Adesso è ufficiale. Dedico con sollievo, fiducia, speranza ed affetto il mio bentornato a Casa, ancora una volta, al nostro grandissimo Igor Tudor, Bandiera da Calciatore negli anni della gloriosa Triade, viceallenatore con Pirlo (quando ha accettato questo ruolo rinunciando anche a soldi pur di essere di nuovo dei nostri), storico Uomo Juve, da sempre uno di noi.
Meno male. Ho molto sperato che, in questo momento difficile, nel quale si rincorrevano voci assurde (addirittura legate ad un possibile ulteriore oltraggio con un tragicomico cartonato del 2006 accostato alla nostra panchina), si arrivasse alla fine almeno a questa soluzione.
E così, fortunatamente, pure in questa occasione, accontentandosi di un ruolo da “traghettatore” con un contratto iniziale di pochi mesi (anche se mi dispiacerebbe tanto una sua permanenza in caso di piazzamento in Champions), Tudor ha confermato il suo amore per i nostri colori. Si è messo a disposizione e ci permetterà, in ogni caso, di programmare al meglio (si spera) il futuro.
Che dire, dopo tutto che quello che è successo in questi mesi in cui è mancato del tutto ed a tutti i livelli ogni minimo di Juventinità, avere lui sulla nostra panchina non può che farmi piacere. Non si poteva più andare avanti con un tecnico che, dopo essere stato acclamato e pompato dai soliti ridicoli “telenoncronisti scienziati” (che non conoscono probabilmente la forma del pallone) e scelto (da molto tempo) da un finora molto deludente dirigente (che poi non l’ha aiutato, supportato ed assistito come avrebbe dovuto) si è purtroppo dimostrato inadeguato in quanto integralista, presuntuoso e montato. Il problema non era verosimilmente rappresentato solo da lui e le colpe di questa stagione indegna (assolutamente non da vera Juve) vanno divise, secondo me, con proprietà, dirigenza e giocatori.
Il nostro ormai ex tecnico, tuttavia, è stato palesemente determinante in negativo non riuscendo a guidare la Squadra con realismo, duttilità tattica, capacità di preparare e leggere le partite e valorizzare e gestire i giocatori (che ha trattato come sue semplici pedine). Sono inoltre evidentemente e come non mai mancate, in questa sua breve e disastrosa parentesi, le qualità tipiche della Juve, ossia l’umiltà, la compattezza, la grinta e la fame di vittorie.
Adesso, dopo aver messo in archivio l’esperienza di quello che è stato ingaggiato per sostituire uno dei nostri tre Allenatori più vincenti di sempre e che, a causa di un fallimentare lavoro suo (e non solo), resterà oggettivamente negli annali come uno dei “nostri” peggiori, si dovrà cercare di limitare i danni ed agguantare almeno il quarto posto con Tudor.
Non sarà di certo facile ottenere risultati con uno spogliatoio confuso e disastrato e tanti elementi svalutati e sfiduciati. Servirebbe ovviamente anche il supporto di una società che non ha finora agito, a parer mio, in modo del tutto adeguato (ed anche su questo, a parer mio, andrebbero fatte delle valutazioni, da chi di dovere, a fine stagione). Vedremo. Di certo, in ogni caso, Tudor farà di tutto per cercare dare la scossa, creare uno spirito di gruppo, riportare ordine e farci lottare rabbiosamente su ogni pallone per vincere (unica cosa che conta).
Speriamo bene. Forza nostro grandissimo Igor, noi fieri Gobbi siamo onorati di averti di nuovo con noi, saremo al tuo fianco e, come sempre, non faremo mancare il nostro tifo per la nostra gloriosa Vecchia Signora con cui abbiamo scritto a lungo, in passato, insieme, tantissime, reiterate e fantastiche pagine di Storia. Uniti e fieri. Fino alla fine.
Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.
