Umiltà, concentrazione, sacrificio, compattezza, ossessione per la vittoria, spirito Juve. Questo fa parte del nostro DNA. Questo significa Juventinità, quella che era stata trasmessa da altri grandissimi Uomini Juve al nostro Presidente Andrea Agnelli e che veniva quotidianamente da lui messa al servizio della sua e nostra amata Vecchia Signora. Questo ha tradizionalmente contraddistinto la nostra gloriosa Storia, costituita da reiterati, indimenticabili ed epici successi da record (conseguiti lottando e vincendo contro tutto e tutti).
Questo ci ha permesso anche di superare Farsopoli prima e di non affondare poi, davanti ad altre schifose ingiustizie, resistendo e conquistando pure, nonostante tutto quello che ci hanno vilmente di nuovo fatto, almeno qualificazioni in Champions ed una Coppa Italia (che in tantissimi avrebbero voluto veder alzare ad altri e che invece abbiamo messo noi tra i 73 trofei della nostra prestigiosa bacheca grazie ad uno dei nostri indiscutibilmente più vincenti Allenatori).
Questo è ciò che, al momento, da inizio stagione, ci sta mancando, essendo stato sostituito da azzardati proclami e presuntuose scelte, più in linea, invece, con i deliri di tanti calcisticamente perdenti commentatori e superficiali influencer. Questo è ciò che, malgrado siamo (come accaduto dal 2006 al 2010) di nuovo nelle sbagliate mani di un indegno personaggio che non ha passione ed interesse a farci vincere, spero sempre che si possa comunque far ritrovare alla Squadra. Da chi la dirige adesso (che potrà magari migliorare e capire dove si trova e cosa si deve fare) e/o, eventualmente, nei prossimi mesi, da altri protagonisti (che magari sono in qualche modo già intrisi di questa vera Juventinità).
Quello che avviene in Campo è infatti sempre lo specchio di ciò che viene determinato e voluto da chi deve costruire, formare e gestire il tutto. Ogni cosa parte da lì. Da quanto si è in grado di essere all’altezza di rappresentare quello che storicamente siamo stati. Da quanto si vuole essere vera Juve. Oggi, in un momento libero, mi sentivo di esternare qui questo mio pensiero.
Adesso tornerò probabilmente al mio silenzio che ha caratterizzato questo periodo. Silenzio dovuto a stati d’animo e situazioni varie che mi accompagnano in questi mesi e ovviamente non al fatto che io non ci metta calcisticamente la faccia nei di solito rari frangenti in cui non vince la mia amata Juve (che continuo incessantemente e naturalmente a tifare con partecipazione emotiva, sentendo sempre vicino chi voglio credere che lo faccia ancora comunque con me).
Speriamo bene per il futuro. In ogni caso, augurandoci intanto di concludere la stagione senza ulteriori giornate non da Juve e di tornare quanto prima al nostro posto, ci tengo a ribadire, con immutabile fierezza da Gobbo, quanto le inappropriate contingenze non potranno mai cancellare la Storia sopra accennata ed eternamente scolpita. Fino alla fine.
Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus
