioni, correggere errori, fornire indicazioni tattiche, provare schemi, dare consigli sui movimenti da compiere, preparare e leggere le partite, gestire il gruppo e lavorare sulla testa dei giocatori bacchettandoli in certe circostanze, caricandoli quando serve e cercando di trasmettere loro fiducia e sicurezze per migliorare e crescere. Può provare a fare tutto ciò ed altro ma, per ottenere risultati in una blasonata Squadra come la Juve (la più importante d’Italia e tra le più prestigiose in assoluto) superando pressioni ed avversità di ogni genere, non si possono fare miracoli senza poter disporre di almeno alcuni calciatori forti dal punto di vista qualitativo e soprattutto mentale (leader con esperienza e classe), proprio come ha saggiamente sempre detto uno dei nostri Allenatori più titolati di sempre.

E secondo me, considerata la quasi totale assenza di giocatori rispondenti alle fondamentali suddette caratteristiche nella nostra giovane ed incompleta rosa nonché la mancata possibilità di preparare ed allenare la Squadra in estate e di avere gli acquisti da lui scelti, tutto sommato, il nostro navigato, carismatico ed affidabile attuale Mister, nonostante alcuni limiti e dei numeri al momento non proprio esaltanti, ha complessivamente finora fatto abbastanza bene.

Da sempre contrario ai facili “allenatoreout” ed ai frequenti cambi di guida tecnica, vorrei valutare Spalletti nel tempo e poi ritengo che non si possa negare come, dopo essere arrivato a stagione in corso al posto del nostro comunque sempre caro Igor Tudor, in poco più di un mese, a partire dal secondo tempo della gara in Norvegia contro il Bodø Glimt (in un campo su cui per alcuni “non si può giocare”) e soprattutto dalla trasferta di Bologna, lui, con il suo non facile lavoro, abbia fatto compiere un importante salto di qualità alla nostra Squadra facendola giocare a lungo con verticalità, fluidità ed intensità portandola a vincere meritatamente diverse partite e pareggiare o perdere poche altre in modo sfortunato ed ingiusto.

E sono state anche queste ingiustizie che, iniziando a compromettere alcuni risultati ed a minare certezze, ci hanno messo in difficoltà facendo fare, a giocatori che purtroppo presentano le fragilità ed i difetti di cui sopra, i famosi “passi indietro” citati da Spalletti. La mancata vittoria contro la Lazio, la sconfitta in Coppa Italia contro l’Atalanta e quella contro gli onesti cartonati sono state frutto anche e soprattutto di decisioni di arbitri e var molto discutibili o, in alcuni casi, a dir poco vergognose che hanno inciso tantissimo.

In particolare, l’inventata espulsione di San Siro ha falsato una partita (nella quale si sarebbero dovuti trovare invece in inferiorità numerica gli avversari), condizionato la successiva (quella di Champions) per via delle energie fisiche e mentali che ci ha costretti a spendere ed influenzato negativamente anche quella di ieri per gli strascichi psicologici nonché naturalmente per l’assenza dello stesso Kalulu, pedina che è per noi al momento fondamentale per il nostro gioco e che non abbiamo potuto schierare per l’assurda squalifica arrivata per “comportamento scorretto” (senza avere commesso falli!) e spudoratamente e squallidamente confermata dal solito becero omuncolo federale antijuventino, invece solerte “graziatore” di “sportivi” intertristi a lui cari.

A proposito di questa ed altre reiterate e palesi ingiustizie, mentre una Squadra fortissima come lo è stata tradizionalmente in generale la nostra gloriosa Vecchia Signora e come lo è stata, in particolare, anche la fantastica Juve che ha eroicamente conquistato, a suon di epici record, nove epocali Scudetti consecutivi (nello stellare ciclo del nostro immenso Presidente Andrea Agnelli), è in grado di superarle, una come quella attuale, purtroppo, non ci riesce.

E la situazione si fa sempre più difficile se, a tutti questi ostacoli esterni (che non devono concedere alibi ai nostri giocatori), si aggiungono anche errori in alcuni casi davvero non all’altezza, come quelli che hanno caratterizzato anche la pessima giornata di ieri (che, a parte un significativo e commovente striscione della Curva, è stata per me tutta sbagliata e non da Juve anche per la discutibile iniziativa commerciale condita pure dalla frivola presenza in tribuna di starnazzanti personaggi “vip” che non hanno nulla a che fare con noi autentici Gobbi).

Entrando nel dettaglio di quanto avvenuto sul terreno di gioco, come ho “pacatamente” esternato durante alcuni sfoghi anche ieri al Club durante la gara e come sottolineato da Spalletti nelle interviste successive alla stessa, penso pure io che sia fortemente penalizzante e condizionante subìre tutti questi gol al primo tiro in porta (anche sul proprio palo) e doversi di conseguenza trovare così spesso a rincorrere e concedere spazi agli avversari. E non si possono inoltre sbagliare così tanti passaggi e gol ed essere così poco precisi ed incisivi.

A tal riguardo, senza dimenticare mai che siamo stati pesantemente e criminosamente danneggiati, dopo quanto schifosamente accaduto nel 2006, da un’altra vile farsa come quella del 2022 (decisiva nel portarci all’attuale situazione), bisogna comunque anche ammettere che sono state indubbiamente sbagliate, negli ultimi anni, troppe scelte di mercato.

Per tale motivo, non si può che ribadire che, per tornare a combattere seriamente nel prossimo futuro serviranno assolutamente, nel mercato estivo, un portiere, uno o due difensori, uno o due centrocampisti ed un attaccante di spessore. Detto ciò, pensando al presente, speriamo di poterci rialzare comunque subìto tornando a giocare come fatto fino a qualche partita fa, magari già a partire da mercoledì, quando si dovrà provare a compiere quella che sarebbe una difficilissima impresa. Non molliamo. Contro tutto e tutti. Uniti e fieri. Fino alla fine.

Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus

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