Grazie di tutto, grandissimo Totò Schillaci.
In un periodo durissimo in cui non sono molto in vena di scrivere, non posso non dedicare sentitamente un commosso pensiero ad uno dei miei più grandi idoli calcistici di sempre.
Salvatore Schillaci (ai cui familiari manifesto idealmente qui la mia vicinanza in questo doloroso momento) ha fatto sognare tantissime persone ed è stato l’eroico protagonista di un’autentica favola calcistica (dal sapore speciale per un ragazzino siciliano come me, allora contentissimo di poter ammirare un conterraneo giocare e segnare nell’amata Juve).
Con le sue mitiche reti, in quei bellissimi anni della mia spensierata giovinezza, mi ha regalato emozioni assolutamente indimenticabili ed indelebili (che ho allora gioiosamente condiviso con i miei cari e che resteranno sempre scolpite nel mio cuore).
Non ho mai scordato e ricorderò sempre con nostalgia ed affetto quanto ho desiderato vederlo convocato in Nazionale per i Mondiali del 1990 dopo quella sua prima stagione in Bianconero (in cui aveva contribuito a farci vincere Coppa Uefa e Coppa Italia), quanto ho sperato di vederlo subentrare in quella prima partita della competizione iridata dell’Italia contro l’Austria, quanto ho esultato sfrenatamente al suo gol decisivo segnato poco dopo, quanto ho festeggiato intensamente poi anche per ogni sua altra rete determinante in quelle favolose notti magiche di cui lui è stato il protagonista indiscusso (nonché il capocannoniere), nel corso di una stupenda estate italiana fantasticamente caratterizzata da quei suoi occhi spiritati che avevano colpito ed esaltato anche il mio carissimo Papà perché specchio del suo spirito di sacrificio e della sua voglia di vincere (tali da far sembrare profeticamente ispirato a lui lo storico inno di quei Mondiali, canzone il cui ascolto, proprio per tutto quello che rievoca, mi ha sempre fatto venire i brividi).
Che ricordi splendidi. Quando segnava lui, per me, era come se lo facessi io (che ne ho allora anche fortemente voluto ed apprezzato la maglietta, la bandiera, il diario ed il libro a lui dedicati, oggetti che custodisco e custodirò sempre gelosamente). Ero fiero di lui. Era il mio beniamino e, anche dopo esserci rimasto male quando è andato via dalla Juve, sono tornato a seguirlo con simpatia nel ricordo di quanto da lui fatto da calciatore della sua e nostra Squadra del cuore.
Negli ultimi anni, infine, da membro di uno JOFC, in occasione di eventi organizzati da amici comuni, avrei avuto tante volte la possibilità incontrarlo di persona ma, probabilmente per timidezza e per il timore di restare in qualche modo deluso (senza poter magari dire tutto quello che avrei voluto ad un mio mito), non l’ho mai fatto. Mi resta questo rimpianto. Mi sarebbe piaciuto ringraziarlo anche di presenza. Adesso, profondamente dispiaciuto per quanto purtroppo accaduto, posso farlo solo in modo ideale.
Grazie di tutto e per sempre, nostro eterno TotòGol.

