10 giugno 2023. Come faccio spesso, anche questa sera, condivido fieramente quest’immagine. Oggi lo faccio nella serata in cui una tragicomica ed “onesta” società avvezza a prescrizioni, patteggiamenti, illeciti nonché sull’orlo del fallimento (con debiti su debiti), ha (a proposito) fallito, dopo uno dei fortunosi percorsi europei che ogni tanto le capitano (o le fanno capitare) in mezzo a decenni di umilianti stagioni, la possibilità di accorciare leggermente il suo ampio distacco da noi in termini di trofei complessivi e di provare poi a conquistare almeno una Supercoppa europea. Io non mi sentirei nemmeno di godere tanto per le sconfitte di altre formazioni italiane (anche se questa è, in realtà, cinese) se non avessi visto tutti questi beceri e frustrati antijuventini che le tifano esultare, in passato, sin dal 1983 (da quando avevo sei anni), per delle sfortunate ed ingiuste sconfitte in campo europeo (molte volte in finale) della mia Juve fermata, dopo cammini sontuosi, anche da determinanti decisioni arbitrali discutibili (come, ad esempio, quelle contro il Borussia nel 1997, il Real nel 1998 e, per parlare di una delle ultime finali, quel rigore su Pogba sull’1-1 contro un fortissimo Barcellona). E così, quest’anno, ho naturalmente accolto con molta soddisfazione la tre sconfitte su tre nelle finali europee che erano state raggiunte (in modo non del tutto meritato) dalle storicamente inferiori compagini di alcuni di questi biechi poveracci.
Oggi, in particolare, in una brutta finale, è stato molto divertente vedere risultare ancora decisivo, in campo internazionale, con uno dei salvataggi dei suoi, il solito numero 9 intertriste (che una volta aveva anche deciso una finale con un autogol). È stato davvero estremamente piacevole vedere rosicare quel senza cervello e dignità che piange ancora (sempre e comunque) dal 5 maggio del 2002 e, insieme a lui, tantissimi suoi miseri sodali. A proposito di 5 maggio 2002, sono contento per il caro Enzo Maresca.
Detto ciò, va comunque sottolineato che, anche quest’anno, a parer mio, tanti superficiali “da juventino” che sminuiscono gli Scudetti (addirittura anche i 9 consecutivi, record epico frutto di un dominio storico di 3282 giorni) e vivono con l’ossessione della Champions, hanno ricevuto, come pensavo, un ulteriore spunto di riflessione su quanto questa competizione, a differenza dei Campionati che, alla distanza, vengono quasi sempre conquistati da chi si dimostra più forte e meritevole, sia, invece, come purtroppo ben sappiamo, ingrata e bugiarda essendo legata (in gare di andata e ritorno e soprattutto in finali secche) ad episodi tanto da finire così più volte per premiare non i migliori ma i più fortunati e/o aiutati. E ciò stava quasi per succedere anche questa sera. Chi, sicuro del “gioco di Guardiola” e non memore di tutte le finali perse in passato da compagini nettamente favorite (tra cui, molto spesso, la nostra), si mostrava certo (come un noto e troppo frivolo cantante inglese) di una larga vittoria del Manchester City, è rimasto sorpreso ed ha rischiato di passare una brutta serata. Come ho iniziato a pensare quando hanno negato un rigore clamoroso al Barcellona per fallo di mano di Dumfries, ho continuato ad immaginare sempre più concretamente dopo il palo e la traversa nei minuti finali di un ottavo di finale ad Oporto, ho proseguito a credere dopo quel particolare sorteggio e dopo qualche altra decisione arbitrale (anche contro un Benfica in tono minore), questa Coppa ha quasi rischiato davvero di andare immeritatamente di nuovo all’Inda, come nel 2010 (quando gli “errori” arbitrali, allora senza var, caratterizzarono palesemente addirittura ogni partita).
Meno male che oggi la ruota ha girato per il verso corretto, le cose sono andate come dovevano ed è stata fatta giustizia (per il rosicamento anche dello squallido vicepresidente della mafiosa uefa). È stata proprio una gradevolissima serata. Detto ciò, da tifoso che non è mai stato ossessionato dalla Champions e che soprattutto non si è mai fatto sminuire da niente e nessuno tutti i propri goduriosi Scudetti (titoli meritatamente conquistati mettendo dietro e bastonando, nelle competizioni in cui le affrontiamo nel tempo sempre tutte direttamente, le squadrette degli inferiori antijuventini), in attesa di sapere se e quando la mia amata Squadra giocherà di nuovo le Coppe europee come sono strutturate adesso (le cui principali e storiche sono da noi state conquistate tutte prima di tutti) o in versione Superlega, concludo questa mia lunga riflessione ribadendo naturalmente di essere fiero della sua e nostra gloriosa Storia portata avanti contro tutto e tutti (anche vergognosi pro…cessi farsa come quelli del 2006 e quelli di quest’anno) e caratterizzata da 72 trofei. Fino alla fine.
Sempre più orgo9liosamente forza Leggendaria Juventus.
